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MONTE DEI PASCHI/ Ultime notizie. Mps e il cambio di nome di Atlante 2 (oggi 25 luglio 2017)

Monte dei Paschi di Siena news. Mps, allo Stato quota tra il 55% e il 70% del capitale. Ultime notizie live di oggi 24 luglio 2017 riguardanti Montepaschi

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ATLANTE 2 CAMBIERÀ NOME

Una delle operazioni fondamentali per riuscire a sbloccare l’approvazione del piano industriale di Mps da parte delle istituzioni europee è stata senz’altro la cessione degli Npl, la cui cartolarizzazione è stata infine affidata al Fondo Atlante. Di fatto ormai i crediti in sofferenza rappresentano gli unici asset rimasti alla “creatura” di Quaestio, che, si spera, possano portare a dei guadagni dopo le risorse “perdute” con Atlante 1, servito a ricapitalizzare Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca destinate a Intesa Sanpaolo per il simbolico prezzo di un euro. Intervistato da Milano Finanza, l’amministratore delegato di Quaestio, Paolo Petrignani, ha spiegato che in futuro le attività saranno focalizzate proprio sugli Npl, tanto che verrà cambiato il nome di Atlante 2, così da segnare un cambiamento rispetto al passato.

LO STATO VERSO QUOTA TRA IL 55% E IL 70% DEL CAPITALE

Resta alta l’attesa per i decreti che dovranno definire i dettagli della ricapitalizzazione precauzionale di Mps. Secondo quanto spiega Il Sole 24 Ore, inizialmente il Tesoro dovrebbe avere il 55% del capitale del “nuovo” Monte, ma potrebbe salire anche successivamente fino al 70%. Tutto dipenderà da quante richieste di “rimborso” arriveranno da parte dei possessori di bond subordinati. I quali, inizialmente, avranno in mano delle azioni che potranno cedere allo Stato i cambio di bond senior. Per questo, quindi, la quota pubblica è “variabile”. Il quotidiano di Confindustria spiega anche che il Consiglio di amministrazione dovrebbe presentare le proprie dimissioni e ridursi da 9 a 7 componenti, con un rinnovo delle cariche previsto per ottobre, mediante un’assemblea straordinaria dei soci, che dovrebbe seguire anche la riammissione alle contrattazioni di Borsa dei titoli di Mps.

LE PAROLE DI DONNET (GENERALI)

Philippe Donnet è stato intervistato da L’Economia, l’inserto economico de Il Corriere della Sera. L’amministratore delegato di Generali ha quindi ricordato che l’ingresso nel Fondo Atlante è stato determinato dall’interesse nell’avere un sistema bancario funzionato. Tale ragione è stata anche alla base della scelta di rendersi disponibili a convertire i bond subordinati di Mps quando è stato tentato l’aumento di capitale a fine 2016. Donnet ha anche espresso soddisfazione per il fatto “che oggi ci sia una soluzione per le banche venete e una soluzione di Stato per Mps, perché siamo usciti dall’incertezza”. Riguardo il futuro di Montepaschi, il manager ha detto che “prima eravamo creditori con i bond, domani saremo azionisti. Da quel giorno cominceremo a lavorare per valorizzare l'investimento, ma non so in che modalità”.

GLI IMMOBILI LEGATI AGLI NPL

Uno dei problemi che affliggono le banche, e che anche Monte dei Paschi ha dovuto affrontare per avere il via libera alla ricapitalizzazione precauzionale, è quello degli Npl. Cui spesso sono legati degli immobili. Il Sole 24 Ore ha riportato i dati forniti dal Gruppo Sistemia, società che opera nella gestione dei crediti in sofferenza, sulla base dei numeri del ministero della Giustizia, riguardante gli immobili all’incanto derivanti da mutui o finanziamenti andati in sofferenza. In tutto ammontano a 88 miliardi di euro, ma si stima che non verranno venduti a più di 25 miliardi. Questo perché sempre più spesso le aste vanno deserte e i prezzi base devono quindi essere tagliati, creando, come si può intuire, non pochi problemi alle banche. Tanto che alcune di loro hanno cominciato ad attrezzarsi con le Reoco, ovvero delle divisioni interne che si occupano di analizzare gli immobili ed eventualmente acquistarli al momento in cui il prezzo d’asta fosse particolarmente basso.

In questo modo si evita un crollo dei prezzi e la banca può anche decidere di provare a valorizzare l’immobile acquistato rivendendolo in un secondo momento. Anche il Gruppo Sistemia, come altre società, ha trovato il modo di far aumentare la partecipazione di soggetti del settore immobiliare alle aste. Resta il fatto, viene messo in evidenza dall’articolo di Morya Longo, che servirebbe anche un aiuto da parte della politica. Per esempio, rinnovando l’incentivo fiscale a chi acquistava un immobile a un’asta che è scaduto a giugno.

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