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Lavoro

Pensioni/ Ape social e Quota 41, i precoci scendono in piazza (ultime notizie)

Riforma pensioni 2017, oggi 21 aprile: Quota 41, lavoratori precoci determinati per la loro manifestazione. Tutte le novità e le ultime notizie sui principali temi previdenziali

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In attesa di conoscere maggiori dettagli sull’Ape social e quella volontaria, arriva la proposta di una riforma delle pensioni che aiuti i giovani attraverso il riscatto gratuito della laurea. Pier Paolo Baretta ha rilanciato l’idea in occasione del Forum In Previdenza della cassa previdenziale dei commercialisti e, come riporta La voce d’Italia, Domenico Proietti ha dato il suo parere favorevole, ricordando che la Uil da tempo chiede la stessa cosa. Per questo il Segretario confederale della Uil vorrebbe che se ne parlasse al tavolo di confronto aperto tra Governo e sindacati proprio sulle pensioni. Roberto Ghiselli, Segretario confederale della Cgil, ha invitato a non dimenticare di valorizzare i periodi di disoccupazione e bassi salari che le donne spesso incontrano nella loro carriere a causa del lavoro di cura che devono svolgere verso i propri famigliari.

I lavoratori precoci continuano la loro battaglia per una riforma delle pensioni che contempli la Quota 41 per tutti. E ancora una volta hanno potuto far sentire la loro voce in televisione, durante un collegamento con la trasmissione Dalla vostra parte, in onda su Rete 4. Nell’occasione hanno incontrato una certa “resistenza” da parte di Gianfranco Librandi rispetto alle loro richieste. Cosa che ha portato molti di loro a ritenere importante recarsi a Roma l’11 maggio per la manifestazione davanti a Montecitorio. C’è infatti chi vuole mostrare al mondo politico che chi vuole Quota 41 non sono pochi lavoratori che vorrebbe essere “privilegiati” e che i precoci meriterebbero di ricevere maggiori attenzioni. Non resta che aspettare, manca ormai poco all'appuntamento.

La riforma delle pensioni varata con la Legge di bilancio non sembra poter aiutare tutti coloro che sono senza lavoro o rischiano di perderlo, ma si trovano ancora lontani dai requisiti per accedere alla quiescenza. Per questo Cesare Damiano chiede che il Governo intervenga reintroducendo l’indennità di mobilità triennale almeno fino al 2018. Come ignorare il fatto che ci sono quasi 200.000 lavoratori nelle liste di mobilità, la gran parte dei quali lontani dalla pensione e vicini al licenziamento?”, dice l’ex ministro del Lavoro, evidenziando come la durata della Naspi sia troppo breve. Per questo occorre reintrodurre l’indennità, in modo da favorire anche la riallocazione di chi resta senza lavoro in assenza della piena operatività del sistema delle politiche attive.

Si continua a parlare di riforma delle pensioni e uno dei temi di confronto tra Governo e sindacati è quello relativo agli assegni che incasseranno i giovani. Tuttavia l’importo della propria pensione non sembra spaventare molto gli italiani. La trasmissione diMartedì ha infatti commissionato a Ipsos un sondaggio e una delle domande chiedeva “Pensando al futuro suo e della sua famiglia, quale delle seguenti cose le fa più paura?”. Solo il 18% ha indicato l’ammontare della pensione, mentre ben il 53% ha segnalato come la mancanza di lavoro sia in cima alle sue preoccupazioni. Del resto è comprensibile, dato che prima ancora di pensare alla pensione, occorre avere un reddito con cui potersi mantenere. Per qualcuno, comunque, aumentando la flessibilità pensionistica si avrebbero effetti benefici sull’occupazione dei giovani, dato che si stimolerebbe il turnover.

L’Ape social ha subito una modifica rispetto al testo iniziale per inserire la “franchigia” relativa ai lavori gravosi, di modo che si possa avere più possibilità di accedere all’Anticipo pensionistico “a costo zero”. Questo intervento non basta però, secondo Dario Boni, a segnare un cambiamento importante rispetto al problema degli edili. Il Segretario nazionale della Fillea-Cgil ha spiegato infatti che resta il requisito di sei di lavoro su sette continuativi prima della pensione, resteranno pochi i lavoratori del settore a poter aver accesso all’Ape social. Specie negli ultimi anni, infatti, con la crisi del settore mantenere il posto di lavoro non è affatto facile. Boni ha quindi annunciato che il 25 maggio ci saranno mobilitazioni per chiedere di non avere più nonni sui ponteggi.

Si è parlato molto nei mesi scorsi della Sicilia mentre si discuteva di riforma delle pensioni dei parlamentari, visti i vitalizi incassati da alcuni ex consiglieri regionali. Oggi, invece, Il Mattino di Sicilia riporta l’allarme del Cobas/Codir, secondo cui Crocetta vuole tagliare il Fondo pensioni dei regionali. I sindacati fanno infatti notare che vi sono indiscrezioni di stampa secondo cui il Governatore siciliano starebbe mettendo a punto la finanziaria per il prossimo anno finanziando il fondo di assistenza per i disabili grazie anche a un taglio di 59 milioni di euro sulle entrate del Fondo di Quiescenza, che si occupa poi di erogare le pensioni agli ex dipendenti regionali. I sindacati chiedono a questo punto ai consiglieri regionali di bloccare questo tentativo e di trasferire sotto la gestione Inps il personale regionale, in modo da evitare future manovre simili.

I lavoratori precoci continuano a chiedere una riforma delle pensioni che contempli la Quota 41 per tutti. Ieri il comitato Roma/Lazio del gruppo Lavoratori precoci a tutela dei propri diritti ha partecipato a un presidio organizzato dalla Cgil davanti al Pantheon. Roberto Occhiodoro, uno degli animatori del gruppo, è anche salito sul palco e ha avuto modo di tenere un intervento. In un video sulla pagina Facebook del gruppo si può notare che, tra le ragioni della richiesta di poter accedere alla pensioni dopo 41 anni di contributi, Occhiodoro ha ricordato la necessità di un turnover che dia la possibilità di lavorare ai giovani, che altrimenti rischiano di non avere possibilità occupazionali. Inoltre, ha voluto esprimere la contrarietà del gruppo alla flessibilità pensionistica che richiede un prestito bancario (qual è l’Ape) e al meccanismo che lega l’età pensionabile all’aspettativa di vita. 

Occhiodoro non ha mancato di ricordare l’appuntamento dell’11 maggio, quando si terrà una manifestazione nazionale davanti a Montecitorio proprio per sostenere la richiesta di varare la Quota 41 per tutti. Inoltre, ha fatto presente che anche il 1° maggio i precoci saranno in piazza per la Festa del lavoro, così come il 6 maggio, giorno in cui la Cgil terrà una manifestazione nazionale a Roma per la Carta dei diritti universali del lavoro, cui parteciperà anche Susanna Camusso. Insomma, si preannuncia un periodo denso di impegni, ma del resto l’obiettivo da raggiungere è importante, non solo per i lavoratori precoci.

Il direttore de Il Giorno, Sandro Neri, chiede una riforma delle pensioni che possa sancire una sorta di patto di solidarietà generazionale. In sintesi, bisognerebbe far sì che l’età pensionabile venisse portata a 65 anni per gli uomini e a 60 per le donne, a prescindere dalla professione che si svolge. Inoltre, bisognerebbe prevedere un tetto massimo agli assegni pensionistici, in modo così da porre fine al fenomeno delle pensioni d’oro, “riservando le cifre risparmiate dal taglio allo tsunami dei giovani di oggi che arriveranno all’età da pensione avendo versato pochissimi, se non occasionali, contributi e che si ritroveranno con assegni da fame”. Per Neri occorrerebbe anche diminuire le imposte sulle successioni, anche perché saranno i giovani a doverle pagare. Infine, il giornalista non dimentica che un taglio delle indennità parlamentari, in linea con il livello medio europeo, rappresenterebbe il “buon esempio” che la politica dovrebbe dare.

La lotta per una riforma delle pensioni che contempli Quota 41 per tutti continua, ma nel gruppo 41xtutti lavoratori uniti non tutti credono sia il caso di partecipare alla manifestazione della Cgil in programma il 6 maggio a Roma per ottenere questo obiettivo. Sulla pagina Facebook del gruppo è stato infatti condiviso un post che ricorda l’appuntamento sindacale legato alla mobilitazione sulla Carta dei diritti universali del lavoro e i referendum che ancora non sono stati cancellati. C’è chi ritiene sia il caso di partecipare e chi invece ricorda che i sindacati non hanno mai fatto nulla di concreto o chi ricorda che l’11 maggio è in programma la manifestazione dei lavoratori precoci sempre nella capitale.

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COMMENTI
20/04/2017 - Sulle pensioni menzogne e rapine (Michele Ballarini)

I conti dell'INMPS, successivamente alla riforma Berlusconi, erano, come disse all'epoca il Ministro Sacconi, in sicurezza. Solo agitando lo spauracchio dello spread e la crisi finanziaria il duo Monti - Fornero, con una vera e propria azione di rapina, per coprire i buchi dello Stato, posero a carico dell'INPS anche il debito dell'INPDAP, l'ente pensionistico degli statali, per circa € 80 miliardi, debito che era imputato direttamente nel bilancio dello Stato. E' evidente l'ingiustizia dell'intervento. Così come è evidente che l'innalzamento dell'età pensionabile, per cui il tasso degli occupati over 55 è aumentato del 10%, ha comportato un vero e proprio "tappo" per le classi più giovani. Insomma, a pagare sono sempre i soliti, altro che lo Stato (ladro).