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Lavoro

Riforma pensioni/ Legge Fornero, modifica solo con i sindacati dice Ganga (Cisl)

Riforma pensioni, ultimissime. Legge Fornero, modifica solo con i sindacati dice Ganga. Tutte le novità e le news sui principali temi previdenziali di oggi, 18 maggio

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LEGGE FORNERO, MODIFICA SOLO CON I SINDACATI

Ignazio Ganga avverte chiunque andrà al Governo: la Legge Fornero si può modificare solo con il confronto con i sindacati. Il Segretario confederale della Cisl in una nota spiega infatti che “per evitare gli errori compiuti negli anni scorsi con interventi unilaterali per fare cassa sulla pelle di lavoratori e pensionati” non c’è altra strada. “Noi intendiamo completare il percorso di revisione delle legge Fornero già avviato nei mesi scorsi, per modificare il sistema di calcolo contributivo e introducendo una pensione di garanzia per i giovani. Ben venga quindi un confronto con il nuovo governo per introdurre elementi di equità e solidarietà tra le generazioni nel sistema previdenziale, ma senza scaricare i costi di questa operazione sui cittadini, sul mondo del lavoro e sui più deboli”, evidenzia il sindacalista.

MOVIMENTO OPZIONE DONNA SODDISFATTO PER CONTRATTO LEGA-M5S

Il Movimento Opzione donna accoglie con favore la volontà, sancita nel contratto di Governo, di prorogare Opzione donna da parte Lega e Movimento 5 Stelle. Sulla pagina Facebook del Movimento si legge infatti che “le Donne del Movimento Opzione Donna ringraziano ed attendono fiduciose che venga approvato il provvedimento di proroga della misura sperimentale Opzione Donna, confidando che siano rispettati i programmi elettorali e ‘la storia’, raccontata in questi ultimi anni da innumerevoli interrogazioni, proposte di legge, question time, che ha già fissato come nuovo termine della sperimentazione la data del prossimo 31.12.2018”. Il breve post, che riporta anche il passaggio del contratto di Governo in cui si parla della misura relativa a Opzione donna, si chiude con un messaggio per Luigi Di Maio e Matteo Salvini: “Noi donne siamo il risparmio del nuovo sistema previdenziale che state attuando!”.

PENSIONI E CONTRATTO LEGA-M5S

Per l’abolizione della Legge Fornero non bastano certo i 5 miliardi che Lega e Movimento 5 Stelle, nel contratto di Governo, hanno scritto di voler stanziare in tema di pensioni. Tali risorse, infatti, servirebbero ad “agevolare l’uscita dal mercato del lavoro delle categorie ad oggi escluse”. Non si può nemmeno pensare, poi, che basti il taglio delle pensioni d’oro, considerate tali da Lega e M5s quelle sopra i 5.000 euro netti mensili “non giustificate dai contributi versati”. Non solo perché sarebbe difficile ricavare grandi risorse, ma anche perché nel contratto viene spiegato che il taglio sarebbe finalizzato a “una maggiore equità sociale”. Semmai, quindi, i proventi sarebbero da destinare alle pensioni di cittadinanza, che servirebbe ad aiutare coloro che vivono sotto la soglia minima di povertà. E poi non bisogna scordare che il contratto non dice di abolire la Legge Fornero, ma “gli squilibri del sistema previdenziali” da essa introdotti.

LE RICHIESTE DELLA UIL

Dalla Uil arriva la richiesta al futuro Governo “di avviare un confronto per continuare a cambiare la legge Fornero dopo i positivi interventi degli ultimi due anni”. Secondo il Segretario confederale Domenico Proietti restano centrali “i temi dell’introduzione della flessibilità di accesso alla pensione per tutti i lavoratori intorno ai 63 anni e dell’estensione a tutti i lavoratori della possibilità di pensionamento con 41 anni di contribuzione, a prescindere dall’età”. Punto, quest’ultimo, che dovrebbe non incontrare l’opposizione di Lega e Movimento 5 Stelle, che da tempo parlano di introdurre la Quota 41, finalizzata proprio a consentire il pensionamento a prescindere dall’età anagrafica per chi ha già accumulato almeno 41 anni di contributi.

Per il sindacalista occorre però anche “garantire future pensioni adeguate ai giovani, colmando i buchi contributivi dovuti alla frammentarietà delle loro carriere”, senza dimenticare che vanno eliminate “tutte le disparità di genere, che penalizzano le donne, valorizzando il lavoro di cura”. Verrebbero così accolte richieste che arrivano in tal senso dal Comitato Opzione donna social, anche se resterebbe da capire la modalità concreta con cui questa valorizzazione dovrebbe prendere forma. Proietti ricorda anche la necessità di incentivare la previdenza complementare, che può avere un ruolo importante per i pensionati del futuro, evidenziando che “al contempo, si dovrà agire per restituire pieno potere d’acquisto alle pensioni in essere, garantendo il pieno recupero dell’indicizzazione e prevedendo con un meccanismo che tenga conto del blocco di questi ultimi anni”.

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