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Oltre il dualismo. Un’antologia di testi

L’impatto tra scuola e lavoro non riguarda il futuro della scuola tecnica, ma il presente della scuola tutta, dall’infanzia all’università. MATTEO FOPPA PEDRETTI spiega come e perché 

Logo de Logo de "Le Botteghe dell’Insegnare" di Diesse

Ormai da un lustro, l’Associazione Diesse (Didattica e Innovazione Scolastica) ha posto al centro della sua presenza pubblica, dentro e fuori il mondo della scuola, “Le Botteghe dell’insegnare”: liberi gruppi di insegnanti che affrontano, in momenti pubblici come l’annuale Convention dell’associazione o in riunioni, incontri e workshop anche telematici durante l’anno, alcuni temi cruciali per il loro mestiere, per l’ambiente in cui questo si svolge (l’istituzione sociale chiamata scuola) e quindi in generale per lo sviluppo del nostro Paese. La Bottega Scuola – Lavoro, che è riuscita a coinvolgere molte persone di estrazioni e professioni diverse, ha elaborato una serie numerosa di testi preziosi, presenti nel sito di Diesse. Ecco una guida per una lettura proficua ed un confronto critico.  


Ormai da un lustro collaboro con alcuni amici e colleghi alle attività della bottega “Scuola – Lavoro”, il cui responsabile è Paolo Ravazzano: uno degli aspetti più intriganti di questa collaborazione è che la Bottega continua a riproporre alla mia attenzione temi e questioni che non sono solo interessanti, ma che in realtà hanno la caratteristica di fare da punto focale, in modo talvolta inaspettato, di tutta la mia esperienza professionale, che è fatta di insegnamento in ambito scolastico, di formazione in ambito aziendale e di approfondimento di temi che incrociano il diritto, la politica, lo sviluppo sociale.

Credo che questo accada perché la bottega stessa verte su una questione, l’impatto tra scuola e lavoro, che ha una posizione cruciale, non tanto e non solo per quanto riguarda il futuro della scuola tecnica (Istruzione Tecnica, Istruzione Professionale, Istruzione e Formazione Professionale,) ma  rispetto alle principali questioni che definiscono il presente della scuola italiana tutta, dall’infanzia all’università; ne evidenzia la modalità fondamentalmente dualistica con cui queste si pongono alla nostra attenzione; centra alcune questioni chiave e alcune ipotesi di approccio a queste, ed è in grado di porle in “terra incognita”, potenzialmente fuori dai consueti ambiti “educativo/sentimentale” o “didattico/organizzativo” in cui sembrano risolversi (e perdersi) tutti i tentativi di pensare la scuola oggi.

E se è vero che individua alcuni punti specifici della scuola italiana (oggettivamente in primis la scuola tecnica,  in cui è possibile vedere” in vivo” dinamiche ed esperienze, è altrettanto vero che queste possono costituire paradigma per tutta la scuola (in questo senso l’impatto scuola lavoro riguarda – e la bottega che lo pone come oggetto di attività è aperta a – colleghi e istituzioni “di ogni ordine e grado”)

Un altro aspetto prezioso della Bottega Scuola – Lavoro è che è riuscita a coinvolgere molte persone di estrazioni e professioni diverse, sia negli incontri, sia – ed è questo il punto – nella redazione o nella collazione di testi che, nel tempo, sono andati a costituire un nucleo di documentazione originale, ampio e non di rado pregevole, che rimane a disposizione di chiunque abbia interesse ad accedervi.

Rileggendo recentemente alcuni di questi contributi, emergeva in modo chiaro come le sopra ricordate questioni fondamentali della scuola italiana, generate da questo impatto tra scuola e lavoro (impatto, giova ricordarlo, non ideologicamente ricercato ma oggettivamente presente ed esigente) siano in realtà i punti intorno ai quali si addensano gli interventi, gli scritti e gli studi che corredano e documentano il lavoro della Bottega “Scuola – Lavoro”.

Questo articolo è quindi un primo tentativo di ordinare/organizzare la “repository” della nostra bottega a partire e come sviluppo dei punti nodali intorno ai quali si svolge (e talvolta si avviluppa) il pensiero e il dibattito sulla scuola italiana oggi.

Otium/Negotium

E’ il tema chiave, la “madre di tutte le battaglie”. Sembra strano, ma è così. L’impatto tra scuola e lavoro ha come nucleo centrale quello della richiesta utilità, per il mondo del lavoro (e quindi per le imprese e per i giovani che in esse cominceranno la loro attività professionale), di ciò che viene insegnato a scuola. Questa richiesta è un fatto, testardo ed esigente, con cui la scuola – in primis la scuola tecnica – deve fare i conti. E’ un fatto dalla portata in larga parte ancora inesplorata, del quale normalmente ci si limita a sottolineare (in positivo o in negativo, ma quasi sempre in una dialettica “dualistica”) la distanza rispetto alla impostazione fondamentale della scuola per come riusciamo e intenderla e a interpretarla oggi, all’acme della sua crisi.

Probabilmente, ciò che davvero costituisce il problema ( e in qualche misura lo scandalo) del fatto che una realtà sociale (limitata, imperfetta, spesso culturalmente povera, afasica nell’articolare con precisione i propri “desiderata”, e in ogni caso anch’essa in un momento di profonda crisi) come “il mondo del lavoro” pretenda qualcosa dalla scuola è che il contenuto dell’insegnamento possa essere determinato fuori e indipendentemente dalla scuola stessa. 


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