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Lavoro

RIFORMA PENSIONI/ Le novità dell'Ape social (ultime notizie)

Riforma pensioni, ultimissime. Le novità previste per l'Ape social nel 2018. Tutte le novità e le news sui principali temi previdenziali di oggi, 2 gennaio

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LE NOVITÀ DELL'APE SOCIAL

Il 2018 porta con sé alcune novità riguardanti l’Ape social. Sono state infatti ampliate a 15 le categorie di lavori gravosi che possono accedere all’Anticipo pensionistico agevolato. Inoltre, le donne che hanno avuto figli potranno godere di uno sconto contributivo fino a un massimo di due anni. Con la Legge di bilancio è stato inoltre istituito un apposito fondo in cui far defluire gli eventuali risparmi che si dovessero realizzare rispetto alle risorse stanziate di modo da poterli destinare alla proroga della misura stessa, che dovrebbe teoricamente scadere alla fine di quest’anno. Toccherà in ogni caso al nuovo Governo decidere se aggiungere altre risorse a questo fondo o rendere persino strutturale l’Ape social. In questo senso Cesare Damiano ha chiesto che il Pd prenda un preciso impegno nel suo programma elettorale che vada in tale direzione.

CAMBIA IL REQUISITO PER LA PENSIONE SOCIALE

Non saranno solo le donne del 1953 a trovarsi penalizzate quest’anno nel richiedere l’accesso alla pensione di vecchiaia, visto che il requisito anagrafico necessario all’ingresso in quiescenza è stato parificato a quello degli uomini e portato a 66 anni e 7 mesi. Questa soglia, infatti, varrà anche per richiedere la pensione sociale. Fino alla fine del 2017, il requisito richiesto era di 65 anni e dunque c’è un notevole “gradone” di quasi due anni a partire dal 2018. Anno che non ha visto entrare in vigore il ddl Richetti sul taglio dei vitalizi dei parlamentari, ma che vedrà salire gli stipendi di dipendenti di Camera e Senato, visto che il contributo di solidarietà varato nel 2014 è giunto a esaurimento. TgCom24 segnala anche che “per ogni euro di contributi versati la categoria dei dipendenti della Camera riceve 3,5 euro di pensione”: una notevole differenza che pesa sui contribuenti.

CUMULO CONTRIBUTIVO, UN ALTRO CAMBIAMENTO DA FARE

Il cumulo contributivo ancora non può essere utilizzato per accedere a Opzione donna e ottava salvaguardia degli esodati. E a quanto pare necessiterà di una piccola revisione, non solo per porre rimedio a questa ingiustizia. Infatti, attraverso una domanda posta all’esperto di pensioni di Economia & Finanza, il canale del sito di Repubblica, scopriamo che il pensionamento di vecchiaia derogatorio per invalidi con percentuale almeno dell’80% “non è fra gli accessi percorribili attraverso il c.d. cumulo contributivo”. Un lettore aveva infatti segnalato di essere stato riconosciuto invalido civile al 100% da circa due anni, ma pur avendo versato contributi per 33 anni non può accedere alla pensione. Questo perché ne ha 16 nella gestione separata e 17 in quella ordinaria. Purtroppo non avendo 20 in nessuna delle due non può accedere alla pensione e i contributi della gestione separata non possono essere nemmeno “recuperati” con la ricongiunzione onerosa.

LA PROTESTA DI RIFONDAZIONE COMUNISTA

A Baronissi, in provincia di Salerno, Rifondazione Comunista-Sinistra europea ha deciso di mettere in atto un’azione di protesta particolare contro le spese militari che lo Stato effettua, complice anche la scelta di mandare un contingente in Niger. Dei militanti, vestiti da Babbo Natale, si sono recati dove è collocato l’Albero di Natale allestito dal Comune e hanno distribuito ai cittadini un volantino per ricordare, tra le altre cose, che nel 2017 le spese militari in Italia hanno raggiunto i 24 miliardi di euro. “Hanno aumentato: i ticket sanitari, è cresciuta a dismisura la lista degli esami clinici e ospedalieri fuori dalla spesa sanitaria pubblica; sia l’età necessaria, sia il numeri degli anni contributivi per accedere alla stessa pensione e ovviamente non mettono a disposizione nessun fondo per aumentare le pensioni, specie quelle al minimo”, hanno segnalato i militanti, criticando le scelte del Governo.

L'IMPEGNO DEL CODS PER LE DONNE

La fine del 2017 è coincisa con la fine della legislatura e il 2018 porterà alle elezioni del 4 marzo. È tempo quindi di bilanci e di “buoni propositi” anche per il Comitato Opzione donna social. Orietta Armiliato in un post sulla pagina Facebook del Cods ha scritto: “Noi cercheremo di essere parte civicamente diligente sia nell'affermare il nostro impegno a portare avanti quelle che sono le istanze di donne che anelano ad una società che appianando le disparità riesca ad essere soddisfacente e a misura di tutti ma proprio tutti i generi, sia adempiendo ai compiti che il vivere quotidiano impone e che, naturalmente, mica sono tutti onerosi e/o negativi...anzi e tutt'altro! anche se, leggendo quel che scrivono certe colleghe, verrebbe solo voglia o di insaponare la corda o di inscenare i ben noti gesti che allontanano il malumore, il malocchio, la sfortuna e.. chi viene a portarci il grigiore intorno!”.

IL BILANCIO DI BENTIVOGLI

L’anno che inizia è anche occasione per ripercorrere gli eventi più importanti di quello che ci si lascia alle spalle. Come fa anche Marco Bentivogli, intervistato da Democratica, il sito di informazione del Pd. Oltre a ricordare quanto si è riusciti a fare nel settore metalmeccanico, il Segretario generale della Fim-Cisl ha evidenziato che “sul piano confederale, la caparbietà della Cisl e di Annamaria Furlan ha dato un senso e risultati alla riapertura del dialogo col Governo, sul lavoro, la povertà, le pensioni, temi su cui abbiamo superato un’incomunicabilità pericolosa”. Per quanto riguarda il futuro, il sindacalista ha spiegato che l’unità sindacale “non guasta ma deve produrre avanzamenti. Quando si è uniti per star fermi o in retromarcia meglio non allontanarmi mai dal merito e difendere la nostra gente, proprio come abbiamo fatto questo mese su lavoro e previdenza”.

ESODATI, PROBLEMA ANCORA IRRISOLTO

L’inizio del 2018 è un momento importante anche per il Comitato licenziati o cessati senza tutele. Sulla sua pagina Facebook Elide Alboni ha voluto ricordare che “noi sappiamo che dovremo impegnare ogni nostra forza ed energia perché vengano, seppur tra i tanti, risolti in questo anno che ci attende i vulnus della Sanatoria per 6000 persone e del Cumulo gratuito per esodati rimasti fuori 8ava a causa di questo e per le donne OD della lg243/2004 comma9”. “Dopo sei anni siamo rimasti davvero pochi a combattere accanto a voi, voi che pochi comprendono come potete essere sfiniti e confusi ..... ecco perché sarà un compito importante di tutti risvegliare l'energia dell'agire, sono certa riscuoterà approvazione e riavvicinamento dei tanti salvaguardati che la vostra, scusatemi, quasi rassegnazione ha allontanato”, ha aggiunto Alboni.

LE NOVITÀ PER LE DONNE

Questo inizio di 2018 non porta buone notizie per le donne in tema previdenziale. Come ricorda studiocataldi.it, per accedere alla pensioni di vecchiaia verrà infatti parificato il requisito richiesto agli uomini e alle donne, che sarà quindi pari a 67 anni e 7 mesi. Soglia che l’anno prossimo verrà innalzata a 67 anni. Resta un piccolo “vantaggio” solo nel caso dell’anzianità contributiva richiesta per la pensione anticipata, pari a 41 anni e 10 mesi, contro i  42 anni e 10 mesi degli uomini. Dato che non è stata prorogata Opzione donna, per le italiane non resta che sperare di rientrare nell’Ape social, potendo usufruire di uno “sconto contributivo” nel caso si siano avuto dei figli, fino a due anni.  Un “bonus” che non aiuta molte donne e si spera quindi che si possa intervenire ancora sul sistema pensionistico per migliorare la situazione.

NOVITÀ IN ARRIVO IN VENETO

Antonio Guadagnini annuncia l’approvazione di un provvedimento che porterà all’apertura, presso Veneto Lavoro, di un dipartimento “che avrà il compito di mettere in atto interventi per lo sviluppo della previdenza integrativa e del welfare integrato in Veneto”. Il consigliere regionale di Siamo Veneto evidenzia l’importanza del provvedimento ricordando che con il sistema contributivo gli assegni pensionistici sono destinati a ridursi in futuro e perciò occorre incrementare le adesioni dei cittadini alla previdenza integrativa. “In Trentino Alto Adige, è la Regione a farsi carico della promozione di questa opportunità. E i risultati sono straordinari. L'idea è quella di replicare questo modello virtuoso anche in Veneto avvalendosi di un ente che coordina una rete sinergica tra gli enti gestori di fondi, datori di lavoro e lavoratori tramite il quale la Regione potrà fornire ai lavoratori/cittadini adeguate garanzie in ordine alle prestazioni erogate dai fondi pensioni”, spiega Guadagnini secondo quanto riportato da vicenzapiu.com.

Il consigliere regionale evidenzia che l’ente potrà anche rivestire un analogo ruolo di coordinamento per quel che concerne il welfare ingrato e che le risorse raccolte potranno essere utilizzate “per sostenere l'economia locale e per finanziare opere pubbliche”. E non bisogna dimenticare il fatto che “si tratta di risorse potenzialmente ingentissime, pari a decine di miliardi di euro”. “Siamo Veneto è sempre al servizio dei Veneti e con questo provvedimento pensiamo di aver adempiuto pienamente al nostro ruolo”, conclude Guadagnini.

SALVINI: VIA LA FORNERO E QUOTA 41 PER TUTTI

Matteo Salvini torna a mettere in chiaro che la cancellazione della Legge Fornero resta una priorità nel suo programma di Governo. Intervistato da Libero, infatti, il leader della Lega spiega che dopo le feste si troverà con Silvio Berlusconi e Giorgia Meloni per mettere a punto il programma comune del centrodestra, ma da parte sua il Carroccio ha già messo nero su bianco 18 punti. E chiamato a indicare i tre prioritari Salvini inizia subito con “Via la Legge Fornero: dopo 41 anni di lavoro, chiunque ha diritto ad andare in pensione. Al lavoro resta solo chi vuole, come prevedeva la riforma Maroni”. Dunque il leader della Lega dà un’indicazione molto chiara: la cancellazione della Legge Fornero prevede l’introduzione della Quota 41, richiesta a gran voce dai lavoratori precoci, ma messa anche da Cesare Damiano nel suo disegno di legge sulle pensioni accantonato poi più di un anno fa dallo stesso ex ministro del Lavoro.

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