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SINDACATI/ Le richieste di partite Iva, autonomi e Freelance

A Firenze si è tenuta la prima edizione di Sharing Autonomi, organizzata da vIVAce. SILVIA DEGL'INNOCENTI ci spiega quali sono le esigenze emerse in questa due giorni

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C'è lo startupper che investe di suo per il rilanciare il territorio dove è nato, c'è la ricercatrice in cerca di nuove opportunità, ci sono i marketer e consulenti felici di fare networking, c'è la giornalista freelance in cerca di risposte e ci sono donne che dopo esperienze di subordinazione scelgono la strada dell'indipendenza per venire in contro alle loro esigenze di conciliazione di vita e lavoro. Non manca neppure lo spazio per le professioni più propriamente ordinistiche, come l'avvocato o lo psicologo.

La prima edizione nazionale di Sharing Autonomi, incontro di vIVAce!, la community di lavoratori indipendenti lanciata solo pochi mesi fa, ha il volto di queste persone, di questi ragazzi. Professionisti di tutte le età ed estrazione sociale, accomunate dal voler condividere delle idee sui temi della tutela e della rappresentanza del freelance. Un obiettivo centrato in pieno, stando a quanto emerso nella due giorni tenutasi a Firenze. 

Cosa cambia col Jobs act autonomi, le 10 priorità per il lavoro autonomo di vIVAce lanciate in occasione del 1 maggio, ma anche cosa cambiare a livello fiscale e quali possono essere le misure necessarie per tutelarsi nel proprio percorso professionale sono stati alcuni dei temi di Sharing Autonomi. Quello emerso, è un mondo frastagliato, eterogeneo e composito, difficilmente componibile dentro sigle o slogan. 

Cosa c'entra questo mondo con il sindacato? È questa la domanda che più spesso ci sentiamo fare e che, all'inizio di questa avventura, abbiamo fatto prima di tutto a noi stessi. La risposta, in realtà, è arrivata proprio da loro. Il mondo dei freelance vuole essere lasciato libero di crescere, costruire, sperimentare e prosperare. Ma non per questo vuole essere lasciato solo, anzi. È emersa chiara la voglia di essere rappresentati. Non guidati, ma piuttosto accompagnati nella propria crescita professionale e di vita in un mercato globalizzato delle professioni e delle competenze che, alla prova dei fatti, può risultare spesso spietato e senza attenuanti.

Il freelance non è per forza un imprenditore, ma sicuramente è un lavoratore, e come tale necessità di informazioni, assistenza e tutela che prescindono dalla scelta personale di come si svolge il proprio lavoro, perché alla fine se si è madri o se ci sia ammala, lo si è sia da indipendenti che da subordinati. Andando oltre alle favolette motivazionali dell'"imprenditore di se stesso", è la necessità del freelance, del lavoratore indipendente in generale, di poter avere accesso, ad esempio, a servizi quali la fatturazione, la consulenza legale, passando per un approccio corretto alla fiscalità e un sostegno nella ricerca dei finanziamenti pubblici. vIVAce è un progetto di rappresentanza che si avvale della Rete, ma che non si esaurisce sul web. Insieme al portale www.vivaceonline.it, infatti, è nato lo Sportello Freelance per fornire tutte le informazioni su servizi e assistenza ai lavoratori indipendenti.

Perché quello dei freelance è un mondo nel quale risparmiare tempo e fatica vuol dire lavorare, fatturare e crescere. Ecco allora che vIVAce può e vuole essere qualcosa di più e diverso da una sigla. Vuole essere un'associazione di rappresentanza, un cantiere aperto fatto di competenze, intelligenze e professionalità capaci di incastrarsi ed esaltarsi attraverso il dialogo tra chi ha scelto la strada dell'autonomia.

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