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Lavoro

Contratti statali/ Rinnovo e aumento stipendi dipendenti pubblici: il nodo degli enti locali sui fondi

Contratti statali,rinnovo e aumento stipendi dipendenti pubblici: ultime notizie di oggi 3 aprile 2017, novità e sgravi fiscali per giovani under35 al loro primo lavoro indeterminato

contratti statali, Trattative Madia-sindacati (LaPresse)contratti statali, Trattative Madia-sindacati (LaPresse)

Da mesi ormai il problema principale per il rinnovo completo dei contratti statali per gli stipendi di tutti i lavoratori e dipendenti pubblici è uno solo: lo stanziamento e la copertura dei fondi necessari al pieno rinnovo. Da anni è atteso ma nonostante gli sforzi del governo e del ministro Madia i conti sono ancora un problema e agitano anche queste settimane in cui si dovrebbe stanziare il Def. Il problema dovrebbe essere messo a punto con una soluzione che non convince molti addetti ai lavori: la prima parte dei soldi utili al rinnovo dei contratti statali è fornita direttamente dalla Pubblica Amministrazione, mentre la restante metà dovrebbe essere riempita dai bilanci degli enti locali. Proprio su questo punto non ci sono i dovuti accordi e le trattative lanciate dal ministro Madia tramite Aran ancora no trovano una soluzione al nodo con i sindacati e gli stessi enti locali. L’intera riforma del Pubblico Impiego dovrà ottenere l’ok degli enti regionali e comuni, e proprio per questo motivo al momento una soluzione a breve termine e senza scontri è assai difficile da prevedere. 

Bisogna attendere e attendere: la parola d’ordine per i lavoratori statali e per il rinnovo dei contratti. Momento delicato per la composizione del Def che dovrebbe finalmente vedere quella parziale copertura per poter mantenere fede alle firme tra il ministro Madia e i rappresentanti dei maggiori sindacati nazionali lo scorso 30 novembre. Tra le ipotesi al momento sul piano del Governo Gentiloni, oltre ad altri 1,2 miliardi di euro da portare al settore del pubblico impiego sul fronte contratti all’interno dell’imminente Def, spunta un’altra proposta: maggiori sgravi contributivi per i giovani che vengono assunti una prima volta nel mondo lavorativo appena dischiuso. In aggiunta, come abbiamo visto, al provvedimento di rinnovo dei contratti pubblici dopo il blocco durato praticamente per 7 anni. «La decontribuzione dovrebbe valere solo per le assunzioni stabili delle persone con meno di 35 anni che entrano nel mercato del lavoro», riporta una fonte vicina al dossier del prossimo Def, tanto al report Ansa. Dovrebbe essere utilizzato per provvedere a questo sgravio fiscale ad un particolare meccanismo della «dote personale», che invece riporta Huffington Post: in sostanza, il diritto allo scontro sulle tasse avviene per tutti quei giovani se assunti prima dei 32 anni al loro primo contratto a tempo indeterminato. «Se il giovane ha già avuto un impiego stabile ma lo ha perso, lo sgravio sarà assegnato solo se è durato meno di 3 anni e fino al raggiungimento di un triennio di decontribuzione», riporta il Quotidiano Sanità. Facendo un piccolo calcolo, nel 2018 lo sgravio fiscale dovrebbe arrivare per i giovani nati dal 1983 in seguito: ricordiamo che la possibile misura contenuta nel Def avrà valore assolutamente nazionale.

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