BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Riforma pensioni 2017/ Quota 41, i lavoratori precoci "reclamano" Trefiletti (ultime notizie)

Riforma pensioni 2017: Quota 41, i precoci reclamano Rosario Trefiletti. Tutte le novità di oggi 7 giugno e le ultime notizie sui principali temi previdenziali

Riforma pensioni 2017, Lapresse Riforma pensioni 2017, Lapresse

Come noto, Walter Rizzetto ha organizzato, insieme ai lavoratori precoci che chiedono una riforma delle pensioni all’insegna di Quota 41, un incontro che si terrà a Trieste il 12 giugno per un confronto tra il mondo politico e i rappresentanti di tutte le categorie che sono state in un mondo o nell’altro penalizzate dagli ultimi interventi previdenziali, come appunto i precoci, gli esodati, coloro che chiedono una proroga di Opzione donna, ecc. Flavia Kvesto, che fa parte del comitato Friuli-Venezia Giulia del gruppo Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti, ha chiesto a Rosario Trefiletti di essere presente. Il Presidente di Federconsumatori aveva partecipato anche alla manifestazione che i precoci avevano organizzato a Montecitorio il mese scorso, per questo Kvesto ci terrebbe che fosse presente anche a Trieste.

C’è chi tra i lavoratori precoci, oltre a una riforma delle pensioni all’insegna della Quota 41 per tutti, ritiene necessario manifestare a fianco della Cgil contro le norme contenute nella manovra correttiva che mirano a introdurre degli strumenti sostitutivi dei voucher lavoro, cancellati dal Governo Gentiloni dopo che il sindacato di Susanna Camusso era riuscito a raccogliere le firme necessarie a far indire un referendum abrogativo. In un post sulla pagina Facebook del gruppo Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti, Antonina Cicio ha scritto infatti: “Noi che lottiamo per il nostro sacrosanto diritto di accedere alla pensione dopo 41 anni di contributi, abbiamo il dovere di partecipare attivamente a qualunque iniziativa venga intrapresa riguardo il mondo del lavoro”, invitando quindi tutti a partecipare alla manifestazione che si terrà il 17 giugno a piazza San Giovanni a Roma.

Sembra poter esserci un’importante novità sulla riforma delle pensioni. È noto infatti che dopo la firma dei decreti attuativi da parte di Paolo Gentiloni non si è saputo più nulla di Ape social e Quota 41. E questo ha creato non poco sconcerto per quanti intendono presentare domanda di accesso a queste misure di pensionamento anticipato, perché senza la pubblicazione in Gazzetta ufficiale dei testi non può partire tutto l’iter che passa anche attraverso le circolari dell’Inps. Secondo quanto riporta pensionioggi.it, tuttavia, “per l'Ape sociale e il pensionamento con 41 anni di contributi per i lavoratori precoci l'attesa sta per terminare in quanto nelle prossime ore saranno pubblicati in GU i due DPCM attuativi approvati in via definitiva dal Governo a fine maggio”. Dunque l’attesa potrebbe essere finalmente agli sgoccioli. Non resta che aspettare l’uscita della prossima Gazzetta ufficiale per verificarlo.

La categoria dei pensionati se l’è cavata meglio nella crisi e ha guadagnato posizioni nella classifica di quanti concorrono alla creazione del reddito che viene poi dichiarato al fisco. Chi è in quiescenza, insieme ai lavoratori dipendenti, è senza dubbio tra i principali contributori, anche per via della trattenuta delle imposte alla fonte. Tuttavia, mentre i lavoratori, a causa della crisi, hanno visto ridurre il loro apporto alle casse del Fisco, i pensionati l’hanno aumentata. “D’altra parte il reddito dei pensionati - a meno di un collasso del sistema - non risente di ciò che succede nelle fabbriche, negli studi professionali e nelle altre attività economiche. Come categoria, perciò, i pensionati se la sono cavata meglio nella crisi e hanno anche migliorato un poco la loro posizione”, si legge in un articolo su Il Sole 24 Ore dedicato ai redditi dichiarati al Fisco.

Con l’avvicinarsi di luglio, l’attenzione mediatica si sta spostando su una delle novità della riforma delle pensioni contenuta nella Legge di stabilità: l’estensione della quattordicesima. Tito Boeri ha già avuto modo di far notare che la platea dei beneficiari è destinata ad ampliarsi, soprattutto a favore degli ex dipendenti pubblici. Il Presidente dell’Inps aveva avuto poi già modo di criticare la scelta dell’allora Governo Renzi di non legare l’erogazione della quattordicesima all’effettiva situazione patrimoniale del beneficiario.

Parole che divergono non poco da quelle di Antonio de Lieto, che invece ritiene la quattordicesima una piccola somma che che quanti ricevono una pensione modestissima si vedono erogata una volta all’anno. Il Segretario provinciale del Partito Pensionati di Avellino ha voluto ricordare come, nonostante l’aumento varato alla fine dello scorso, l’importo della quattordicesima resti “esiguo”. Irpinia24 ricorda anche il consiglio di de Lieto a tutti coloro che ritengono di avere diritto alla quattordicesima: chiedere informazioni all’Inps e comunque nei casi dubbi presentare lo stesso la domanda.

Come si vede, quindi, la misura crea una certa differenza di vedute. C’è da dire che Boeri non ha certo tutti i torti, perché la quattordicesima potrebbe essere erogata a chi ha una situazione familiare di relativo benessere. E se le stesse risorse stanziate ora venissero concentrate su chi effettivamente avrebbe bisogno della quattordicesima, magari si potrebbe erogare un importo superiore, ovviamente a un numero inferiore di persone, andando in parte incontro alle richieste del Partito Pensionati. Non resta che vedere cosa accadrà alle quattordicesime dall’anno prossimo.

La riforma delle pensioni targata Fornero ha avuto effetti anche su chi già era in quiescenza, limitando la rivalutazione degli assegni. Tale blocco è stato poi dichiarato illegittimo dalla Corte costituzionale e il Governo Renzi, con il bonus Poletti, ha rimborsato, in parte, i pensionati italiani. Cosa che ha fatto aprire nuovi contenziosi da parte di chi non ha avuto indietro tutto quello che gli spettava o non ha ricevuto proprio alcun rimborso. E ora, come ricorda pensionioggi.it, la Consulta dovrà pronunciarsi ancora una volta sul tema. “Probabilmente già nel mese di Luglio o al più tardi nelle sessioni autunnali tra Settembre e Ottobre”, scrive il sito specializzato su news previdenziali. La sentenza avrà una grande importanza, considerato che potrebbe anche comportare un esborso di non poco conto per le casse dello Stato.

Nei giorni scorsi l’Inps ha diffuso la circolare n. 94/2017 con cui di fatto ha svolto una ricognizione sulla disciplina della prescrizione della contribuzione pensionistica dovuta alle casse della gestione dei dipendenti pubblici. Così è stato spiegato che i contributi previdenziali delle gestioni pubbliche dell’Inps - cassa per le pensioni dei dipendenti locali (Cpdel), cassa di previdenza per le pensioni degli ufficiali giudiziari (Cpug), cassa per le pensioni dei sanitari (Cps), cassa per le pensioni agli insegnanti di asilo e di scuole elementari parificate (Cpi), cassa dei trattamenti pensionistici ai dipendenti dello Stato (Ctps) - sono soggetti al termine di prescrizione quinquennale, che decorre dalla data di scadenza del termine per effettuare il versamento. Dunque le amministrazioni, e soprattutto i loro dipendenti, faranno bene a eseguire nei tempi i versamenti o i controlli sugli stessi.

© Riproduzione Riservata.