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Pensioni/ Legge Fornero madre di tutti i problemi (ultime notizie)

Riforma pensioni 2017. Legge Fornero madre di tutti i problemi. Tutte le novità di oggi 30 giugno e le ultime notizie sui principali temi previdenziali

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Non è ancora escluso che l’età pensionabile venga innalzata dal 2019. Il Governo ha fatto solo capire che deciderà il da farsi in autunno. Per Vincenzo Tortorelli, tuttavia, bisognerebbe evitarlo per favorire così la staffetta generazionale. Il Segretario regionale della Uilp in Basilicata ricorda altresì che il meccanismo che collega i requisiti pensionistici all’aspettativa di vita penalizza le fasce più deboli della popolazione che potrebbero smettere di lavorare solo dopo aver superato i 70 anni. Il sindacalista, secondo quanto riporta La Gazzetta della Val d’Agri, ha ricordato che la “madre di tutti i problemi” è la riforma delle pensioni targata Fornero, che fa sì che i lavoratori anziani debbano andare in pensione più tardi, non consentendo che i giovani abbiano spazio nel mondo del lavoro.

Sulla pagina Facebook del Comitato Opzione donna social, Orietta Armiliato ha rilanciato la proposta di Ape donna. Per meglio spiegarla, ha ricordato un passaggio della lettera aperta che il Cods ha inviato ai rappresentanti delle diverse istituzioni. “Le donne del Comitato Opzione Donna Social […] hanno dato il loro positivo nulla osta affinché tale anticipazione possa essere effettuata anche a mezzo dell'Ape, con requisiti ad hoc per la loro condizione che possano ricalcare i concetti precedenti l'avvento della riforma Monti-Fornero”, era scritto nella missiva, nella quale si ricordava che la situazione precedente la legge del 2011 consentiva di accedere alla pensione “tenendo conto del doppio/triplo/quadruplo lavoro che si sobbarcano normalmente, al fine di sopperire alle note carenze del welfare di questo nostro Paese”. Motivo che porta ora le donne a chiedere che ci sia una valorizzazione dei lavori di cura ai fini previdenziali, o con un abbassamento dei requisiti richiesti o con contributi figurativi.

Le parole di Papa Francesco sulla necessità che si arrivi a una sorta di patto per lavoro in cui, con una riforma delle pensioni che consenta una staffetta generazionale, consentendo ai lavoratori anziani di lasciare posto ai giovani che faticano a trovare occupazione, sono state commentate anche da Giuliano Poletti, che ha spiegato come ci sia “un nesso tra l’età di pensionamento e il turnover, questo deve stare in equilibrio con il funzionamento dei sistemi previdenziali”. Il ministro del Lavoro, secondo quanto riporta Mf-Dow Jones, ha voluto ricordare quanto fatto dal Governo su questo fronte, evidenziando che “con gli interventi dell'Ape sociale e volontaria abbiamo introdotto una flessibilità in uscita che può aiutare alcune persone ad arrivare al pensionamento prima e aiutare alcuni giovani a entrare prima nel mercato del lavoro”.

Oltre ad aver detto che non vede nelle parole del Papa una “critica” alla sua riforma delle pensioni, Elsa Fornero ha spiegato che l’idea di mandare in pensione gli anziani per far lavorare i giovani, suggerita dal Santo Padre durante il suo discorso ai delegati della Cisl, “non ha mai funzionato”. L’ex ministra del Lavoro, intervistata da Radio Capital, ha anche detto che sarebbe bello se il Papa mettesse in piedi una commissione per valutare operativamente l’ipotesi di una staffetta generazionale, che egli stesso ha suggerito, prestando in ogni caso attenzione al fatto che occorre far sì che non aumentino i debiti, che finiscono poi sulle spalle dei giovani. “Altrimenti con una buona intenzione si realizzano dei risultati negativi. Le prime vittime dei quali sono esattamente i giovani che si vogliono tutelare”.

“L’abolizione dei vitalizi e la riduzione delle pensioni d’oro sono soluzioni significative ma parziali e non risolutive”. Lo sostiene Fabio Fortuna, intervistato dall’agenzia Dire. Il rettore dell’Università Niccolò Cusano ha spiegato che il problema chiave è che l’intero ammontare delle risorse pubbliche destinate alle previdenza sarebbero insufficienti ad assicurare a tutti cittadini una pensione minima di almeno 1.000 euro. Fortuna ha individuato come causa principale di tale situazione il fatto che “il nostro sistema pensionistico, anche se ha avuto dei miglioramenti nel corso del tempo, rimane un sistema pubblico, non c’è mai stato spazio in Italia a innovazioni verso la previdenza integrativa che è uno strumento utilizzabile e da prendere in seria considerazione, anche sulla base dell’esperienza angloamericana”.

Oggi la Commissione europea dovrebbe presentare un nuovo strumento pensionistico paneuropeo, il Pan-European Personal Pension Product (Pepp) per cercare di porre un rimedio all’assenza della portabilità delle pensioni nell’Ue. Secondo quanto scrive Il Sole 24 Ore, dovrebbe essere il vicepresidente Valdis Dombrovskis a presentare le linee principali di questo strumento, in modo da cercare di contribuire alla creazione di un mercato unico delle pensioni complementari in Europa, dato che si sta parlando di un qualcosa che ha a che fare con il comparto privato della previdenza. Uno degli obiettivi è anche quello di far sì che i Pepp contribuiscano a promuovere gli investimenti di cui l’Ue ha bisogno. Il progetto dovrà in ogni caso essere approvato dal Consiglio e dal Parlamento europeo prima di poter vedere effettivamente la luce.

Cesare Damiano, da sempre attento ai temi di riforma delle pensioni, qualche giorno fa ha annunciato che in caso di domande per l’Ape Social e Quota 41 superiori agli stanziamenti previsti si attiverà per far sì che vengano immesse nuove risorse con la Legge di bilancio. Ora Marco Leonardi conferma che “se le richieste accolte saranno molto superiori a quanto preventivato, potremo pensare di aggiungere risorse”. Il consigliere economico di palazzo Chigi, intervistato da Repubblica ha parlato non solo della possibilità di introdurre incentivi ai nuovi contratti di lavoro per  i giovani, ma anche della previdenza, visto che ha preso il posto di Tommaso Nannicini nel seguire in prima persona il confronto con i sindacati sul tema. Leonardi ha quindi detto che il Governo conta di avviare l’Ape volontaria “prima della pausa estiva”, perché pur essendo il provvedimento pronto da Pasqua, “ci sono ancora alcuni passaggi burocratici da completare”.

Secondo il professore, l’Anticipo pensionistico sarà molto apprezzato. “Se hai accumulato 100 di pensione futura, ti permetto di spalmarli su 23 anni e ti chiedo il 3,5% di 100. Così avrai 97 in futuro, ma vai pensione 3 anni e 7 mesi prima. Non mi sembra un prezzo molto alto”, ha spiegato. Leonardi ha anche risposto a una domanda relativa alla possibilità che dal 2019 l’età pensionabile venga innalzata a 67 anni. Dopo aver spiegato che una decisione in merito non è stata presa, visto che mancano i dati Istat sulla speranza di vita, ha ricordato che “un aggiustamento automatico c’è in tutti i paesi: è un atto amministrativo, non politico”.

Ultimamente si è parlato non poco di riforma delle pensioni grazie alle novità relative all’Ape. Pare tuttavia che solamente il 10% degli italiani sia convinto di essere sulla buona strada nel pianificare il proprio futuro previdenziale. È quanto emerge dal sondaggio Investor Pulse realizzato da BlackRock. Secondo quanto riporta Mf-Dow Jones, il 34% degli intervistati ha detto di essere consapevole di non fare abbastanza per il propria previdenza, nonostante il 54% sappia che occorreranno risorse finanziare una volta usciti dal mondo del lavoro. Un altro dato interessante è che solamente il 56% ritiene di essere direttamente responsabile del proprio futuro previdenziale. Una percentuale che, viene spiegato, è tra i più bassi al mondo, visto che la media europea è del 76% e negli Usa si arriva all’83%.

Le parole di Papa Francesco sulle pensioni d’oro sono state riprese da Giorgia Meloni, che sulla sua pagina Facebook si è detta pienamente d’accordo con quanto affermato dal Santo Padre, “perché pensioni e vitalizi che arrivano anche a 30.000 euro al mese sono un insulto a chi lavora duramente per uno stipendio da fame e a chi il lavoro nemmeno lo trova”. La leader di Fratelli d’Italia ha quindi invitato il Pd e la maggioranza a risvegliarsi “dal loro torpore dopo le parole del Papa”, ricordando che da diverso tempo il suo partito ha depositato una proposta di legge “per la revoca dei vitalizi e delle pensioni d’oro”. Il problema è che tale proposta è stata finora “osteggiata dal Pd e dai partiti di maggioranza”. Vedremo se ora verrà ripresa in mano come auspica Meloni.

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COMMENTI
29/06/2017 - L'APE è un insulto a chi ha lavorato una vita (Michele Ballarini)

L'APE non introduce flessibilità pensionistica, non essendo altro che un prestito bancario abbinato ad una copertura assicurativa, da rimborsare in 20 anni (...). Chi sostiene il contrario o è in malafede, o è un ignorante. Siccome gli ideatori sono professorini bocconiani, allineati a Monti e alla UE, proni ai desiderata della finanza globale (FMI, OCSE, BCE, ecc. ecc.), reputo che siano in malafede, dunque disonesti. Alzare ad infinitum l'età pensionabile, già altissima, significa TOGLIERE IL FUTURO AI GIOVANI, i quali, non lavorando, non potranno costruirsi una pensione. Certamente, fra non molto, quando i baby boomers saranno defunti (fra 10, 20 o 30 anni), i fondi pensionistici cominceranno ad esaurirsi e i giovani di allora non potranno mai più andarsene in pensione. O i professorini pensano che l'occupazione decolli (le imprese, è noto, stanno assumendo tantissimo...), aumentando così la base contributiva (chissà come, viste le misure tipo job act), magari con l'impiego dei "migranti" (tutto cellulare e nessuna voglia di lavorare)? L'unica via è irrobustire il welfare pensionistico e mandare in pensione i lavoratori con 40 anni di contributi, senza se e senza ma.