BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

CONTRATTI STATALI/ Rinnovo e aumento stipendi dipendenti pubblici: attesa per varo Def

Contratti statali, ultime notizie e novità sulle trattative Aran-Pa-sindacati: il nodo aumento e rinnovo stipendi dipendenti publbici. Il caso dei permessi sindacali e la proposta di Madia

Contratti Statali (Foto: LaPresse) Contratti Statali (Foto: LaPresse)

I dipendenti pubblici attendono, per conoscere quali saranno esattamente le somme stanziate per il rinnovo dei contratti statali, il varo del Def. Il Documento di Economia e Finanza sarà varato dal governo tra pochi giorni e conterrà lo stanziamento per l'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici: nel documento saranno indicate le somme del 2018 per il rinnovo dei contratti statali. L'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici, secondo quanto stabilito nell'intesa firmata lo scorso 30 novembre tra governo e sindacati, prevede 85 euro medi lordi mensili. Circa metà delle risorse sono già state stanziate e lo stesso ministro della Pubblica Amministrazione Marianna Madia lo ha ricordato lo scorso 2 marzo ai microfoni di RTL 102.5, come riportato dall'agenzia di stampa Adnkronos. In quell'occasione il ministro ha sottolineato che il governo è pronto ad avviare in tempi brevi il rinnovo dei contratti statali. Ma oltre alla definizione delle risorse si attende anche l'avvio del tavolo tecnico all'Aran, l'Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni. E su questo punto i sindacati, in particolare la Uil, nelle ultime settimane hanno sollecitato il governo al rispetto dei tempi per arrivare all'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici. (aggiornamento di Stefania La Malfa)

Il fronte dei contratti statali e del loro rinnovo resta ancora “impigliato” nelle trattative di Aran (per conto del Ministero Pa) e i sindacati, attese nelle prossime settimane in contemporanea con il Def del ministro Padoan, si apre un altro fronte e piccolo rebus proprio sul ruolo delle sigle sindacali. Come riportano i colleghi del Messaggero, sarebbe al vaglio della ministra Madia una proposta intenta a ridurre il permesso sindacale come unico blocco e renderlo più un permesso ad ore. « verrà proposto di poter sgretolare, frazionare, i distacchi, per cui si è impegnati full time nel sindacato, in permessi, ovvero in ore a disposizione dell'attività sindacale», si legge sul Messaggero dopo giorni di silenzio sul fronte trattative con Aran. È ovvio che bisognerà per prima cosa, qualora si arrivasse ad un accordo di massima, stilare quanto e come sarà possibile frantumare il distacco sindacale in permessi veri e propri. Non si tratta di nulla di nuovo visto che già la riforma Madia del 2014 prevedeva la prerogativa sindacale tagliata del 50%; secondo le anticipazioni del quotidiano romano,  ci potranno essere sempre meno sindacalisti a tempo pieno e più lavoratori “normali” che avranno un pacchetto di ore a disposizione da impiegare in attività sindacale. Il braccio di ferro avrebbe essere minimo rispetto a quello ben più consistente sul rinnovo dei contratti statali eppure sarà anche dall’immediatezza o scontro su tale punto che si valuterà l’effettiva possibilità di una definitiva chiusura delle trattative in tempi se non rapidi almeno umani.

© Riproduzione Riservata.