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CONTRATTI STATALI/ Rinnovo e aumento stipendi dipendenti pubblici: cifre inadeguate? I nodi da sciogliere

Contratti statali, rinnovo e aumento stipendi dipendenti pubblici: cifre inadeguate? Nodi da sciogliere e temi su cui si confronteranno sindacato e governo, rappresentato dall'agenzia Aran

Contratti statali, Marianna Madia (Foto: LaPresse) Contratti statali, Marianna Madia (Foto: LaPresse)

Mentre cresce l'attesa per la riapertura della trattativa sui contratti statali, si riflette sull'aumento degli stipendi dei dipendenti pubblici. Le due questioni, infatti, sono interconnesse. In questi giorni potrebbero arrivare segnali importanti dalla ministra Marianna Madia, visto che è atteso l'atto di indirizzo, ma intanto ci si continua ad interrogare sulle risorse per il rinnovo dei contratti del pubblico impiego. Servono risorse fresche, ma da Palazzo Chigi è stato annunciato lo stanziamento di 2,8 miliardi di euro per i contratti statali.

Di conseguenza l'aumento medio garantito ad ogni lavoratore del pubblico impiego è di 35,9 euro. La somma auspicata di 85 euro medi per il triennio, concordata tra l'altro con i sindacati il 30 novembre scorso, è ancora molto lontana. Le parti riusciranno ad avvicinarsi quando la trattativa presto verrà riaperta? I sindacati sono preoccupati, ma al tempo stesso pronti a sedersi al tavolo con Aran, l'agenzia che rappresenta il governo nei negoziati.

Sono giorni cruciali per il rinnovo dei contratti statali e l'aumento degli stipendi dei dipendenti del pubblico impiego. L'atto di indirizzo presto verrà firmato e spedito all'Aran, ma sono attesi gli ultimi pareri sulla riforma Madia. I decreti sono all'esame delle commissioni di Senato e Camera, ma entro la fine di questa settimana dovrebbe esserci la svolta tanto attesa. Sono tanti gli aspetti sui cui dovranno confrontarsi sindacati e governo, non solo quello relativo all'aumento della busta paga.

Sul tavolo anche i procedimenti disciplinari e i tempi del licenziamento, che potrebbero essere allungati e quindi passare da 90 a 180 giorni, ma a patto che i paletti siano perentori. Più flessibile, invece, la malattia per andare incontro alle esigenze del lavoratore e dell'amministrazione: si pensa a permessi ad ore per non dover saltare l'intera giornata, ma potrebbe esser messa mano alla legge 104 sulla disabilità con una programmazione delle assenze previste per dare un margine di preavviso all'amministrazione.

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