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sabato 30 giugno 2012
L’economia di mercato ha molti problemi. L’eccesso di finanza, la mancanza di regole, la supremazia del denaro, sono tutti elementi che stanno alla base della crisi degli ultimi anni creando una condizione di fondo da cui appare sempre più difficile uscire. E così dopo aver certificato nel secolo scorso il fallimento dei sistemi comunisti sembra quasi ora di dover assistere alla caduta del sistema economico chiamato “capitalismo”.
In realtà, una semplificazione di questo tipo non è solo eccessiva: è anche particolarmente fuorviante. Soprattutto perché è fortemente approssimativo parlare di “capitalismo”: ogni Paese a economia di mercato si è dato infatti progressivamente una serie di regole, di vincoli, di procedure che hanno in qualche modo delineato modelli particolari di sistema economico. In Italia, per esempio, almeno fino alle privatizzazioni degli anni ’90 più di metà del sistema produttivo e la quasi totalità del sistema finanziario erano controllate direttamente o indirettamente dallo Stato.
“L’economia di mercato - ha osservato in uno dei suoi primi discorsi a Milano il card. Angelo Scola - non è un dato di natura, ma una dimensione scelta e costruita dall’uomo e quindi un dato di cultura”. Non ci sono regole scritte nel marmo, non ci sono modelli da seguire astrattamente: in ogni società la dimensione economica ha avuto un’evoluzione progressiva dettata dalle scelte della politica e, naturalmente, anche dai condizionamenti esterni. Eppure le regole che sono state imposte al mercato non sono state in grado di evitare drammi sociali, come quello della disoccupazione, palesi ingiustizie, come la povertà in larghe parti del mondo, speculazioni finanziarie, come quelle che stanno mettendo a dura prova la moneta unica europea.
Forse perché si è cercato di forzare il mercato, invece di renderlo più efficiente. E soprattutto non si è dato spazio a logiche di condivisione e di dono capaci, come ha sottolineato con forza l’enciclica “Caritas in veritate”, di dare un senso e un valore alla realtà economica. In questa prospettiva appare di grande interesse il dialogo raccolto nel libro “Il dono e lo scambio” (Ed. Rubbettino, pagg. 90, € 10) tra il filosofo Dario Antiseri e il sacerdote Giacomo Panizza.
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