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Lavoro

Pensioni/ Poletti rimanda la discussione sull'aumento dell'età pensionabile (ultime notizie)

Riforma pensioni novità 2017: Poletti rimanda la discussione sull'aumento dell'età pensionabile. Tutte le novità di oggi 22 giugno e le ultime notizie sui principali temi previdenziali

Pensioni, Giuliano Poletti (Lapresse)Pensioni, Giuliano Poletti (Lapresse)

RIFORMA PENSIONI NOVITÀ 2017, ULTIME NOTIZIE. APE SOCIAL, PRIOETTI: UN SUCCESSO FRUTTO DEL DIALOGO

Giuliano Poletti, nel question time alla Camera, ha risposto all’interrogazione di Walter Rizzetto e di altri deputati di Fratelli d’Italia in cui era stato chiesto se il Governo intendesse eliminare il meccanismo che lega i requisiti pensionistici all’aspettativa di vita. Il ministro del Lavoro ha ricordato che la scelta sulla revisione dei requisiti pensionistici dovrà essere fatta entro il prossimo 31 dicembre, sulla base dei dati che l’Istat fornirà non prima dell’autunno sulla speranza di vita. Dunque per ora non è possibile fare ipotesi. La risposta non ha ovviamente soddisfatto Rizzetto, che ha fatto notare al ministro che di fatto è come se avesse ignorato la domanda posta. Per questo ha detto che spera che Poletti voglia rispondere almeno in autunno, quando l’Istat renderà disponibili i dati di cui ha parlato.

Nonostante da Poletti sia arrivata la smentita di un aumento dell’età pensionabile a 67 anni a partire dal 2019, Walter Rizzetto, insieme ai colleghi di partito, ha presentato un’interrogazione al ministro del Lavoro per sapere cosa intenda fare rispetto al meccanismo generale che lega i requisiti pensionistici all’aspettativa di vita, in particolare se intenda eliminarlo, visto che recentemente c’è stato un calo della speranza di vita. Secondo quanto scrive il deputato di Fratelli d’ Italia sulla sua pagina Facebook, oggi Giuliano Poletti dovrebbe rispondere all’interrogazione durante il question time previsto alle 15:00 circa alla Camera. Sarà certamente interessante ascoltare la risposta del ministro, anche per vedere se fornirà altre informazioni utili in tema di riforma delle pensioni. Del resto se anche l’età pensionabile non venisse alzata dal 2019, il fatto che il meccanismo di adeguamento all’aspettativa di vita resti in vigore non impedisce un aumento nel biennio successivo.

Com’era prevedibile, la pubblicazione in Gazzetta ufficiale dei decreti attuativi non ha risolto i problemi di chi vorrebbe accedere ad Ape social e Quota 41. Sul gruppo Facebook Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti si possono leggere post che testimoniano come la burocrazia stia creando problemi. C’è infatti che deve aspettare che termini la Naspi per presentare domanda, ma questo vuol dire farlo pochi giorni prima della scadenza del 15 luglio, con il rischio di restare fuori dalla graduatoria di accesso all’Anticipo pensionistico. E c’è chi di fronte alla richiesta dei documenti da presentare, tra cui la lettera di assunzione risalente al 1983, ha preferito rinunciare alla Quota 41 e ha deciso di attendere di maturare i requisiti previsti dalla Legge Fornero per andare in pensione.

Uno dei temi che il confronto tra Governo e sindacati sulla riforma delle pensioni dovrà affrontare riguarda l’Inps. Sui cambiamenti da apportare all’istituto di Tito Boeri, così come all’Inail, ieri sono cominciate le audizioni alla commissione Lavoro della Camera. E il Presidente, Cesare Damiano, dalla sua pagina Facebook ha fatto sapere che finora sono stati ascoltati Cgil, Cisl, Uil, Cisal, Confsal e Ugl, mentre la settimana prossima verranno ascoltate altre parti sociali. “Da questo primo confronto è unanimemente emersa la volontà di superare la situazione ‘dell'uomo solo al comando”’ che, ormai, dura dal lontano 2010”, ha scritto l’ex ministro, che ha anche ricordato come le proposte di legge all’esame abbiano come primi firmatari Baldassarre, Placido e lo stesso Damiano. Il quale ha anche spiegato che l’obiettivo della Commissione è concludere l’iter parlamentare prima della fine della legislatura.

Una delle novità della riforma delle pensioni contenuta nella Legge di bilancio riguarda l’aumento della quattordicesima, che arriverà ai pensionati il prossimo 1° luglio. Ciò nonostante l’Istat promuove già questa misura, spiegando che aumenta l’equità della distribuzioni dei redditi. L’Istituto nazionale di statistica, nel suo report dedicato proprio alla redistribuzione dei redditi, promuove anche il bonus da 80 euro, spiegando che entrambe le misure hanno un profilo progressivo, in quanto il beneficio diminuisce al crescere del reddito. Per quanto riguarda la quattordicesima in particolare, l’Istat segnala che mostra di avere gli effetti più importanti per circa 940.000 famiglie a reddito medio-basso. L’intervento che invece risulta più concentrato sulla fascia più povera della popolazione è il Sostegno di inclusione attiva, che raggiunge 210.000 famiglie.

Il fatto che siano stati pubblicati in Gazzetta ufficiale i decreti attuativi su Ape social e Quota 41 rende più evidente il ritardo con cui l’esecutivo si sta muovendo riguardo il confronto con i sindacati sulla riforma delle pensioni. Infatti, non è stato più riaperto il tavolo sulla cosiddetta fase due, che dovrebbe affrontare temi molto importanti per il futuro previdenziale. Anche Ivan Pedretti ha evidenziato che finora “i temi veri non sono stati ancora affrontati in modo concreto. Ci si è limitati a evidenziare i titoli di una discussione che, per tanti versi, è ancora più importante di quella che si è conclusa”. Il Segretario generale dello Spi-Cgil, intervistato da Rassegna Sindacale, ha ricordato quelli che sono i punti più importanti all’ordine del giorno di questo confronto.

Anzitutto il futuro previdenziale dei giovani, per i quali sta studiando una sorta di pensione di garanzia. C’è poi il riconoscimento ai fini pensionistici del lavoro di cura svolto da molte donne. “Un tema importantissimo, direi quasi un fatto storico, in quanto rappresenterebbe una sorta di risarcimento per il ruolo ricoperto da migliaia e migliaia di donne del nostro Paese nei confronti di genitori anziani o di figli disabili”, ha spiegato Pedretti, che ha anche ricordato che il confronto dovrà riguardare la rivalutazione delle pensioni, applicando “a tutti il 100% di rivalutazione fino a 7 volte il trattamento minimo, pari a 3.500 euro lordi al mese”. Il sindacalista ha poi risconosciuto che il confronto fatica a decollare non tanto per incapacità od opposizione dei ministri interessati: “a ostacolare maggiormente il dispiegarsi di un confronto costruttivo è la debolezza di questo governo, sempre sotto ricatto di possibili elezioni anticipate”, ha detto.

I lavoratori precoci continuano a chiedere una riforma delle pensioni che contenga la Quota 41 per tutti e per questo sono scesi anche in piazza sabato scorso, a Roma a fianco della Cgil, che manifestava contro i nuovi strumenti che hanno sostituito i voucher lavoro. E i sostenitori di Quota 41 sono finiti tra le riprese che HispanTv, canale in lingua spagnola di proprietà iraniana, ha realizzato per un servizio dedicato proprio alla manifestazione della Cgil. Il giornalista Ruben Martinez ha intervistato anche Ivan Pedretti, Segretario generale dello Spi-Cgil, Enrico Rossi e Nicola Fratoianni, scesi in piazza a fianco dei sindacati e contro la scelta del Governo. Per i lavoratori precoci si tratta quindi di un’altra importante presenza sui media. Tra l’altro HispanTv aveva realizzato un servizio proprio in occasione della loro manifestazione davanti a Montecitorio tenutasi a maggio.

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