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Lavoro

PENSIONI/ Verso un aumento dell'età pensionabile, ma non per tutti (ultime notizie)

Riforma pensioni 2017. Verso un aumento dell'età pensionabile, ma non per tutti. Tutte le novità e le ultime notizie sui principali temi riguardanti le pensioni. 

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In questi giorni si sta discutendo del possibile aumento dell’età pensionabile a 67 anni a partire dal 2019. Secondo quanto riporta Il Messaggero, tuttavia, da questo incremento potrebbero essere escluse alcune categorie di lavoratori. Di certo in questo modo si riuscirebbe anche a rispondere a una richiesta dei sindacati, secondo cui l’età di ingresso in quiescenza dovrebbe essere differenziata a seconda del tipo di attività svolta. In questo senso un’idea potrebbe essere quella di prendere come riferimento l’elenco dei lavori gravosi stilato per l’Ape social. Sicuramente un intervento di questo tipo avrebbe un costo più basso rispetto a un blocco o a un rinvio generalizzato dell’aumento dell’età pensionabile, ma aprirebbe non poche polemiche. Per esempio, nel settore della scuola solo gli insegnanti d’asilo sono compresi nei lavori gravosi.

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SINDACATI PRONTI ALLA MOBILITAZIONE

C’era grande interesse per l’incontro che si è svolto ieri nella sede del Partito democratico sul tema delle pensioni, anche perché erano presenti i tre leader sindacali. Ivan Pedretti, sulla sua pagina Facebook, ha scritto un post per evidenziare come sia stato positivo questo momento di confronto. “Ora bisogna dare una svolta alle fase 2 del confronto e dare delle risposte vere. Per noi conta il merito e lo valuteremo con grande attenzione”, ha aggiunto il Segretario generale dello Spi-Cgil, che ha anche ricordato che “ove non maturassero le condizioni saremo pronti a mobilitarci”. I sindacati, o quanto meno una parte di essi, sembrano quindi disposti a una nuova manifestazione sul tema della previdenza. Non resta che aspettare un nuovo confronto con l’esecutivo per capire se davvero si andrà verso una mobilitazione o meno.

SCONTRO BOERI-DAMIANO

Cesare Damiano torna sul dibattito che si è aperto a proposito del blocco dell’età pensionabile che dovrebbe scattare dal 2019 in virtù dell’aspettativa di vita. L’ex ministro del Lavoro ricorda infatti che nel 2015 la speranza di vita è diminuita, stando ai dati Istat. “Alla luce di questo andamento sarebbe necessario riconsiderare l’innalzamento dell’età pensionabile a 67 anni a partire dal 2019: saltare questo scalino diventa doveroso”, spiega il Presidente della commissione Lavoro della Camera, che risponde poi indirettamente a Tito Boeri affermando che “chi difende l’innalzamento periodico dell’età pensionabile dovrebbe, per coerenza, sostenere che l’operazione non si può fare quando l’aspettativa di vita diminuisce, come è capitato nel 2015. O è chiedere troppo? Con buona pace dei 141 miliardi di spesa previsti dall’Inps per un obiettivo di blocco totale che nessuno ha mai chiesto”

IL PD PREPARA UNA PROPOSTA SUI GIOVANI

Il Partito democratico metterà a punto una proposta di riforma delle pensioni in cui verranno presi in considerazione alcuni temi che sono al centro della cosiddetta fase due del confronto tra Governo e sindacati. Tommaso Nannicini ha infatti annunciato che verrà approfondita la proposta di una pensione di garanzia per i giovani e che si lavorerà per rivedere il meccanismo che lega i requisiti pensionistici all’aspettativa di vita, quanto meno per far sì che si tenga conto del tipo di attività svolta. Maurizio Martina, nell’aprire l’incontro organizzato dal Pd sul tema previdenziale, ha ricordato che finora sono stati compiuti passi significativi grazie all’intesa tra Governo e sindacati, come l’introduzione dell’Ape, l’aumento della quattordicesima e la novità del cumulo contributivo gratuito. “Ora ci interessa affrontare la fase due. Quella intergenerazionale legata alla demografia, a partire dalla proposta di dotare i giovani con redditi bassi e discontinui di una pensione contributiva di garanzia”, ha aggiunto il vicesegretario dem.

L'APE VOLONTARIA UTILIZZABILE DA SETTEMBRE

Giuliano Poletti ha fornito oggi, durante un videoforum su Repubblica Tv, un’importante indicazione riguardo l’Ape volontaria, che sarebbe dovuta partire il 1° maggio. Il ministro del Lavoro ha infatti detto che ritiene potrà essere utilizzabile a partire dai primi giorni di settembre. Dunque chi magari sperava di poter andare in pensione anticipata prima dell’estate, pur consapevole di doverlo fare a costo di una decurtazione sulla propria pensione, dovrà attendere. Tra le altre cose Poletti ha anche spiegato che dal suo punto di vista la Legge Fornero è stata sbagliata nell’innalzare bruscamente l’età di pensionamento. Sarebbe stato meglio, ha aggiunto, prevedere una gradualità nel passaggio dai vecchi ai nuovi requisiti richiesti. Anche perché ci sono state conseguenze negative per i giovani e le loro possibilità di ingresso nel mercato del lavoro.

PENSIONE MINIMA DI GARANZIA PER I GIOVANI

Ieri nella sede del Partito democratico si è tenuto un incontro dal titolo “Non è una pensione per giovani”, nel corso della quale Stefano Patriarca, consigliere economico di palazzo Chigi, ha illustrato una proposta di pensione contributiva minima di garanzia per i giovani. In buona sostanza si andrebbero a garantire almeno 650 euro al mese per chi accumulerà 20 anni di contributi, visto che gli assunti dopo il 1° gennaio 1996 sono di fatto soggetti al sistema contributivo pieno. Secondo Patriarca è possibile anche immaginare che per ogni anno di contribuzione in più si aggiungano 30 euro all’assegno mensile, fino a un massimo di 1.000 euro. All’incontro era presente anche Giuliano Poletti che, secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, ha indicato come prioritaria la riduzione delle penalizzazioni per le donne e i giovani.

CONTROLLI DI SPI E INCA SULLA QUATTORDICESIMA

Questo mese molti pensionati che fino all’anno scorso non l’avevano hanno ricevuto la quattordicesima. Tuttavia lo Spi-Cgil segnala che in Veneto sono stati tantissimi i pensionati che erano certi di aver diritto a questa somma aggiuntiva, ma non l’hanno ricevuta. Per questo si sono rivolti al sindacato e al patronato Inca per far eseguire dei controlli sulla propria pensione.  Rosanna Bettella, responsabile previdenza dello Spi-Cgil del Veneto, spiega che in effetti nella regione sarebbero dovute arrivare più delle 300.000 quattordicesime effettivamente erogate. Tuttavia è bene ricordare che si tratta di una misura che aumenta le “pensioni da contributi e non quelle assistenziali, per cui parlare genericamente di pensioni basse come fa qualcuno è fuorviante”. In ogni caso Spi e Inca sono a disposizione dei pensionati per svolgere tutte le verifiche del caso.

VITALIZI, BOCCIATA PROPOSTA M5S AL PARLAMENTO EUROPEO

Il Movimento 5 Stelle non ha chiesto solo la riforma delle  pensioni dei parlamentari italiani, ma anche quella degli europarlamentari. Tuttavia l’iniziativa in ambito Ue non è andata a buon fine. Laura Agea, Marco Valli e Laura Ferrara fanno infatti sapere in una nota che i coordinatori della commissione Giuridica hanno bocciato la proposta “di risoluzione per l’abolizione della pensione privilegiata degli eurodeputati”. “Noi vogliamo una pensione equa per gli europarlamentari e non privilegi della casta”, spiegano i pentastellati, ricordando di aver “rivolto un appello a tutti i gruppi politici per sostenere la nostra proposta e far vincere l’Europa dei cittadini. Ma Pd, Forza Italia, Lega Nord e tutti i parlamentari italiani, attraverso i loro gruppi politici al Parlamento europeo, hanno preferito mantenere un privilegio senza senso. Per noi era importante che l’europarlamento desse il buon esempio, ma per le altre forze politiche non è così”.

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