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Lavoro

ASSEGNO DI RICOLLOCAZIONE/ Così la Toscana raddoppia la lotta alla disoccupazione

L'assegno di ricollocazione rappresenta un'importante innovazione del Jobs Act. E la Regione Toscana ha pensato di ampliarne l'azione, spiega GIANCAMILLO PALMERINI

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L'assegno di ricollocazione, la più significativa innovazione in materia di politiche attive del lavoro prevista dal "Jobs Act", consiste in un servizio personalizzato, erogato da un Centro per l'impiego o da un soggetto accreditato pubblico o privato scelto dal disoccupato, per la ricerca di nuova occupazione volto al reinserimento nel mondo del lavoro in tempi brevi e dedicato alle persone senza lavoro e beneficiarie della Naspi da almeno 4 mesi.

L'importo erogato varia da un minimo di 250 euro a un massimo di 5.000 euro, a seconda del tipo di contratto alla base del rapporto di lavoro e del grado di difficoltà per ricollocare il disoccupato (profilo di occupabilità). L'importo viene riconosciuto non alla persona disoccupata, ma al soggetto erogatore che ha fornito il servizio, ma solo a risultato occupazionale acquisito. Una prima sperimentazione partita a marzo coinvolge circa 30 mila persone.

L'assegno di ricollocazione, come già detto, può essere speso sia presso un Centro per l'impiego, sia presso un soggetto presente nell'Albo nazionale dei soggetti accreditati a livello nazionale o regionale. In questo quadro la Regione Toscana ha approvato recentemente una sperimentazione con alcune caratteristiche specifiche composta da due attività: un voucher formativo, non previsto dalla normativa nazionale, e l'assegno per l'assistenza alla ricollocazione.

L'azione sinergica delle due attività ha infatti, secondo l'amministrazione regionale, l'obiettivo di incidere in modo mirato sulla condizione occupazionale delle fasce di popolazione maggiormente colpite dagli effetti della crisi economica. Allo stesso tempo la Regione amplia il target dei beneficiari della misura ai disoccupati che alla data del 1 maggio 2015 siano stati fruitori, o che abbiano fruito successivamente a tale data, dell'indennità di mobilità la cui condizione di disoccupato eccede i 4 mesi e, più generalmente, a tutti i disoccupati, inoccupati, inattivi, compresi i fuoriusciti dai percorsi di Lavori di pubblica utilità (Lpu).

A questi saranno erogati, nei prossimi mesi, servizi di orientamento specialistico finalizzati a sostenere e facilitare i processi di scelta e di transizione professionale, lavorativa, formativa e definire gli obiettivi professionali e formativi, a rimuovere gli ostacoli che bloccano un'azione positiva di ricerca del lavoro offrendo un supporto necessario per il loro superamento, aumentando il livello di consapevolezza del soggetto rispetto alle proprie risorse e potenzialità e a supportare la persona nell'individuazione di strategie utili per un efficace ricerca attiva del lavoro.

L'auspicio, oggi, è che entrambe le misure, sia quella nazionale che la versione "toscana", riescano a raggiungere l'obiettivo che si pongono, ossia quello di favorire il reinserimento nel mercato del lavoro di quelle persone, a qualsiasi titolo, espulse, La lotta contro la disoccupazione, infatti, non ha colore politico ed è poco interessata alle divisioni tra maggioranza e minoranza del Pd che fu partito dei lavoratori.

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