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Riforma pensioni/ Damiano parla dei rischi del ddl Richetti per i pensionati (ultime notizie)

Riforma pensioni 2017. Damiano ha dubbi sul ddl Richetti: rischioso per tutti i pensionati. Tutte le novità e le ultime notizie sui principali temi previdenziali

Riforma pensioni, Giuliano Poletti (Lapresse) Riforma pensioni, Giuliano Poletti (Lapresse)

I DUBBI DI DAMIANO SUL DDL RICHETTI

Alla Camera oggi è previsto il voto sul ddl Richetti, che interverrà sui vitalizi dei parlamentari. Tuttavia all’interno dello stesso Partito democratico non manca chi non è del tutto convinto della bontà di questa norma. Cesare Damiano, per esempio, pur essendo convinto che occorra ridimensionare i vitalizi, resta scettico sul ricalcolo contributivo di quelli in essere. Per l’ex ministro, infatti, sarebbe “un precedente pericolosissimo che potrebbe, un domani, vedere la sua applicazione ai lavoratori e alle pensioni in essere”. In questo, dunque, il dem appare in linea con Renato Brunetta. Tuttavia Damiano propone una soluzione diversa che porti allo stesso “risultato aritmetico dal punto di vista del taglio, ad esempio introducendo un tetto e un contributo di solidarietà. La proposta di legge dell’onorevole Giacobbe, che ho sottoscritto, consentiva di raggiungere il risultato senza ricorrere al ricalcolo retroattivo”. Dunque per l’ex ministro occorre un emendamento correttivo al ddl Richetti.

ALLARME DELLA RAGIONERIA GENERALE DELLO STATO SULLA SPESA PENSIONISTICA

Mentre si dibatte di pensioni e si avvicina il confronto tra Governo e sindacati, la Ragioneria Generale dello Stato lancia l’allarme: il rapporto tra spesa pensionistica e Pil sta crescendo più delle previsioni e nel 2040 dovrebbe raggiungere il 16,3%, un valore superiore dello 0,8% rispetto a quanto previsto. Questo vuol dire che se il Pil non aumenta la sua crescita o se non diminuisce la spesa per le pensioni, potrebbero esserci dei problemi per i conti pubblici. Certo questi dati non aiutano coloro che ritengono sia necessario fermare l’aumento dell’età pensionabile basato sull’aspettativa di vita. Infatti, se non ci fosse questo incremento la spesa pensionistica aumenterebbe ulteriormente rispetto anche a questo quadro che già non è positivo per le finanze pubbliche. La situazione non è dunque semplice e di certo di questo studio della Ragioneria generale dello Stato si sentirà parlare ancora.

POSSIBILE ESTENSIONE DELL'APE SOCIAL

Continuano a susseguirsi le indiscrezioni sui contenuti dell’incontro tra Governo e sindacati sulla riforma delle pensioni previsto per giovedì prossimo. In programma ci sarebbe una discussione sulla possibilità di estendere l’Ape social anche ad assistenti sociali, educatori, addetti al servizio sanitario e polizia locale. Si starebbe anche pensando di prevedere una sorta di “sconto” di tre anni, rispetto ai contributi necessari, per alcune categorie. Nei giorni scorsi si era in tal senso ipotizzato che potessero essere la donna le destinatarie di tale misura, anche perché hanno carriere spesso contrassegnate dalla discontinuità, oltre che dalla disparità di trattamento rispetto agli uomini. Le parti dovrebbero poi affrontare il tema dell’aumento dell’età pensionabile previsto per il 2019, senza dimenticare l’ipotizzata pensione di garanzia per i giovani.

FORZA ITALIA CONTRO IL DDL RICHETTI

Forza Italia ha deciso di presentare una pregiudiziale di costituzionalità contro il ddl Richetti che Pd e Movimento 5 Stelle potrebbero votare insieme alla Camera. Renato Brunetta ha motivato questa scelta non per difendere un qualche privilegio dei parlamentari, ma per evitare che il principio espresso nella legge possa poi essere esteso a tutti i pensionati italiani. “Seguendo il precedente che seguirà a questo provvedimento tutte le pensioni potranno essere ricalcolate sulla base del sistema contributivo, che è molto ma molto meno vantaggioso del retributivo”, ha detto il capogruppo azzurro, ricordando che il danno per molti pensionati potrebbe consistere in una decurtazione del 30-40% del proprio assegno. Brunetta è inoltre convinto che la Corte Costituzionale dichiarerà la legge incostituzionale se mai venisse approvata.

GLI AGRICOLTORI CHIEDONO MINIME DI 650 EURO

Gli agricoltori riuniti nella Cia continuano a chiedere delle pensioni dignitose. La sede pugliese della Confederazione ha organizzato un incontro a Bari in cui fare il punto della situazione e cercare di portare avanti le proposte avanzate a Parlamento e Governo per aumentare le pensioni minime. Il Giornale di Puglia ricorda che la Cia ha recentemente incontrato a Roma Carlo Leoni, consigliere politico della Presidente della Camera Laura Boldrini, cui ha ribadito la richiesta di equiparare progressivamente i minimi pensionistici al 40% del reddito medio nazionale (650 euro), come previsto dalla Carta sociale europea. Per gli agricoltori non è infatti sufficiente l’aumento della quattordicesima avuto quest’anno, che pure è servito a dare una boccata d’ossigeno a chi si ritrova, dopo anni di lavoro nei campi, con assegni sotto i 500 euro.

VITALIZI, NUOVO TENTATIVO SUL DDL RICHETTI

Approda oggi in aula la proposta di legge di Matteo Richetti per intervenire sui vitalizi dei parlamentari. Considerando la convergenza di Pd e Movimento 5 Stelle su questo tema, nonostante la battaglia per attribuirsi il “merito” di un intervento sui costi della politica, il provvedimento potrebbe essere approvato già domani. Tuttavia non bisogna dimenticare che già quasi due mesi fa si diceva la stessa cosa. Allora, il provvedimento passò in secondo piano rispetto alla possibilità di far passare una riforma delle legge elettorale condivisa tra le principali forze politiche. Sappiamo tutti poi come andò a finire, ma il ddl Richetti rimase fermo, finché il Movimento 5 Stelle non ha avanzato la proposta di far votare una mozione dello stesso contenuto dall’Ufficio di presidenza della Camera. Una mossa che sembra aver convinto il Pd a far “riapparire” in aula la legge da votare. Vedremo come andrà a finire questa vicenda.

I numeri e le parole di Tito Boeri sulle pensioni erogate agli italiani all’estero non sono passate inosservate a Morena Piccinini, secondo cui il Presidente dell’Inps “continua a indicare le prestazioni erogate ai residenti all’estero di fatto come uno ‘spreco’ come una sorta di costo ingiustificato, omettendo di dire o di considerare che si tratta - semplicemente - di diritti conquistati da nostri concittadini nei loro anni di lavoro”. La Presidente della Inca, il patronato della Cgil, ricorda a Boeri che le prestazioni sociali erogate non sono certo un regalo dell’Inps o del Governo, ma si tratta “di diritti di nostri connazionali, siano essi residenti in Italia o all’estero”. Tra l’altro ad avere diritto a integrazioni e maggiorazioni sono i pensionati con gli assegni più bassi, quindi, secondo Piccinini, non si può pensare che sarebbe giusto toglierli a qualcuno solo perché risiede fuori dai confini nazionali.

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