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Lavoro

PENSIONI 2017/ Aumento di pensioni anticipate a 63 anni! (ultime notizie)

Riforma pensioni novità 2017, oggi 13 maggio: boom di pensioni anticipate a 63 anni per Inarcassa. Tutte le ultime notizie sui principali temi previdenziali

Riforma delle pensioni 2017, LapresseRiforma delle pensioni 2017, Lapresse

Il decreto attuativo sull’Ape social, una delle novità della riforma delle pensioni, “è in arrivo alla Corte dei Conti”. Si spiega anche come siano state effettuate alcune modifiche al testo che era stato sottoposto al Consiglio di Stato. Oltre alla retroattività, che garantirà la decorrenza del trattamento dal 1° maggio per chi ha già i requisiti di accesso alla misura, il termine per la presentazione delle domande dovrebbe essere spostato al 15 luglio. Dovrebbe anche slittare al 15 ottobre il termine per le risposte di accoglimento. Dall’Ape social dovrebbero rimanere esclusi “i rari casi di licenziati da contratti a tempo determinato con meno di 13 settimane di durata”, aggiunge poi il quotidiano di Confindustria.

La pensione anticipata sembra riscuotere un certo successo a Inarcassa. Dopo la riforma delle pensioni interna alla cassa previdenziale di ingegneri e architetti, infatti, si è registrato un aumento di coloro che ricorrono alla flessibilità pensionistica. Italia Oggi ha riportato alcuni dati interessanti in merito, spiegando che si è passati dalle 761 pensioni anticipate del 2013 alle 958 del 2016. È andata quindi anche crescendo l’incidenza delle pensione di vecchiaia di nuova liquidazione, ulteriore dimostrazione che l’anticipo pensionistico (previsto a partire dai 63 anni, con una penalizzazione sull’assegno che si andrà a incassare) è stato molto gradito, soprattuto in un periodo in cui i fatturati delle professioni tecniche sono andati calando. Dunque, c’è chi ha risposto alla crisi prendendo la strada della pensione: un reddito sicuro con la possibilità di continuare comunque a esercitare la libera professione.

Il ministero del Lavoro e quello dell’Economia hanno dato l’ok all’Inpgi per una “deroga” alla riforma delle pensioni appena approvata, ovvero alla cosiddetta salvaguardia che, come ricorda pensionioggi.it, riguarda circa 183 giornalisti disoccupati, in mobilità o dipendenti di aziende in stato di crisi. Per loro si ci sarà tempo fino a febbraio 2018 per maturare i requisiti previgenti alla riforma e accedere quindi alle pensione con almeno 57 anni di età e 35 di contributi, in cambio di una penalizzazione sull’assegno che può arrivare fino al 20%, o a 65 anni (63 per le donne), con un’anzianità contributiva almeno ventennale, senza alcuna penalizzazione. Per raggiungere il requisito contributivo, possono essere utilizzati anche i versamenti effettuati presso l’Inps nella gestione obbligatoria (non quindi in quella separata).

Oltre ai lavoratori precoci, ieri a piazza Montecitorio a manifestare c’erano anche le italiane che chiedono la proroga di Opzione donna fino al 2018. La riforma delle pensioni, infatti, non ha lasciato aperto l’accesso al regime sperimentale di pensionamento anticipato per le donne che sono nate dopo il 1957-58. I senatori del Movimento 5 Stelle Enza Blundo e Sergio Puglia hanno deciso di dare visibilità alle loro richieste, facendo parlare una di loro e diffondendo il video sui loro canali social. La manifestante ha ricordato che Opzione donna prevede una penalizzazione sull’assegno di chi vuole accedervi e che le risorse per una proroga ci sarebbero, poiché quelle stanziate lo scorso anno non sono state pienamente utilizzate. La cosa ottimale, ha poi aggiunto, sarebbe comunque quella di rendere strutturale Opzione donna, anche perché le italiane si occupano di lavori di cura per cui dovrebbero avere una qualche forma di riconoscimento, visto che sostituiscono un sistema di welfare spesso assente. Clicca qui per guardare il video.

Ieri i lavoratori precoci hanno manifestato davanti a Montecitorio per chiedere ancora una volta una riforma delle pensioni all’insegna di Quota 41 per tutti. Non c’erano però televisioni presenti, se non HispanTv, il cui inviato Ruben Martinez ha realizzato un servizio, in cui ha dato voce ai manifestanti, a Walter Rizzetto, a Ferdinando Imposimato e Rosario Trefiletti. Il giornalista ha ricordato che i precoci chiedono di poter andare in pensione anche per dare opportunità di lavoro ai giovani, in un Paese in cui la disoccupazione giovanile è elevata. Inoltre, ha evidenziato che vorrebbero che fosse eliminato il meccanismo che lega i requisiti pensionistici all’aspettativa di vita.  Il servizio non è passato inosservato tra i precoci, che adesso avranno anche una visibilità internazionale. HispanTv è infatti un canale televisivo iraniano che trasmette notizie in lingua spagnola in molti paesi, tra cui Spagna, Argentina, Venezuela e Cuba. Clicca qui per guardare il servizio.

Non c’è solo il tema di una riforma delle pensioni per i vitalizi dei consiglieri regionali ad animare il dibattito in Sicilia. Infatti, la Giunta ha deciso di autorizzare l’acquisto di alcuni immobili di proprietà della Regione da parte del Fondo pensione dei dipendenti dell’ente. E l’Ugl, attraverso il responsabile regionale, Giuseppe Messina, protesta di fronte a una scelta compiuta dalla Giunta: ovvero, convocare solo alcune single sindacali e non altre per un incontro su questo provvedimento. Messina ha fatto poi sapere che per l’Ugl non sarà possibile alcuna operazione immobiliare se prima non si procederà a nominare i componenti del Consiglio di indirizzo e vigilanza del Fondo pensioni “e non si chiarisca quali livelli di garanzia ci saranno per i lavoratori”.

La Legge di stabilità, oltre alla riforma delle pensioni, ha stabilito uno sgravio contributivo totale triennale per i coltivatori diretti e gli imprenditori agricoli con meno di 40 anni che avviano entro la fine dell’anno l’attività e, come spiega pensionioggi.it, ora c’è anche la Circolare Inps che dà istruzioni in materia. L’esonero sarà riconosciuto in forma integrale per i primi tre anni, per poi scendere al 66% il quarto anno e al 50% nel quinto. Dal sesto anno, invece, si passerà alla contribuzione piena. “La misura non avrà risvolti negativi sulla pensione dato che resta invariata l'aliquota di computo per la determinazione della misura dell'assegno pensionistico”, ricorda il portale specializzato sulla previdenza. Il che vuol dire che il fatto di non aver versato contributi non avrà effetti negativi una volta che ci si ritroverà a dover andare in pensione.

Nel corso dell’ultima puntata della trasmissione diMartedì si è parlato anche di Ape e riforma delle pensioni, e tra gli ospiti c’erano Elsa Fornero e Maurizio Landini. Il Segretario generale della Fiom ha spiegato che dal suo punto di vista l’Anticipo pensionistico non serve a nulla: occorre invece abbassare l’età pensionabile, introducendo una flessibilità che consenta l’uscita dal mondo del lavoro già a 60 anni, con un assegno congruo ai contributi versati. L’ex ministro del Lavoro si è trovata d’accordo con il sindacalista, aggiungendo però che per lei 60 anni sono forse una soglia un po’ bassa per l’accesso alle pensione, salvo che per alcune categorie di persone che svolgono lavori usuranti. Ha anche sottolineato, però, che non sa quanti sarebbero disposti ad andare in pensione prima in base ai contributi versati. Infatti, dovrebbero rinunciare a una perdita del loro assegno pensionistico.

Landini ha poi ricordato che una riforma delle pensioni dovrebbe prevedere la Quota 41 per tutti, perché 41 anni di contributi sono più che sufficienti per avere una pensione. Anche in questa occasione, quindi, il numero uno della Fiom non ha mancato di ricordare il proprio sostegno alla richiesta principale dei lavoratori precoci. Landini ha anche detto che servono degli interventi rivolti ai giovani. I quali, dopo una carriera lavorativa non facile, rischiano di ritrovarsi precari anche da anziani, perché potrebbero avere degli assegni di importo molto esiguo, proprio come i loro primi stipendi.

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