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Lavoro

Pensioni/ Quota 41 e Opzione donna, perché tutte queste polemiche? (ultime notizie)

Riforma pensioni 2017: Quota 41 e Opzione donna, perché tutte queste polemiche? Tutte le novità di oggi 27 aprile e le ultime notizie sui principali temi previdenziali

Riforma pensioni 2017, LapresseRiforma pensioni 2017, Lapresse

Matteo Salvini è stato ospite ieri sera della trasmissione diMartedì, in onda su La 7. Il conduttore Giovanni Floris gli ha chiesto quale fosse la sua idea di riforma delle pensioni, oltre a quella di abolire la Legge Fornero. Il leader della Lega Nord ha spiegato che abolire l’attuale legge pensionistica darebbe fiato agli italiani, evidenziando come dopo 40 anni di lavoro sia giusto andare in quiescenza, confermando così la proposta di Quota 40. Salvini non ha parlato dell’idea di abbassare l’età pensionabile a 60 anni, anche perché Floris l’ha incalzato con una domanda sulla copertura finanziaria della sua proposta. La sua risposta è stata che l’aumento dell’occupazione giovanile farà aumentare i contributi, fornendo quindi le risorse necessarie a pagare le pensioni.

Cesare Damiano continua a essere “bersaglio” sui social di quanti sono rimasti delusi dal suo atteggiamento sulla riforma delle pensioni. L’ex ministro del Lavoro segnala sulla propria pagina Facebook gli incontra cui partecipa in questi giorni, in particolare per sostenere la corsa di Andrea Orlando alla segreteria del Pd e non mancano i commenti di chi gli ricorda: l’abolizione della Legge Fornero, la Quota 41 per tutti e la proroga di Opzione donna. A Damiano non viene di fatto perdonato il ritenere l’Ape una misura soddisfacente per introdurre la tanto richiesta flessibilità pensionistica. Del resto la proposta di legge messa a punto dal Presidente della commissione Lavoro della Camera non è stato mai discussa in aula ed è rimasta ferma: lui stesso non ne parla più. E questo non va giù a chi aveva riposto speranze e sforzi per sostenerla.

Dalla Germania arriva una notizia che certamente non mancherà di avere eco in Italia tra chi vuole una riforma delle pensioni. Il Governo di Berlino, infatti, ha deciso che dal primo luglio gli assegni pensionistici saranno aumentati dell’1,9% nei lander occidentali e del 3,59% in quelli orientali. Si tratta di un aumento che segue l’andamento dei salari. Ancora non c’è la parità tra le pensioni percepite nell’ex Germania dell’Est e quella occidentale, ma si è passati da un rapporto del 94,1% a uno del 95,7%. L’obiettivo è riuscire ad arrivare alla piena parità entro il 2025. Di certo, rispetto alla situazione italiana dove l’indicizzazione ha lasciato invariati gli importi delle pensioni, in Germania le cose vanno diversamente.

L’Inps ha diffuso i dati relativi alle pensioni erogate nel primo trimestre del 2017, evidenziando come il loro numero sia stato pari a 121.095 unità, per un importo medio mensile di 1.042 euro. Complessivamente, nel 2016 l’importo medio di quasi 470.000 pensioni era stato di 979 euro. L’Inps evidenzia anche una minor incidenza dei trattamenti di invalidità rispetto a quelli di vecchiaia, con l’importo medio di questi ultimi pari a 711 euro mensili. Come riportato da Mf-Dow Jones, nel primo trimestre dell’anno ci sono state 91 pensioni di anzianità ogni 100 di vecchiaia, mentre l’anno scorso tale rapporto era pari a 98.  

Dal rapporto annuale della Guardia di Finanza emergono dati non proprio rassicuranti sui reati contro la Pubblica amministrazione compiuti in Italia. Adnkronos riporta in particolare come siano appalti, pensioni e rimborsi le voci che pesano di più in questo triste bilancio. Le frodi che riguardano la spesa previdenziale, insieme a quella sociale e sanitaria, ammontano complessivamente a 163 milioni di euro. Inoltre, “il maggior numero di soggetti denunciati è accusato di aver commesso reati relativi alla ‘spesa previdenziale, spesa sanitaria e prestazioni sociali agevolate (17.354 denunce/verbalizzazioni)’”. Del resto non mancano nei casi di cronaca quelli relativi ai falsi invalidi o a coloro che continuano a percepire la pensione di un famigliare defunto. Difficile dire se una riforma delle pensioni sia in grado di azzerare questo fenomeno.

Una delle prime proposte formulate dal Movimento 5 Stelle è quella nota del reddito di cittadinanza. Si tratta di un intervento che avrebbe degli effetti anche sugli assegni pensionistici, senza bisogno di una riforma delle pensioni. Infatti, le minime verrebbero portate tutte a 780 euro. Per ricordare l’importanza di questa misura, che ha ovviamente conseguenze ben più visibili sui disoccupati, poiché avrebbero un reddito, il Movimento 5 Stelle ha deciso di indire una marcia da Perugia ad Assisi. Si tratta, come si legge sul blog di Beppe Grillo, di una seconda volta dopo l’evento analogo svoltosi nel 2015. Il 20 maggio, quindi, alle 11:30 si partirà dalla Basilica di San Pietro nel capoluogo umbro per percorrere circa 19 km prima di arrivare alla Basilica di Santa Maria degli Angeli di Assisi.

I pentastellati ricordano come il reddito di cittadinanza rappresenti una priorità in un Paese in cui i pensionati hanno assegni anche inferiori ai 500 euro, i giovani sono costretti a emigrare e la povertà è ai massimi storici. Evidenziano poi che i beneficiari della misura dovrebbero seguire dei corsi di formazione mirati al reinserimento nel mondo del lavoro e avrebbero anche degli obblighi che li costringerebbero ad attivarsi per trovare un’occupazione. Inoltre, con l’introduzione di un salario minimo e l’aumento del reddito disponibile si contribuirebbe a stimolare la ripresa dell’economia. Il Movimento 5 Stelle ricorda anche che il reddito di cittadinanza “costa” 17 miliardi di euro e che le coperture ci sono, considerando che il Governo ha da poco trovato in pochissimo tempo 20 miliardi per le banche.

Il fatto che Marine Le Pen sia arrivata dietro a Emmanuel Macron non significa che l’esito delle elezioni presidenziali francesi sia già scritto. Lo ha evidenziato Matteo Salvini, spiegando di aver letto i 140 punti del programma della candidata del Front National, e che l’avrebbe scelta “per quel che dice su pensioni, sanità, scuola ed è quel che rifaranno in tanti”. Si sa del resto che il leader del Carroccio vorrebbe cancellare la riforma delle pensioni targata Fornero. E nella sua intervista a Repubblica spiega che rispetto alla Le Pen “abbiamo battaglie comuni, dalle pensioni - 60 anni di età e 40 di contributi - al no Euro. Ma qui io sono federalista e autonomista”.

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