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PENSIONI 2017/ Legge Fornero, Ape e Quota 41, il punto della giornata (oggi 28 aprile, ultime notizie)

Riforma pensioni 2017, oggi 28 aprile: Ape, Precoci, Quota 41, Legge Fornero ecco come cambiarla. Tutte le novità e le ultime notizie sulle pensioni

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Cambiare la riforma delle pensioni targata Fornero è possibile. In modo che il sistema previdenziale possa dare più sicurezza sia ai giovani che agli anziani. Ne sono convinti Maria Luisa Gnecchi e Anna Giacobbe che oggi, alle 16:30, terranno un incontro presso la società di mutuo soccorso Baia dei Pirati di Vado Ligure. Nel presentare l’evento, si ricorda che qualche correzione alla Legge Fornero è stata fatta, come si può vedere dall’Ape che dovrebbe presto entrare in vigore. Tuttavia, ciò non può bastare perché ci sono persone che avanti con gli anni vedono allontanarsi ancora l’ingresso in pensione, mentre i giovani, che già faticano a trovare occupazione, non hanno certezza sul loro futuro pensionistico. A fare le spese di questa situazione, poi, sono prevalentemente le donne.

I lavoratori precoci non sembrano intenzionati a mollare sulla richiesta di una riforma delle pensioni all’insegna di Quota 41 nemmeno in questo fine settimana che precede il 1° maggio. Sulla pagina Facebook del gruppo Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti si può infatti notare che il comitato del Veneto ha ottenuto l’autorizzazione del comune di Feltre per organizzare una raccolta firme a sostegno della petizione per far discutere in Parlamento il ddl Damiano, che tra le altre cose contiene proprio la possibilità di accedere alla pensione dopo 41 anni di contributi indipendentemente dall’età anagrafica. Sulla stessa pagina Facebook non manca anche chi ricorda che domenica si terranno le primarie del Partito democratico e che con due euro si potrà sfruttare l’occasione per fermare Matteo Renzi. Sull’ex Premier pesa il fatto di essere intervenuto sì sulla previdenza, ma in un modo ritenuto insoddisfacente rispetto alle aspettative e alle promesse fatte.

Ancora non è arrivata una riforma delle pensioni capace di far arrivare a domicilio i servizi dell’Inps, anche se attraverso il sito internet molte operazioni sono diventati più semplici di un tempo. La Uil ha invece pensato di lanciare un servizio gratuito di patronato a domicilio. Resegoneonline.it riferisce che da maggio i residenti del comune di Lecco potranno prenotare un appuntamento a casa loro per ricevere i normali servizi dell’Ital, il patronato Uil. Telefonicamente, all’atto della prenotazione, verrà spiegato quale documentazione preparare. Inoltre verrà comunicato un codice identificativo, con cui l’addetto si presenterà a domicilio, di modo che si abbia la certezza di star aprendo la porta a qualche eventuale malintenzionato, visto che i servizi sono dedicati a persone anziane piuttosto che invalide.

La prossima settimana governo e sindacati torneranno a confrontarsi sulla riforma delle pensioni e una delle ultime idee che si sta facendo strada, e che quindi potrebbe essere discussa tra le parti, è quella di rendere gratuito il riscatto degli anni universitari per i laureati ai fini contributivi. L’ipotesi è stata lanciata da Pier Paolo Baretta e riguarderebbe i giovani meritevoli, capaci quindi di terminare gli studi nei tempi previsti dai corsi e con buoni voti. Proprio perché rivolto ai giovani, l’intervento potrebbe rientrare nella cosiddetta fase due su cui Governo e sindacati si stanno confrontando. Resterebbe da capire se tale norma varrebbe per gli studenti che ancora devono laurearsi o anche per coloro che magari lo sono da poco anni. Il rischio è infatti quello di creare “discriminazioni” legate a mere situazioni anagrafiche.

Da tempo la riforma delle pensioni in Brasile ha scatenato diverse proteste di piazza. Nel Paese sudamericano si paventa l’innalzamento dell’età pensionabile a 65 anni, quando oggi, grazie al fatto di poter lasciare il lavoro dopo 30 anni di contribuzione, mediamente si entra in quiescenza a 54 anni. E così è stato anche indetto uno sciopero generale per il 28 aprile. Sciopero a cui ha dato il proprio sostegno anche la Conferenza episcopale brasiliana. Francesco Biasin, vescovo di Barra do Piraí-Volta Redonda, ha spiegato che “tutelare i diritti acquisiti, in difesa della vita e della dignità di tutti, specialmente i poveri e gli indifesi”, è una causa giusta. Il sito di Radio Vaticana ricorda anche che Leonardo Steiner, Segretario della Conferenza episcopale, ha invitato a partecipare allo sciopero “al fine di ottenere il meglio per il popolo brasiliano”.

Mentre si attendono novità su Ape e riforma delle pensioni, l’Inps ha pubblicato l’aggiornamento al secondo semestre 2016 del monitoraggio dei trattamenti pensionistici liquidati, con i dati relativi anche al primo trimestre del 2017, da cui emerge una stazionarietà nell’entità di liquidazioni di vecchia tra quest’anno e quello scorso, mentre “più elevate risultano le liquidazioni di pensioni di anzianità/anticipate nei primi tre mesi del 2017 rispetto al primo trimestre 2016”. Questo per quel che riguarda il fondo dei lavoratori dipendenti, mentre per quel che riguarda i lavoratori autonomi, “le liquidazioni dei primi tre mesi del 2017 risultano decisamente più consistenti rispetto a quelle corrispondenti del 2016 sia per le pensioni di vecchiaia che per quelle di anzianità/anticipate”. Nel complesso, invece, il numero di liquidazioni di pensioni di vecchiaia e anzianità è in linea con quell dell’ultimo trimestre del 2016, “vista la staticità nel 2017 di tutti i requisiti anagrafici e assicurativi rispetto all’anno precedente”.

L’Inps sembra essere davvero molto ambita per compiere ricerche in tema di pensioni, mercato del lavoro e welfare. Il Sole 24 Ore scrive infatti che sono ben novantasei gli studiosi, non solo italiani, che hanno scelto il nostro istituto di previdenza sociale per approfondire i loro lavori, anche per via del programma VisitInps Scholars che consente di utilizzare le banche dati per svolgere analisi su aree strategiche di interesse per lo stesso Inps. Quelle stesse banche dati che Tito Boeri ha usato anche per formulare le sue proposte di riforma delle pensioni che tanta polemica hanno suscitato. 

La prossima settimana si aprirà con lunedì 1° maggio, una data che la riforma delle pensioni ha indicato come quella per l’avvio dell’Ape. Di quella social, che contiene la Quota 41, si sa che il Premier Gentiloni ha firmato il decreto attuativo, ma cosa occorre fare da martedì prossimo per poter accedere a questa forma di Anticipo pensionistico? Domanda che diversi lavoratori precoci si pongono e a cui non sanno trovare una risposta, perché dei contenuti del decreto attuativo si sa poco, il testo non è stato reso pubblico e non sono nemmeno arrivate istruzioni operative. Si sa, dalle indiscrezione, che dal 1° maggio al 30 giugno dovranno presentare domanda coloro che maturano i requisiti pensionistici entro fine anno. Ma in che modo? E gli altri quanto dovranno aspettare? Domande senza risposta che non aiutano certo a creare un clima di fiducia nei confronti delle istituzioni.

Si continua a parlare di riforma delle pensioni dei parlamentari e Il Mattino di Padova ha intervistato Federico D’Incà, uno dei deputati del Movimento 5 Stelle che è stato sospeso per le proteste dopo la decisione dell’Ufficio di presidenza della Camera di approva la risoluzione del Pd sui vitalizi dei deputati, “bocciando” di fatto quella di M5S. D’Incà sottolinea un particolare che è sfuggito ai più: l’ufficio di presidenza del Senato non si è mai pronunciato sulla proposta del Movimento, né su altra riguardante i vitalizi dei suoi appartenenti. Quindi, ha ricordato l’importanza della proposta pentastellata, che mira a far sì che la Legge Fornero valga anche per i politici e non solo per i comuni cittadini.

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