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Lavoro

PENSIONI/ Lega Nord ancora contro la Legge Fornero (ultime notizie)

Riforma pensioni  2017, la Lega Nord ribadisce la contrarietà alla Legge Fornero. Tutte le novità e le ultime notizie sui principali temi previdenziali

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LEGA NORD ANCORA CONTRO LA LEGGE FORNERO

Massimiliano Fedriga ribadisce quello che appare essere un punto chiaro nel programma della Lega Nord: abolire la riforma delle pensioni. Il deputato del Carroccio, sulla sua pagina Facebook, ha infatti scritto: “Lega Nord al governo abolirà riforma pensioni Fornero. Bisogna tornare ad essere un paese normale dove le persone vanno in pensione ad un età normale e i giovani trovano lavoro. #aboliamolafornero”. Fedriga ha anche scritto che “I lavoratori precoci saranno tutelati dalla Lega Nord”. In tal modo, quindi, ha confermato i contenuti dell’incontro con Flavia Kvesto, rappresentante del comitato lavoratori precoci del Friuli-Venezia Giulia, nel corso del quale c’è stato l’impegno, da parte del leghista, a lottare per reinserire le pensioni di anzianità e prevedere un sistema di quote da definire però insieme ai precoci stessi.”

CGIL: DA BOERI CAMPAGNA DI DELEGITTIMAZIONE DEI SINDACATI

Tito Boeri, oltre che con le sue dichiarazioni sul contributo degli immigrati al sistema pensionistico e sugli assegni erogati agli italiani all’estero, aveva fatto parlare di sé recentemente per il tentativo, fallito, di bloccare i “privilegi” pensionistici dei sindacalisti. La Cgil, precisando di non essere coinvolta in questa vicenda, ricorda di aver sollecitato l’Inps a prendere provvedimenti per evitare gli abusi. Secondo il sindacato, infatti, “la funzione di vigilanza in capo all’Istituto sino ad ora non è stata svolta adeguatamente e ha consentito il determinarsi degli abusi denunciati”. La Cgil, in una nota, specifica anche di aver dato la propria disponibilità “a lavorare per individuare ulteriori strumenti amministrativi o normativi per rendere più efficace e trasparente la gestione di questa materia” e segnala come desti “sospetti il fatto che il Presidente dell’Inps alimenti una campagna di delegittimazione del sindacato proprio quando è in corso un delicato confronto con il Governo sulla modifica della legge Fornero, che ha già ottenuto alcuni parziali risultati, contro cui Boeri ha già lanciato i suoi strali polemici, di natura politica più che tecnica”.

DAMIANO RIBADISCE I TEMI DA AFFRONTARE

Giovedì è in programma un nuovo incontro tra Governo e sindacati sulla riforma delle pensioni e Cesare Damiano ribadisce quelli che sono a suo avviso i temi sul tavolo importanti da affrontare: “La pensione contributiva di garanzia, che ha l’obiettivo di consentire ai giovani di avere un assegno pensionistico dignitoso; il riconoscimento, ai fini previdenziali, dei lavori di cura prestati dalle donne; una revisione del meccanismo dell’innalzamento dell’età della pensione”. Secondo l’ex ministro, va prevista anche una diminuzione strutturale del cuneo fiscale per l’assunzione dei giovani. “Dare centralità alla questione giovanile si può e si deve fare affrontando, contestualmente, la lotta alla precarietà del lavoro e garantendo la totalizzazione di tutti i contributi (normali, volontari, figurativi e complementari) per realizzare l’obiettivo di una pensione dignitosa”, aggiunge.

I TEMI SUL TAVOLO DI GOVERNO E SINDACATI

Giovedì Governo e sindacati torneranno a confrontarsi sulla riforma delle pensioni. In una nota lo Spi-Cgil ricorda quali sono alcuni dei temi sul tavolo: “la pensione di garanzia per i giovani, l'aspettativa di vita, il sistema di rivalutazione degli assegni e il riconoscimento del lavoro di cura per le donne”. Il Segretario generale del Sindacato pensionati italiani, Ivan Pedretti, ha detto di aspettarsi che nell’occasione il Governo prenda “impegni politici e finanziari precisi. Bene che si mettano al centro i giovani. È giusto, lo sosteniamo da tempo ed è ora di farlo. Guardiamo alle nuove generazioni senza contrapporle a quelle ‘vecchie’. Servono soluzioni anche sull'aspettativa di vita e sulla rivalutazione delle pensioni”. L’esito dell’incontro sarà certamente importante per capire quali interventi sulle pensioni potranno poi entrare nella Legge di bilancio in autunno.

APPELLO A MATTARELLA PER LA PROROGA DI OPZIONE DONNA

Dopo la lettera ufficiale indirizzata a papa Francesco da parte del Movimento Opzione donna, ora sulla pagina Facebook dello stesso un’iscritta ha postato il testo di una missiva indirizzata al Presidente della Repubblica, nella quale vengono evidenziate le ragioni per cui diverse italiane chiedono che il regime sperimentale di pensionamento anticipato per le donne possa essere prorogato. “Scenda in campo con la sua proverbiale e consapevole saggezza nell'orientare gli interessi e le scelte per il bene del paese, spenda le Sue parole in difesa ed a tutela delle donne della nostra generazione, riaccenda nei nostri cuori la speranza di poter vivere una serena maturità e vecchiaia senza ulteriori umiliazioni, senza dover ricorrere e pesare su ammortizzatori sociali e/o altre misure assistenziali”, è l’appello a Sergio Mattarella, cui si chiede un aiuto per cercare di far sì che la politica riprenda in considerazione Opzione donna.

ELSA FORNERO SU IMMIGRATI E PENSIONI

Anche Elsa Fornero è intervenuta sui dati fatti emergere da Tito Boeri sull’apporto degli immigrati al sistema pensionistico italiano. Partecipando alla trasmissione Agorà Estate, l’ex ministro del Lavoro ha infatti spiegato che è certamente vero “che i migranti danno un contributo positivo ai conti del nostro sistema previdenziale. In generale però si deve dire che noi non possiamo far conto sui migranti per risolvere i nostri problemi previdenziali”. Secondo quanto riportato da Askanews, Fornero ha anche evidenziato che nel momento in cui gli immigrati versano dei contributi, maturano anche un diritto, “una sorta di libretto di risparmi che gli permetterà di avere dei diritti pensionistici, che noi come paese dovremo onorare”. Senza dimenticare che se gli immigrati “dovessero decidere di tornare nel loro Paese, dovremmo fare degli accordi di altro tipo”.

LA PROPOSTA DI MICHELE RAITANO

In questi giorni si è tornati a parlare di una pensione di garanzia per i giovani. Tommaso Nannicini ha infatti fatto sapere che il Pd presenterà sicuramente una proposta in merito. Il Manifesto ha intervistato Michele Raitano, considerato il vero ideatore di questo intervento a favore dei giovani. Il Professore di Politica economica all’Università La Sapienza di Roma ha spiegato come la pensione contributiva di garanzia da lui ideata serva “a tutelare i lavoratori che hanno versato pochi contributi e che quindi sono destinati ad avere una pensione molto bassa, anche se sono stati molto a lungo nel mercato del lavoro”. Le cause di una situazione del genere possono essere aliquote contributive basse, piuttosto che stipendi bassi o lunghi periodi di disoccupazione o di intermittenza occupazionale.

Raitiano ha quindi evidenziato che la sua proposta “prevede di garantire un pavimento sotto cui non si può andare in base agli anni di attività svolta - includendo i periodi di cura, la maternità, la ricerca attiva di un lavoro - e all’età di uscita. Nelle mie ipotesi, a un lavoratore che uscisse a 66 anni con 42 anni di attività sarebbe garantito un lordo annuale di 14 mila euro, circa 920-930 euro netti al mese. A uno che invece avesse solo 30 anni di contributi, alla stessa età di ritiro, corrisponderebbe un lordo di poco più di 10 mila euro, circa 650 euro al mese. Una cifra più bassa, ma certamente più alta dei 448 euro di assegno sociale. La differenza tra quanto hai costruito con i contributi e il pavimento viene coperta dalla fiscalità generale: ma ovviamente se stai già sopra non si interviene”.

I CAMBIAMENTI RICHIESTI ALLA LEGGE FORNERO

Occorre fare qualcosa per i giovani, poiché senza interventi particolari rischiano di ritrovarsi con una pensione sotto i 500 euro. L’allarme viene rilanciato da Andrea Sirianni, secondo cui nella cosiddetta fase 1 del confronto tra Governo e sindacati è stato raggiunto un accordo che “ha dato risposte concrete ai lavoratori precoci, che fanno lavori gravosi, che hanno avuto gravi difficoltà che gli hanno reso difficile proseguire il lavoro. L’accordo ha attenuato le rigidità della legge Fornero, ha dato ai giovani la possibilità di miglioramenti sui riscatti dei contributi, ha aumentato le quattordicesime per i pensionati a basso reddito”. Il segretario della Cisl Emilia Centrale chiede però che a questo punto ci sia un’ulteriore correzione della Legge Fornero, “per rendere più equo il nostro sistema pensionistico, facendo proposte che tengano insieme giovani e anziani in un'ottica di solidarietà tra le generazioni”. 

Il sindacalista elenca quindi gli interventi che bisognerebbe approvare. In particolare, il blocco e la revisione del meccanismo che lega l’età pensionabile all’aspettativa di vita; dividere assistenza e previdenza; rivedere i coefficienti di calcolo; liberare e creare posti di lavoro aggiuntivi per i giovani. Il Segretario generale della Fnp-Cisl Emilia Centrale, Adelmo Lasagni, evidenzia anche la necessità di rivalutare l’importo delle pensioni minime, fermo da troppi anni, e di potenziare la previdenza complementare. Lasagni chiede anche di riconoscere il lavoro di cura di tanti pensionati che hanno familiari non autosufficienti, che fanno di fatto risparmiare lo Stato.

NANNICINI TORNA SULLA PENSIONE DI GARANZIA PER I GIOVANI

In una sua intervista al Quotidiano Nazionale, Tommaso Nannicini ha parlato anche dell’ipotesi di una pensione minima di garanzia per i giovani di cui si è discusso anche lunedì nel corso di un incontro organizzato dal Pd. L’ex sottosegretario alla Presidenza del consiglio ha spiegato che “è prematuro dire se la soluzione entrerà nella prossima manovra” e che la cifra di 650 euro di cui si è parlato a proposito dell’assegno che verrebbe versato a fronte di 20 anni di contributi “è solo un esempio possibile”. “Di certo, dobbiamo prenderci cura da subito del futuro previdenziale delle giovani generazioni attraverso una riforma del sistema contributivo”, ha aggiunto, spiegando che si potrebbero ipotizzare anche delle “forme di contribuzione figurativa per le fasi di ricerca attiva di un altro lavoro e di passaggio tra un’attività e l’altra”.

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