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RIFORMA PENSIONI 2017/ Gli sconti chiesti dalla Cgil per le donne (ultime notizie)

Riforma pensioni 2017, Ghiselli spiega gli sconti contributivi richiesti dalla Cgil per le donne. Tutte le novità e le ultime notizie di oggi, 15 settembre 2017

La riforma pensioni di Giuliano Poletti (Lapresse) La riforma pensioni di Giuliano Poletti (Lapresse)

LE RICHIESTE CGIL PER LE DONNE

Rispondendo a un quesito di Orietta Armiliato, Roberto Ghiselli ha fornito un’importante indicazione su quelle che le Cgil considera le priorità in tema di interventi previdenziali da inserire nella Legge di bilancio. Il Segretario confederale del sindacato ha infatti spiegato, secondo quanto riportato dalla stessa Armiliato sulla pagina Facebook del Comitato Opzione donna social, che l’obiettivo è quello di far sì che venga riconosciuto uno sconto contributivo per le donne, pari a 12 mesi per ogni figlio avuto, con un tetto massimo di tre anni. “Sul lavoro di cura, punto su cui non è giunta alcuna proposta da parte del Governo, abbiamo richiesto la possibilità di un anticipo pensionistico di 1 anno ogni 5 anni, con un tetto massimo di 5 anni, per tutti quei soggetti che assistono un familiare titolare del riconoscimento di handicap grave (ai sensi della L.104/92)”, ha fatto sapere ancora Ghiselli, specificando altresì che è stata chiesta all’esecutivo una verifica di Opzione donna.

PEDRETTI AL GOVERNO: COSÌ NON VA BENE

Dopo il confronto tra Governo e sindacati, Giuliano Poletti ha ribadito che le risorse a disposizione per gli interventi previdenziali in Legge di bilancio sono scarse. La replica delle organizzazioni sindacali non è mancata. “Sentiero stretto. Non ci sono le risorse. Limiti di bilancio. Sulle pensioni un governo di ragionieri non sta rispondendo ai problemi di centinaia di migliaia di persone”, ha scritto sulla sua pagina Facebook Ivan Pedretti, Segretario generale dello Spi-Cgil. “Non va bene. Il confronto deve andare avanti ma deve anche produrre dei risultati. Come dico ormai da qualche giorno se non ci saranno è bene lavorare tutti insieme e unitariamente alla mobilitazione”, ha aggiunto, ribadendo quindi quanto già detto anche da Susanna Camusso e Maurizio Landini. Vedremo se la Cgil organizzerà delle mobilitazioni nei prossimi giorni per mettere pressione al Governo.

LA CRITICA DI BOERI AI SINDACATI

Il giorno dopo il confronto tra Governo e sindacati arrivano nuove dichiarazioni di Tito Boeri destinate, ancora una volta, a scatenare polemiche. Il Presidente dell’Inps, partecipando a un incontro all’Arel, ha infatti detto che nel nostro Paese c’è un problema di bassa occupazionale giovanile, oltre che di forte divario tra uomini e donne. Tuttavia, ha aggiunto Boeri secondo quanto riporta Adnkronos, a fronte di questa situazione, i sindacati fanno proposte “sul sistema pensionistico e non sul mercato del lavoro. È paradossale, i problemi vanno affrontati dove nascono”. Il Professore bocconiano ha quindi spiegato che “se risolviamo i problemi del mercato del lavoro, risolviamo anche il problema del sistema pensionistico”. Di certo non ci vorrà molto per registrare qualche replica a queste dichiarazioni, specialmente da parte dei sindacati, criticati dal Presidente dell’Inps.

MORANDO: POSSIBILE SOLO COMPLETAMENTO APE SOCIAL

Enrico Morando torna a ribadire un concetto che aveva già avuto modo di esprimere qualche settimana fa: nella Legge di bilancio, la priorità non va data agli interventi di tipo previdenziale. Secondo il viceministro dell’Economia, infatti, dovranno essere centrali gli interventi in grado di rilanciare l’occupazione giovanile, mentre per quel che concerne le pensioni sarà possibile varare una qualche misura di completamento dell’Ape social. Secondo quanto riporta Ansa, Morando ha anche spiegato che con la manovra approvata lo scorso anno, “nel 2018 impegneremo per interventi assolutamente necessari di attuazione delle norme già approvate sul versante previdenziale, o magari di loro completamento, più di 3 miliardi di euro. Quindi si è trattato di un intervento significativo in un contesto nel quale, come sappiamo, le risorse sono scarse”.

APE SOCIAL, POLETTI: NON FA DISCRIMINAZIONI

Come noto, non tutti gli italiani con 63 anni, disoccupati o no, possono accedere all’Ape social. Per esempio, i lavoratori autonomi rimasti senza attività non sono certo considerati alla stregua degli altri disoccupati. Giuliano Poletti ha detto a questo proposito che “non è corretto parlare di discriminazione. Si tratta di una scelta del legislatore”. Durante il question time alla Camera, tuttavia, il ministro del Lavoro ha anche ricordato che nell’ambito del confronto con i sindacati l’Anticipo pensionistico agevolato può essere soggetto a modifiche, in modo da trovare una soluzione alle problematiche che sono emerse nei mesi scorsi, quando è stato finalmente possibile presentare domanda di accesso alla misura. Resta da capire se le risorse consentiranno di ampliare la platea dei beneficiari dell’Ape social.

LE PAROLE DI POLETTI DOPO IL CONFRONTO GOVERNO-SINDACATI

Ieri Governo e sindacati si sono incontrati di nuovo per confrontarsi sui possibili interventi previdenziali da inserire nella prossima Legge di bilancio. Le dichiarazioni rilasciate da Giuliano Poletti al termine del confronto fanno intendere che non ci sarà spazio per soddisfare tutte le richieste che sono pervenute nelle ultime settimane da parte delle organizzazioni sindacali. Il ministro del Lavoro ha infatti spiegato che nei prossimi giorni l’esecutivo lavorerà sulle proposte avanzate, tenendo però conto dei vincoli di bilancio esistenti. A questo proposito Poletti ha aggiunto che sul fronte delle risorse c’è un “sentiero stretto”. Quel che probabilmente non lascerà tranquilli i sindacati è il fatto che il ministro ha detto che il confronto riprendere a ottobre, dopo che sarà varata la nota di aggiornamento del Def: un documento utile a capire quali saranno i margini di manovra, su cui sembra essere ancora in corso, e sottotraccia, un negoziato con la Commissione europea, per capire su quale margine di flessibilità l’Italia potrà contare nel mettere a punto la manovra. Dunque non resta che attendere le mosse dell’esecutivo, tenendo conto che sempre ieri Poletti, durante il question time alla Camera, non ha escluso la possibilità che tra gli interventi previdenziali in manovra vi sia la stabilizzazione dell’Ape social. Nel frattempo occorrerà prestare attenzione anche alle mosse dei sindacati, che potrebbero anche decidere di indire una mobilitazione nelle prossime settimane, proprio per mettere pressione all’esecutivo.

LE RICHIESTE DI LANDINI

Maurizio Landini chiede che nella prossima Legge di bilancio ci siano cambiamenti “per quanto riguarda le politiche industriali e di sviluppo, le pensioni, gli ammortizzatori sociali”. “Rischiamo altrimenti che il nostro Paese colga male e con ritardo i segnali di ripresa che si stanno manifestando in Europa”, è l’avvertimento del Segretario confederale della Cgil, che per quel che riguarda la previdenza ritiene necessaria “una modifica della riforma Fornero, impedendo l’innalzamento ulteriore dell’età pensionistica, riconoscendo il lavoro di cura e la gravosità dei lavori, rendendo flessibile l’uscita, garantendo una pensione pubblica dignitosa per le giovani generazioni”. Nelle scorse settimane, il sindacalista non aveva nascosto che in mancanza di risposte e interventi da parte del Governo potrebbe rendersi necessaria una mobilitazione.

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