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Riforma pensioni/ La replica di Susanna Camusso a Poletti (ultime notizie)

Riforma pensioni 2017, la replica di Susanna Camusso a Giuliano Poletti dopo il confronto Governo-Sindacati. Tutte le novità e le ultime notizie sui principali temi previdenziali

Riforma Pensioni, Tito Boeri (LaPresse) Riforma Pensioni, Tito Boeri (LaPresse)

LA REPLICA DI SUSANNA CAMUSSO A POLETTI

Dopo l’incontro tra Governo e sindacati, da Susanna Camusso è arrivata una chiara replica alle parole di Giuliano Poletti, che aveva ricordato l’esistenza di una “via stretta” per quel che riguarda le risorse che si potranno stanziare per gli interventi previdenziali in Legge di bilancio. La Segretaria generale della Cgil ha infatti spiegato che tale via non può essere una via “che non risponde alle richieste che abbiamo fatto e a scelte su cui c’erano già peraltro impegni del Governo”. La sindacalista ha quindi annunciato l’intenzione di sostenere la piattaforma unitaria, con la richiesta di risolvere i problemi concreti che gli italiani si trovano dinnanzi rispetto all’ingresso in quiescenza, che potrebbe ulteriormente allontanarsi in ragione del possibile aumento dell’età pensionabile a partire dal 2019.

APE VOLONTARIA, SERVONO TRE DOMANDE

Ancora la principale novità in tema di riforma delle pensioni, ovvero l’Ape volontaria, non è diventata realtà, in quanto il decreto attuativo non è stato ancora pubblicato in Gazzetta Ufficiale. Nell’attesa Italia Oggi ricorda che dovranno essere presentate ben tre domande in due diversi momenti per avere accesso alla prestazione. Come prima cosa, gli interessati dovranno presentare domanda all’Inps per farsi certificare il possesso dei requisiti per aver diritto all’Anticipo pensionistico. Solo dopo riscontro positivo, si potrà far domanda per l’Ape insieme a quella per la pensione di vecchiaia, che verrà erogata al raggiungimento dei requisiti richiesti. Tutte queste domande, spiega il quotidiano economico, dovranno essere presentate via telematica. Probabile, quindi, che gli interessati si facciano assistere da professionisti o patronati in queste operazioni, in modo da non sbagliare.

L'INTERROGAZIONE SU OPZIONE DONNA

Tra gli interventi previdenziali da inserire nella prossima Legge di bilancio non sembra esserci posto per una proroga di Opzione donna. Andrea Maestri, insieme ai colleghi Giuseppe Civati, Beatrice Brignone e Luca Pastorino, ha deciso quindi di presentare un’interrogazione a Giuliano Poletti per chiedere se il Governo intenda o meno prendere in considerazione la proroga del regime sperimentale di accesso anticipato alla pensione per le italiane o persino di rendere strutturale tale misura. Il deputato di Possibile ha ricordato al ministro del Lavoro l’esistenza di una petizione online su questo argomento, in cui le proponenti segnalando i vantaggi di Opzione donna, anche per le casse dello Stato, in virtù del ricalcolo contributivo dell’assegno cui si viene sottoposti, oltre che per il mercato del lavoro, con maggiori possibilità di turnover a vantaggio dei giovani.

POLETTI APRE ALLA STABILIZZAZIONE DELL'APE SOCIAL

Tra meno di un’ora Governo e sindacati torneranno a confrontarsi sulle misure previdenziali che potranno entrare nella Legge di bilancio. Giuliano Poletti, intervenendo alla Camera dei deputati per un question time, ha intanto fatto sapere che l’esecutivo sta valutando la possibilità di rendere strutturale l’Ape social. Secondo quanto riporta Repubblica.it, il ministro del Lavoro ha spiegato che a breve verrà effettuato un monitoraggio della spesa per l’applicazione della misura e nell’occasione verrà eseguita una prima valutazione tecnica della misura, anche sulle criticità emerse, comprendente anche la possibilità di dare stabilizzazione all’Anticipo pensionistico agevolato, che diversamente scadrà alla fine del prossimo anno. Già da diverso tempo, Cesare Damiano aveva sollecitato l’esecutivo a muoversi proprio nella direzione della stabilizzazione dell’Ape social.

BARUFFI CONTRO BOERI

Come capita ormai sempre più sovente, le dichiarazioni di Tito Boeri sui temi pensionistici scatenano non poche reazioni. Il Presidente dell’Inps stavolta si è espresso contro l’ipotesi di riconoscere uno “sconto contributivo” per le donne che hanno avuto figli. Davide Baruffi, dalla sua pagina Facebook, ha voluto esprimere la sua contrarietà alla parole di Boeri, spiegando che dal suo punto di vista “la storia contributiva dovrebbe tener conto non solo dei figli, ma di tutto il lavoro di cura che grava sulla storia lavorativa delle persone. Generalmente delle donne. Perché non c'è niente di più ingiusto che fare parti uguali tra diseguali”. Secondo il deputato del Pd, “dire, come fa Boeri, che il problema è ben altro (cioè aumentare il potere contrattuale delle donne) suona benissimo, ma non risolve nessuno dei problemi delle centinaia di donne in carne ed ossa che conosco io. Mi viene il sospetto che frequentiamo classi sociali diverse”.

LE RICHIESTE DEI SINDACATI PER LE DONNE

Oggi riprende il confronto tra Governo e sindacati sulle misure previdenziali che potrebbero trovare spazio nella Legge di bilancio. Una delle ipotesi sul tavolo è quella di prevedere degli “sconti” contributivi per le donne, riconoscendo loro sei mesi in meno per ogni figlio avuto, fino a un massimo di due anni. Tutto questo però nell’ambito dell’Ape social. Maurizio Petriccioli è però convinto che occorra far sì che questo sconto sia esteso anche al di fuori dell’Anticipo pensionistico agevolato e che la sua entità debba essere superiore. Secondo quanto riporta Il Sole 24 Ore, i sindacati chiederanno quindi di far salire a un anno lo sconto previsto per ogni figlio, con un tetto massimo di tre anni. Non resta che vedere se l’esecutivo sarà disposto a venire incontro a queste richieste, anche se con tutta probabilità il confronto di oggi non sarà l’ultimo su questo importante argomento.

SCONTO MAMME, BOERI: “NO A SCORCIATOIE”

Ieri pomeriggio presentando alla Luiss di Roma il Valore D per l’occupazione femminile, Tito Boeri è tornato sul punto nodale dello scontro Pensioni per le mamme lavoratrici. Il presidente Inps ha puntato il dito contro le presunte “scorciatoie”, così le ha definite, rispetto alla proposta lanciata dal Governo sull’accesso all’Ape sociale per le donne con figli. «Bisogna evitare le scorciatoie per affrontare il problema di fondo, cioè la mancanza di potere contrattuale delle donne», ha spiegato Boeri durante il suo lungo intervento proprio sul tema del futuro legato al lavoro e alle donne. Per il presidente dell’Inps la proposta del Governo ai sindacati è addirittura «una discriminazione tra chi ha figli e chi ha puntato sulla carriera»: secondo Boeri infatti se il messaggio di Gentiloni e Poletti era l’aiuto maggiore alle donne nel mondo del lavoro, «la proposta dice il contrario». Da ultimo, il pensiero di Tito Boeri si concentra proprio sulla mancanza di potere contrattuale delle donne ancora oggi, nel 2017: «Leggo ripetutamente in questi giorni di proposte fatte da governo e sindacati per riforme che darebbero la possibilità alle donne madri di avere sconti anagrafici sull'età pensionabile. Intravedo in questa possibilità due o tre rischi - ha spiegato Boeri- : la scelta di andare in pensione non è solo volontaria ma anche del datore di lavoro che può sfruttare la possibilità di far uscire anticipatamente le donne con figli per ridurre la forza lavoro».

OGGI NUOVO TAVOLO GOVERNO-SINDACATI

Dopo le parole di Boeri di ieri sera si fa ancora più caldo il tavolo che si apre ancora una volta oggi al Ministero del Lavoro tra Poletti e i rappresentanti dei principali sindacati nazionali. Le parti sociali dopo l’ultimo confronto della scorsa settimana ripartiranno dalle critiche riguardo l’aumento dell’età pensionabile dal 2019 (in corrispettivo con l’aumento dell’aspettativa di vita) e l’ipotesi “sconto” per le donne lavoratrici con figli durante il lungo arco di contribuzione. In particolare, la Uil oggi presenterà una nuova proposta a riguardo che porterebbe a 12 mesi lo sconto contributivo (e non 6 come propone il governo) riconosciuto per ciascun figlio avuto. La Cisl invece, con il segretario Furlan, presenta così il tavolo importante di oggi: «Noi abbiamo bisogno di due tipi di intervento: da una parte di riconoscere a livello universale il valore sociale ed economico della maternità per tutte le donne che hanno figli; dall’altro, prevedere una contribuzione figurativa anche per chi uomo o donna si dedica al lavoro di cura e di assistenza di un familiare», come recita la nota Cisl in vista dell’incontro di oggi pomeriggio al Ministero del Lavoro.

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