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Lavoro

RIFORMA PENSIONI 2017/ Opzione donna, esodati e cumulo: le azioni pronte della Lega

Riforma pensioni 2017, Simonetti parla di cumulo, esodati e Opzione donna. Tutte le novità e le ultime notizie sui principali temi previdenziali di oggi, 20 settembre

Susanna Camusso (Lapresse)Susanna Camusso (Lapresse)

SIMONETTI SU CUMULO, ESODATI E OPZIONE DONNA

Nonostante non sembrino essere all’ordine del giorno nel confronto tra Governo e sindacati, i problemi che sussistono per l’utilizzo del cumulo contributivo gratuito (dato che ci sono categorie che non possono ancora usarlo) non vengono dimenticati dai parlamentari. Anche perché il caso degli iscritti alle casse professionali non è stato ancora risolto: pur avendo diritto a usare il cumulo, ancora non si è capito chi si dovrà far carico del costo di questa operazione. Roberto Simonetti ha a questo proposito deciso di presentare un’interrogazione parlamentare al ministro Poletti per chiedere che venga fatta chiarezza una volta per tutte sulla materia. Intervistato da BlastingNews, il deputato della Lega Nord ha anche annunciato che il suo partito presenterà emendamenti alla prossima Legge di bilancio per una nuova (e definitiva) salvaguardia degli esodati e la proroga di Opzione donna.

RIZZETTO: ITALIANI IN PENSIONE A 65 ANNI

Walter Rizzetto ha scritto una lettera alla Presidente della Camera, Laura Boldrini, per chiedere “di poter accedere al trattamento pensionistico al pari di ogni lavoratore italiano, pubblico o privato che sia, e che attualmente si conforma alla recente modifica del sistema pensionistico”, sulla base della Legge Fornero. Il deputato di Fratelli d’Italia ha poi chiesto, visto che sembra impossibile varare una legge che porti il sistema pensionistico dei politici a essere come quello previsto per i comuni cittadini, di fare l’operazione contraria, cioè di garantire agli italiani l’accesso alla quiescenza già a 65 anni. Il vicepresidente della commissione Lavoro della Camera ha postato il testo della lettera sul suo profilo Facebook, accompagnandolo da un messaggio in cui ricorda che sarebbe importante anche parlare del trattamento pensionistico degli europarlamentari, visto che nessuno se ne occupa.

BARETTA: ANZIANI E PENSIONATI SONO PRIORITÀ

Pier Paolo Baretta si è recato alla sede di Venezia della Confederazione italiana agricoltori, dove ha incontrato anche i rappresentanti dell’Associazione nazionale pensionati, a cui ha avuto modo di spiegare che gli anziani e i pensionati rappresentano una priorità per il Governo in vista della Legge di bilancio. Il sottosegretario all’Economia ha ricordato che certamente sarà importante intervenire per aumentare l’occupazione, con un occhio di riguardo per i giovani, ma c’è anche da affrontare “la grande questione della povertà, a partire dal mondo dei pensionati e degli anziani, considerato l’innalzamento della soglia di prospettiva di vita, che comporta un innalzamento dei costi sociali”. Secondo quanto riporta larivieranews.com, Baretta ha evidenziato come i”l rischio di condizioni di disagio sociale elevato si registra spesso fra i pensionati”. Una categoria, ha aggiunto, per la quale il Governo l’anno scorso ha già varato l’allargamento della no tax area e della quattordicesima.

RACCOLTA FIRME DELLA UIL

In tema di pensioni non sono mancate in passato raccolte firme. La Lega Nord l’ha fatta per l’abolizione della Legge Fornero, i lavoratori precoci per vedere approvato il ddl Damiano e la Quota 41, altri gruppi per cancellare il meccanismo che lega i requisiti pensionistici all’aspettativa di vita. Ora i segretari generali della Uil Carmelo Barbagallo e della Uila Stefano Mantegazza hanno depositato questa mattina, presso la sede della Corte di Cassazione in Roma, la richiesta per l’avvio di una raccolta firme in vista della presentazione di due proposte di legge di iniziative popolare in materia di pensioni, welfare e sostegno all’occupazione femminile e alla genitorialità. La prima di queste proposte, si legge in una nota del sindacato, è volta a modificare la Naspi, nella parte in cui riduce nel tempo l’assegno di disoccupazione e fissa un tetto ai contributi figurativi pensionistici, e mira a estendere l’Ape sociale ai lavoratori agricoli e ai pescatori che ne sono esclusi.

BOERI CONTRO I PRIVILEGI DEI SINDACATI

Tito Boeri lancia una nuova stoccata ai sindacati, garantendo che l’Inps andrà avanti con il progetto di revisione “sui contributi dei sindacalisti e dei dirigenti delle organizzazioni datoriali in distacco”. “Abbiamo scritto circolari e abbiamo bisogno dell'autorizzazione del ministero, noi la aspettiamo e siamo intenzionati ad andare avanti”, ha detto il Professore bocconiano partecipando a un convegno promosso da lavoce.info. Boeri, secondo quanto riportato da Il Sole 24 Ore, ha voluto anche ricordato che “i vitalizi dei politici sono stati introdotti nel nostro ordinamento in modo insostenibile, abbiamo formulato proposte, ma c'è un aspetto generale che rende più difficile disegnare questo fenomeno, la carenza di informazione che lo riguarda”. Quindi è tornato a insistere sul fatto che l’Inps non ha mai avuto i dati sui contributi versati dai parlamentari chiesti più volte.

M5S PROTESTA SUL CUMULO CONTRIBUTIVO

La Legge di bilancio dello scorso anno ha introdotto l’importante novità del cumulo contributivo gratuito, per aiutare gli italiani ad avvicinarsi alla quiescenza. Tuttavia non tutte le categorie di lavoratori possono usufruirne e il Movimento 5 Stelle evidenzia che ancora non si è intervenuti per far sì che i lavoratori autonomi possano cumulare i contributi versati in diverse casse. Secondo il M5S, "il Governo finora ha dato solo risposte evasive” e non bisogna dimenticare che anche i professionisti si trovano in una situazione per cui non sanno a quali condizioni possono usufruire di questa misura, dato che non è chiaro se il costo del loro cumulo sarà a carico dello Stato o della casse professionali. "I professionisti aspettavano da tempo questo provvedimento per recuperare qualche anno contributivo e ammorbidire le rigidità della legge Fornero”. Ci sarebbe da aggiungere che anche chi è interessato a usare Opzione donna o l’ottava salvaguardia degli esodati non può ancora farlo con il cumulo contributivo gratuito.

ALEMANNO CONTRO LA LEGGE FORNERO

Il Fronte Nazionale per il lavoro e la partecipazione ha promosso un convegno dal titolo “Lavoro, da trincea a diritto primario”, svoltosi ieri a Napoli. Tra i relatori anche il Segretario nazionale del Movimento nazionale per la sovranità Gianni Alemanno, che ha evidenziato come la sinistra italiana abbia “disastrato il mondo del lavoro e delle pensioni con il Jobs Act e con la legge Fornero, il primo cancellando le tutele dei lavoratori e provocando nuova precarietà ed il secondo bloccando il turn over”. Secondo quanto riporta l’Agenzia Nova, l’ex Sindaco di Roma ritiene necessario abolire queste due leggi per cercare poi di mettere in atto un piano straordinario per l’occupazione e lo sviluppo, con un’attenzione particolare al Sud e al rinnovamento della Pubblica amministrazione. Per Alemanno, il centrodestra dovrebbe inserire questi temi nel suo programma in vista delle elezioni di primavera.

LE PAROLE DI SUSANNA CAMUSSO

A conclusione delle Giornate del lavoro della Cgil svoltesi a Lecce si può quasi dire che il tema delle pensioni sia stato tra i principali degli interventi dei sindacalisti. Anche Susanna Camusso, nell’intervista realizzata da Ferruccio De Bortoli come momento conclusivo dell’evento, ha insistito sulla necessità di varare interventi previdenziali con la Legge di bilancio, in particolare per aiutare i giovani e le donne, la cui età pensionabile “è stata aumentata di sette anni senza una corrispondente azione di miglioramento delle condizioni di lavoro”. La leader della Cgil ha voluto evidenziare anche come negli ultimi anni si sia intervenuti sul sistema previdenziale solamente per ottenere dei risparmi di spesa, che alla lunga però si rivelano controproducenti, dato che peggiorano le condizioni di vita delle persone e aumentano le spese in assistenza.

Camusso ha commentato anche un altro tema caldo legato alle pensioni, ovvero quello dei vitalizi dei politici,  spiegando che a suo modo di vedere “si è fatta è una norma cattiva”, quando ne servirebbe una “buona e intelligente, ma senza rincorrere il volano dell'antipolitica, perché si rischia di dimenticare che fare politica è un grande fatto democratico solo se è permesso a tutti. Una norma sui vitalizi dovrebbe tenere conto anche di questo”. La sindacalista non ha detto se sono in arrivo particolari mobilitazioni per sostenere le richieste sul fronte pensioni, ma da altri esponenti della Cgil il messaggio è stato chiaro: se entro i i primi d’ottobre non ci saranno novità positive, sarà inevitabile una mobilitazione.

PENSIONE ANTICIPATA, COME FUNZIONA IN EUROPA

Mentre in Italia si discute ancora sulle pensioni anticipate e l’uscita per determinate età pensionabili, la situazione in Europa è alquanto multiforme e non per forza gli italiani sono i più “sfortunati” ad andare in pensione più tardi degli altri. Seguendo i dati degli studi europei, tra gli Stati dell’Unione sono 23 i Paesi che consentono l’anticipo della pensione e tra questi figura anche l’Italia: in particolare, Austria, Belgio, Grecia, Spagna e Croazia, ad esempio, è stata innalzata l’età minima per poter usufruire dell’anticipo pensionistico. Come spiega Firenze Post, «in Francia chi sceglie la pensione anticipata ha una penalità media del 5%, ma chi resta più a lungo ha un premio della stessa percentuale»; in Germania invece si fa in pensione anticipata senza decurtazioni con ben 45 anni di contributi ma l’età di uscita si alzerà a 67 anni solo nel 2027.  «In alcuni Paesi non è possibile lasciare il lavoro in anticipo rispetto ai requisiti richiesti dal sistema previdenziale vigente. In particolare, non esiste la pensione anticipata in molti paesi del Nord europa, Irlanda, Norvegia, Paesi Bassi, Regno Unito, Svezia, Olanda», spiega ancora Firenze Post. (agg. di Niccolò Magnani)

PEDRETTI: VOGLIAMO RISPOSTE CHIARE

La Cgil sembra essere davvero pronta alla mobilitazione per sostenere le richieste avanzate nel tavolo sindacati-Governo sulle pensioni. Ivan Pedretti, sulla sua pagina Facebook, ha infatti scritto: “Siamo un Sindacato serio e responsabile, ma sulle pensioni pretendiamo risposte chiare. La ferita è ancora aperta e non possiamo permetterci di dare l'impressione di aver fatto finta. Per questo se entro i primi di ottobre il confronto con il governo non dovesse registrare avanzamenti dobbiamo assolutamente prepararci alla mobilitazione. Tutti insieme”. Il Segretario generale dello Spi-Cgil, ha scritto queste parole dopo l’intervento di Roberto Ghiselli, Segretario confederale, nel corso delle giornate del lavoro di Lecce. Intervento che Pedretti ha detto di condividere. Non resta quindi che aspettare le mosse della Cgil, che dipenderanno a loro volta anche da quelle dell’esecutivo.

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