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Riforma pensioni 2017/ Salvini, Boldrini e Damiano, quante polemiche! (ultime notizie)

Riforma pensioni 2017, Salvini, Boldrini e Damiano, quante polemiche, chi ha ragione? Tutte le novità e le ultime notizie sui principali temi previdenziali

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SALVINI SFIDA LA BOLDRINI

Matteo Salvini, come altri esponenti della Lega Nord, non hanno mai nascosto la loro antipatia per Laura Boldrini. Il leader del Carroccio ha ora sfidato direttamente la Presidente della Camera a un confronto. Partecipando a un’iniziativa a Rogoredo, nella periferia di Milano, Salvini ha dapprima usato parole non certo riguardose della Boldrini, affermando “Voglio vedere chi la vota, chi ha la faccia tosta, il coraggio e lo stomaco per votare un'incapace, una razzista come lei”. Secondo quanto riporta l’Ansa, ha poi aggiunto che “però in democrazia è bello che ci si confronti con gli elettori, e mi piacerebbe fare un bel dibattito con lei. Anzi glielo dico: presidente, se vuole ci confrontiamo sull'immigrazione, sull'Europa, sulle tasse, sul lavoro, sulle pensioni, anche domattina. Vengo a piedi dove vuole”.

DAMIANO CONTRO LA DISPERSIONE DEI CONTRIBUTI

In un articolo dedicato a giovani e lavoro, Cesare Damiano non rinuncia a fare accenno anche ai temi previdenziali, soprattutto riguardanti le nuove generazioni. L’ex ministro del Lavoro, dalle pagine de Il Dubbio, dice di trovarsi d’accordo con Enrico Morando quando sostiene la necessità di varare un incentivo alle assunzioni dei giovani che sia strutturale, proprio per far sì che si migliori la loro prospettiva lavorativa con il “raggiungimento di un risultato previdenziale dignitoso”. Secondo Damiano, occorre anche portare avanti “un’azione che impedisca la dispersione dei versamenti contributivi”. Per esempio, ricordando che esiste la possibilità di riscattare la laurea quando ancora non si è cominciato a lavorare, con un notevole risparmio e un costo che i genitori possono sostenere al posto dei figli guadagnando anche la possibilità di detrarlo in parte nella propria dichiarazione dei redditi.

I POSSIBILI INTERVENTI NELLA LEGGE DI BILANCIO

Nel suo consueto punto settimanale in tema di novità sulle pensioni “al femminile”, Orietta Armiliato, sulla pagina Facebook del Comitato Opzione donna social, non ha potuto non fare riferimento alle indiscrezioni sulla possibilità di interventi in Legge di bilancio che siano favorevoli a riconoscere i lavori di cura svolti dalle donne ai fini previdenziali. “Ci saranno sicuramente delle possibilità così come annunciato da chi è preposto a gestire la materia, ma, sottolineo, che non si sta parlando di una riforma delle pensioni, ma, piuttosto come è già stato per lo scorso anno, di aggiustamenti, migliorie e quant'altro che possano correggere errori, storture ed iniquità del regime vigente”, ha scritto nel suo post, ricordando “che ancora le varie proposte non sono state formalizzate” e che Governo e sindacati torneranno a incontrarsi a fine mese.

ALLO STUDIO TAGLI MIRATI PER LE 14ESIME PAGATE ALL’ESTERO

Secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, il Governo starebbe prendendo in considerazione l’opportunità di andare a rivedere il sistema legato al pagamento della 14esima. Nello specifico si parla di possibili tagli mirati per le prestazioni che vengono pagate all’estero. In effetti, come sottolineato dallo stesso presidente dell’Inps Tito Boeri, l’Italia a differenza di tanti altri Paesi paga ai residenti all’estero non solo gli importi pensionistici giustamente riconosciuti per tanti anni di lavoro ma anche e soprattutto varie tipologie di prestazioni assistenziali come, per l’appunto la 14esima, che solo nell’anno solare 2016 è costata alle casse dello Stato qualcosa come 80 milioni di euro. Un’anomalia che dovrebbe essere rivista, come sottolineato dal Presidente Dem del Comitato per gli italiani all’estero del Senato Claudio Micheloni, con opportune misure tese a ridurre la parte assistenziale del trattamento pensionistico. Un taglio limitato ai Paesi con cosiddetto sistema di protezione.

ALLARME UIL SUL TAGLIO DEL CUNEO FISCALE

Negli ultimi giorni si è tornati a parlare di Legge di bilancio e della possibilità, sempre più concreta, dell’inserimento del taglio del cuneo fiscale per le assunzioni dei giovani al suo interno. Tuttavia per la Uil occorre fare in modo che ci sia la fiscalizzazione degli sgravi sulle assunzioni, per evitare che vi sia una riduzione permanente del 3% della pensione, pari a circa 59 euro al mese. Domenico Proietti, Segretario confederale, ha presentato i risultati di uno studio compiuto dalla Uil, dal quale risulta che un lavoratore con un reddito di 20.660 euro lordi annui vedrebbe la propria pensione mensile scendere da 2.216 a 2.157 euro, con una perdita quindi di 59 euro. Per questa ragione, quindi, è necessario che lo Stato si facci carico della riduzione dell'onere contributivo.

Secondo il sindacato, inoltre, sarebbe importante che si tagliasse anche l’aliquota a carico del lavoratore e non solo dell’impresa. Questo perché “una riduzione del 50% del contributo comporterebbe un aumento in busta paga di 74 euro lordi mensili”, una cifra non molto alta, ma comunque importante per cercare di  “rilanciare i consumi e la domanda interna sostenendo, così, la ripresa economica”. Diversamente, il vantaggio andrebbe tutto alle imprese, che, sempre prendendo come base un reddito di 20.660 euro lordi l’anno, arriverebbero a risparmiare 7.490 euro in tre anni. Sarebbe quindi più equo, secondo la Uil, che questo “vantaggio” fosse in qualche modo percepibile anche dai lavoratori, mediante appunto un aumento della loro busta paga.

CACCIARI: SUI VITALIZI LEGGE ALLA CIALTRONA

Massimo Cacciari è stato ospite della trasmissione In Onda Estate, dove, tra le altre cose, gli è stato chiesto anche di commentare la polemica sui vitalizi che coinvolge il Pd e il Movimento 5 Stelle. Il filosofo, pur sottolineando di non essere interessato a parlare della vicenda, ha spiegato che gli risulta essere evidente l’inseguimento “miserabile” del Partito democratico a M5S, con una legge fatta “alla cialtrona”. Secondo Cacciari, sui “vitalizi si poteva fare una cosa molto più equa, andando a vedere caso per caso, chi aveva altre pensioni, chi non ne ha, perché io conosco molti deputati che hanno solo quello come reddito”, in modo da non penalizzare questi ultimi. L’ex Sindaco di Venezia ha aggiunto che questa legge si può aggiungere all’elenco di quelle non riuscite bene, come quella della scuola, che ha definito una “schifezza”, piuttosto che quella costituzionale che non ha passato il vaglio del referendum alla fine dell’anno scorso.

BOERI: ITALIA ATTRAGGA PENSIONATI STRANIERI

Tra le parole che Tito Boeri ha detto in audizione al Senato riguardo le pensioni erogate agli italiani all’estero c’è anche l’osservazione che probabilmente il numero di prestazioni che andranno oltre confine è destinato ad aumentare in virtù della crescente globalizzazione. Il Presidente dell’Inps ha detto anche di ritenere che non ci sarebbe nulla di male se l’Italia cercasse di rendersi più “appetibile” per i pensionati stranieri, così da incentivarli a trasferirsi nel nostro Paese, contribuendo alla domanda interna e alla crescita dei consumi, con benefici indiretti anche per le casse dello Stato. Parole che probabilmente incontreranno il favore di Enrico Zanetti: l’ex viceministro dell’Economia, infatti, era uno dei sostenitori di una misura di questo tipo e aveva anche provato a farla inserire nella manovra aggiuntiva di primavera, senza però successo.

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