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Lavoro

RIFORMA PENSIONI/ In arrivo un nuovo richiamo dell'Ue (ultime notizie)

Riforma pensioni, ultimissime. In arrivo un nuovo richiamo dell'Unione europea. Tutte le novità e le news sui principali temi previdenziali di oggi, 9 marzo

Elsa Fornero (Lapresse)Elsa Fornero (Lapresse)

NUOVO RICHIAMO DELL'UE IN ARRIVO

La Commissione europea mercoledì ha mandato un nuovo segnale all’Italia circa la necessità di non toccare il sistema pensionistico per non metterne a rischio la sostenibilità. A quanto scrive Il Sole 24 Ore, però, entro aprile, con la pubblicazione del rapporto Ageing Report 2018, potrebbe arrivare un nuovo “alert” per il nostro Paese. Infatti, “il testo offrirà la cornice entro cui dovranno essere disegnate nei prossimi tre anni le previsioni e i budget legati alle politiche pensionistiche e, più in generale, alla spesa per l’invecchiamento (sanità e misure dedicate agli anziani, i disabili e i non autosufficienti; meglio note come long term care)”. Dunque queste indicazioni arriveranno quando verosimilmente non ci sarà ancora un nuovo Governo o si sarà appena insediato. Nel qual caso non potrà facilmente far finta di nulla rispetto ai “richiami” di Bruxelles.

LA SPERANZA DEI LAVORATORI PRECOCI

Rosa Poloni è tra i membri più attivi del gruppo Facebook Lavoratori precoci uniti a tutela dei propri diritti e in un post ha scritto: “Non spetta a noi decidere chi sarà il nuovo governo. Quale coniglio tireranno fuori dal cappello. Non dimentichiamo il nostro obiettivo dopo una vita di lavoro chiediamo solo rispetto per le nostre vite usurate, affaticate, deluse. Non cerchiamo di risolvere la nostra vita egoisticamente, pensando solo alla nostra posizione è una battaglia di giustizia, la nostra di giustizia, rispetto e dignità negata. Noi a chiunque chiederemo  41 per tutti, cancellare aspettativa di vita, scorporare previdenza da assistenza, tutelare i posti di lavoro”. Un messaggio molto chiaro su quelle che sono le rivendicazioni dei lavoratori precoci, che si conclude così: “Non ci fidiamo di nessuno, ma collaboreremo con tutti. Per poter dare valore al tempo che ci è stato tolto”.

PROIETTI (UIL) CHIEDE FASE 3 DELLA FLESSIBILITÀ

La Uil replica a stretto giro alla Commissione europea, che ha espresso preoccupazioni sulla sostenibilità del sistema pensionistico italiano. “È bene tranquillizzare la Commissione Ue: il sistema pensionistico italiano è ultra-sostenibile nel breve, nel medio e nel lungo termine. La spesa per pensioni in Italia, infatti, è dell'11% rispetto al Pil perfettamente in media con quella degli altri paesi della Ue, anzi un punto meno della Francia e mezzo punto meno della Germania”, fa sapere Domenico Proietti in una nota. Il Segretario confederale della Uil fa sapere che occorre “reintrodurre elementi di equità e di giustizia nel sistema pensionistico continuando a cambiare la legge Fornero come avviato con le ultime due leggi di bilancio. Occorre inaugurare una fase 3 che preveda una flessibilità di accesso della pensione intorno a 63 anni e che affronti i temi della sostenibilità per le future pensioni dei giovani e delle lavoratrici”.

COTTARELLI SUI COSTI PER CANCELLARE LA FORNERO

Carlo Cottarelli non ha dubbi: “La Legge Fornero fa risparmiare soldi e se si eliminasse occorrerebbe trovare le  coperture, a meno che di voler perdere a prestito ancora più soldi dagli italiani”. L’ex commissario alla spending review, intervistato da Vanity Fair, ricorda che “la spesa per le pensioni, in Italia, è cresciuta molto di più di tutte le altre spese nell’ultimo decennio e la Legge Fornero ha cercato di far fronte a questa situazione. Poi, certo, è vero che la gente deve lavorare più a lungo e forse per questo non è felice, ma è un passaggio quasi obbligato visto che ora la gente fa meno figli  e che l’aspettativa di vita è aumentata: insomma, chi pagherebbe quelle pensioni?”. Rispetto all’ipotesi quindi di cancellare la riforma delle pensioni del 2011, da non scartare visto il risultato delle elezioni, il direttore dell’Osservatorio sui Conti Pubblici Italiani dell’Università Cattolica di Milano evidenzia che “abolire la riforma Fornero costerebbe circa 15 miliardi l’anno in media, per i prossimi anni, con punte di 1,5 punti di Pil. Per un Paese, come il nostro, con un debito al 130% non è una cosa da niente”.

LE INCOGNITE DOPO IL DEF

Il Governo Gentiloni resta in carico per l’ordinaria amministrazione finché non sarà chiaro chi potrà prendere il suo posto. Nel frattempo l’esecutivo dovrà probabilmente varare un Def limitato al quadro tendenziale, ma restano due importanti incognite per i mesi successivi. Lo ricorda Il Sole 24 Ore. Si tratta dello stop agli aumenti dell’Iva che potrebbero scattare l’anno prossimo e le pensioni, “la cui sostenibilità di medio termine torna a rischio secondo il rapporto europeo diffuso ieri”. In buona sostanza Gianni Trovati evidenzia come i margini di manovra siano limitati, considerando che le clausole di salvaguardia per essere disinnescate sul 2019 richiedono più di 12 miliardi di euro e che la Commissione europea non ha gradito nemmeno le misure approvate negli ultimi due anni in tema di pensioni.

ELSA FORNERO CONTRO SALVINI 

Secondo Elsa Fornero, il sorpasso della Lega su Forza Italia alle elezioni politiche si spiega con il fatto che Matteo Salvini “è stato il più bravo tra gli imbonitori”. Intervistata da Fanpage, l’ex ministra del Lavoro ha aggiunto di sperare di non dover vedere il leader della Lega alla prova. “Lo spero vivamente, ma se questa è la volontà degli elettori e questa è la democrazia, anche io starò a vedere che cosa farà, con molta diffidenza”, ha aggiunto. Rispetto alle proposte previdenziali del Carroccio, Elsa Fornero ha detto che in passato si è sempre puntato il dito contro le pensioni di anzianità, considerate “uno degli obbrobri solo italiani”. “Noi le pensioni di anzianità non le abbiamo abolite, ma le abbiamo fortemente ridotte e ora Salvini vorrebbe invece reintrodurle. Ecco, questo è un ritorno al passato, non un passo in avanti. Salvini si illude di risolvere il problema così, ma in realtà le pensioni di anzianità sono uno tra le principali responsabili del basso livello di pensioni in Italia”. Questo perché “la gente va in pensione giovane e dopo dieci anni queste pensioni si rivelano inadeguate ai bisogni delle persone… Senza inoltre considerare l'errore alla base, ovvero l'aver concesso pensioni a persone in buona salute in età troppo giovane”.

L’ex ministra non sembra essere invece troppo spaventata dal Movimento 5 Stelle. “Io credo che Di Maio e il Movimento 5 Stelle sappiano benissimo che tutto quello che hanno proposto non lo potranno fare e secondo me, comunque, durante le trattative avanzeranno delle proposte un po' meno devastanti dal punto di vista economico”, ha detto

LEGGE FORNERO A RISCHIO

Secondo il sito di Panorama, visto il risultato delle elezioni, qualunque Governo nascerà dovrà avere i voti della Lega o del Movimento 5 Stelle. Quindi il programma dell’esecutivo dovrà accontentare le richieste dei pentastellati o del Carroccio. A rischio c’è quindi la Legge Fornero, bersagliata in campagna elettorale sia da Di Maio che da Salvini. “Entrambe i vincitori delle elezioni vogliono dunque rottamarla anche se non è ben chiaro come e con quali coperture finanziarie. La Lega ha sempre parlato di cancellazione totale, ma, nel caso di un governo di centrodestra, dovrà vedersela con i suoi alleati di Forza Italia che hanno una posizione più morbida. Il Movimento 5 Stelle ha parlato di consentire a tutti il pensionamento dopo 41 anni di carriera, indipendentemente dall’età. Se la soluzione fosse questa, si tratterebbe di un cambiamento soft visto che già oggi la Legge Fornero consente di mettersi a riposo con 42 anni e 7 mesi”, scrive il settimanale di Mondadori.

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