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RIFORMA PENSIONI 2017/ Età pensionabile e ricalcolo, le rassicurazioni di Titti Di Salvo (ultime notizie)

Riforma pensioni 2017, oggi 12 agosto. Età pensionabile e ricalcolo, le rassicurazioni di Titti Di Salvo. Tutte le novità e le ultime notizie sui principali temi previdenziali

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LE RASSICURAZIONI DI TITTI DI SALVO

Titti Di Salvo è stata ospite l’altro giorno della puntata di Agorà Estate, nella quale un’ampia finestra è stata dedicata al tema delle pensioni, dopo che sia Tito Boeri che la Ragioneria generale dello Stato hanno avvertito dei rischi che si corrono dal bloccare l’aumento dell’età pensionabile. La deputata del Partito democratico ha voluto ricordare che non si possono certo considerare uguali tutti i lavori e che bisogna ormai dare per assodato che l’aspettativa di vita vari a seconda delle professione che si svolge. Questi sono quindi principi che già nella scorsa Legge di bilancio hanno cominciato a farsi strada nel nostro sistema e bisognerà tenerne conto. Dal suo punto di vista, poi, le decisioni sulla previdenza è bene che nascano dal confronto con le parti sociali. Di Salvo ha poi voluto rassicurare i telespettatori sul fatto che il ddl sui vitalizi dei politici non consentirà un ricalcolo delle pensioni in essere dei cittadini, anche perché lo stesso Inps aveva fatto sapere di non disporre di tutti i dati necessari a poterlo fare, specie nel settore pubblico.

GHISELLI CHIEDE UNA VERA RIFORMA

Roberto Ghiselli ribadisce l’importanza di un blocco dell’aumento dell’età pensionabile, che altrimenti potrebbe scattare dal 2019. Il Segretario confederale della Cgil ha infatti ricordato in una nota che “dopo i drastici incrementi previsti dalle ultime manovre. l’Italia si trova già ora ad avere l’età di pensionamento più alta in Europa”. Dunque dal suo punto di vista “è del tutto inopportuno” che la Ragioneria generale dello Stato intervenga su questa tema. Per il sindacalista in Italia è “necessaria una vera riforma delle pensioni che renda il sistema non solo economicamente ma anche socialmente equo e sostenibile”. Quanto alla tenuta dei conti pubblici, Ghiselli ha detto che “sarebbe auspicabile che si iniziasse a guardare anche in altre direzioni e non solo verso i redditi e i diritti dei lavoratori e dei pensionati”.

ELSA FORNERO CRITICA I POLITICI

Elsa Fornero, intervistata dal Foglio, difende la posizione della Ragioneria generale dello Stato rispetto all’ipotesi di evitare l’aumento dell’età pensionabile a partire dal 2019. L’ex ministro del Lavoro spiega che “siamo in campagna elettorale, chi è che si prende la responsabilità di dire la verità? Ci vuole coraggio”. E gli italiani, a suo modo di vedere, rischiano di trovarsi di fronte a politici che per vincere le elezioni fanno a gara a chi la spara più grossa, salvo poi trovarsi di fronte a una situazione difficile in cui prendere decisioni importanti e impopolari per le quali “i politici si ritirano per chiamare i tecnici a fare le riforme, su cui poi tornano a sputare”. Esattamente come successo nel suo caso nel 2011. A proposito della riforma delle pensioni varata allora e che porta il suo nome, Fornero non può non notare che buona parte dei politici se ne vantano sempre in Europa e nel resto del mondo, “ma poi tornano in Italia e sparano a zero. Una doppiezza che è espressione di vigliaccheria”.

APPELLO DEI PRECOCI AI POLITICI

Dai lavoratori precoci arriva un chiaro messaggio ai politici per prendere posizioni sull’ipotesi di aumentare l’età pensionabile dal 2019 e sulle loro richieste come Quota 41. Sulla pagina Facebook Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti si legge infatti un post: “AAA cercasi altri politici, oltre a Damiano e oltre ai Sindacati, che si esprimano sugli aut aut di Boeri e Ragioneria dello Stato circa la necessità di non bloccare l'aspettativa di vita. Ritengo che il tempo per farlo sia già scaduto, ma un aiutino lo si gradirebbe comunque se qualcuno ci tiene a noi”. Ci sarebbe da dire che altri politici che si sono pronunciati sulla materia ce ne sono. A parte Maurizio Sacconi, che ha condiviso con Damiano l’appello sul blocco dell’aumento dell’età pensionabile, si possono menzionare Walter Rizzetto, Massimiliano Fedriga, Roberto Simonetti e altri della maggioranza. 

DI VICO: TOGLIAMO LE PENSIONI ALLA POLITICA

L’editoriale de Il Corriere della Sera, a firma di Dario Di Vico, è oggi dedicato alle pensioni. Il giornalista non può non notare come il dibattito estivo si sia concentrato anche sulla previdenza e il possibile aumento dell’età pensionabile, segno che il welfare previdenziale ha un notevole peso nel Paese, testimoniato dal fatto che l’Istat ha chiamato due raggruppamenti descrittivi della società italiana “pensioni d’argento” e “le famiglie degli operai in pensione”. Per Di Vico i pensionandi vorrebbe sostanzialmente dalla politica degli “input certi”, per poter sapere quale destino previdenziale li attende e fare per tempo le scelte più opportune. “La tradizione però gli gioca contro: in Italia la politica - tramite le decisioni di spesa e le norme previdenziali - ha sempre pensato di poter plasmare i gruppi sociali. Da noi persino partita Iva è diventato il nome di una professione e non solo un adempimento fiscale. Oggi pur dovendo scontare le ripercussioni della crisi dovremmo invece sforzarci di invertire la tendenza e potremmo cominciare proprio togliendo le pensioni alla politica e restituendole alla demografia”.

FEDI E PORTA CONTRO LA PROPOSTA DI MICHELONI

Dopo le parole di Tito Boeri sulle quattordicesime erogate agli italiani all’estero ha cominciato a prendere corpo l’ipotesi, presentata da Claudio Micheloni, Presidente del Comitato per gli italiani all’estero del Senato, di varare una legge per rivedere le prestazioni assistenziali che vengono versate ai pensionati all’estero, solamente nei casi in cui queste sarebbero sostituite da analoghe prestazioni del Paese di residenza dei beneficiari. Marco Fedi e Fabio Porta, deputati Pd eletti all’estero, ritengono che si tratti di una cosa non semplice da realizzare. In ogni caso sottolineano che è “singolare che mentre si dibatte l’abolizione di quelli che gli italiani considerano veri privilegi previdenziali di cui sono detentrici varie categorie di pensionati si possa pensare di sottrarre poche decine di euro  a decine di migliaia di pensionati italiani, spesso indigenti, residenti all’estero”.

Fedi e Porta ricordano anche che non sarebbe semplice individuare i paesi in cui le tutele sociali non lascerebbero “scoperti” i nostri connazionali e “non potremmo escludere che l’introduzione per alcuni Paesi (come la Germania) di eventuali criteri di inesportabilità sia poi inesorabilmente estesa a tutti i Paesi  di emigrazione”. I due sottolineano anche che probabilmente non basterebbe una norma inserita nella Legge di bilancio per realizzare il proposito di Micheloni, “ma bisognerebbe modificare i Regolamenti comunitari di sicurezza sociale. Cosa non semplicissima perché sarebbe necessario, tra l’altro, dimostrare che la quattordicesima è una prestazione non contributiva finanziata attraverso le entrate fiscali destinate alla spesa pubblica generale e non è direttamente correlata ad un contributo dei beneficiari (vedere Circolare Inps n. 10 del 31 gennaio 2006)”.

LE RICHIESTE DI BARBAGALLO (UIL)

Per Carmelo Barbagallo bisogna incentivare gli investimenti pubblici e privati per creare occasioni di lavoro, oltre che diminuire il peso delle tasse in busta paga, in modo che vengano incentivati i consumi degli italiani. Ai microfoni del Tgcom24, il Segretario generale della Uil ritiene inoltre che occorra pensare al futuro previdenziale dei giovani, “che, a causa di lavori parcellizzati, rischiano di avere, un domani, delle pensioni da fame”. Barbagallo evidenza peraltro che già i pensionati di oggi “non arrivano a fine mese e non riescono più a svolgere il ruolo di ammortizzatore sociale, fondamentale in contesti di disoccupazione familiare”. Stando a quelli che sono i temi sul tavolo nel confronto tra Governo e sindacati sulla fase due della riforma delle pensioni, entrambi gli argomenti dovrebbero essere affrontati. Si spera con soluzione efficaci, sia per i giovani che per i pensionati.

LA CISL INSISTE SULL'ETÀ PENSIONABILE

Maurizio Petriccioli ha voluto difendere la necessità di rinviare il previsto aumento dell’età pensionabile a partire dal 2019, ricordando come già oggi i requisiti pensionistici italiani siano tra i più severi d’Europa. Il Segretario confederale della Cisl in una nota ha spiegato che “si tratta di un rinvio necessario e sopportabile che trova un consenso trasversale anche nelle forze parlamentari che giudicano necessario ed utile mitigare la rigidità delle regole previdenziali ed alleggerire la condizione di milioni di lavoratrici e di lavoratori che fanno lavori diversi per usura e retribuzione”. Il sindacalista non ha risparmiato una battuta sull’intervento della Ragioneria generale dello Stato su questo tema, spiegando che “somiglia molto, con tutto il rispetto, ad un consiglio che le volpi possono dare alle galline per vivere più a lungo. L’esito è scontato”.

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