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SCUOLA/ Il governo non tolga risorse alle scuole paritarie, c’è un modo migliore per ridurre gli sprechi

È pronto un emendamento alla Finanziaria, preparato dal deputato del Pdl Gabriele Toccafondi, per il recupero dei 133,4 milioni di euro che al momento verrebbero tagliati alle scuole paritarie. Un taglio ingiusto, sia dal punto di vista economico che ideale, criticato da maggioranza e opposizione. VOTA IL SONDAGGIO.

gelmini_aulaR375.jpg(Foto)

Ci dev’essere stato un errore. Non possiamo crederci. E agli errori si rimedia. 

È accaduto questo. Nelle tabelle che sostanziano di cifre la Finanziaria, che è la legge fondamentale con cui il Parlamento dà l’assenso alla politica del governo, risultano per il 2009 tagli per 133,4 milioni di euro alla scuola paritaria.

In commissione Cultura, scienza e istruzione i deputati della maggioranza all’unanimità hanno posto come “condizione” per dare un parere favorevole alla finanziaria il “reintegro” di questi 133,4 milioni di euro.

Capiamo come e perché i funzionari del ministero abbiano tagliato proprio lì: è più facile. Il 96,98 per cento del bilancio ministeriale è fatto di stipendi, e non si possono tagliare. Se il ministro dell’Economia impone tagli lineari del 20 per cento, il coltello affonda come nel burro là dove non ci sono sindacati irosi, dove si è abituati alla pazienza: le scuole paritarie. Non è giusto. Non è giusto in funzione di due ragioni: una è ideale, l’altra economica.

Comincio da quest’ultima.

1) Le scuole paritarie senza fini di lucro (non profit) sono quasi tutte di matrice cattolica. Versano in gravissime difficoltà, a causa della crisi che attanaglia le famiglie (in queste scuole ci vanno specie i figli delle classi medie e medio basse). Dovendo alzare le tariffe, vanno verso la chiusura. Con il risultato di riversare nella scuola statale molti allievi. E nella scuola statale il costo è pressoché il doppio per alunno. Altro che risparmio di 133,4 milioni. Si riuscirebbe nel capolavoro di aumentare gli sprechi e di togliere un diritto essenziale. Ma c’è una ragione economica dirimente. Ed è il fatto che queste scuole sono un fattore di concorrenza: mostrano come si può risparmiare sulle spese. Consentirebbero di ridisegnare il percorso del denaro nelle scuole statali, per capire in quali buche improduttive spesso finisce, e rimediare, seminando i soldi su terreni fertili e non sui sassi o tra le gramigne.

2) La ragione ideale è la più forte di tutte. L’emergenza educativa in Italia e nel mondo occidentale è gravissima, rispetto ad essa quella economica ci fa il solletico. Dirò anzi che la crisi economica, motivata dalla perdita di senso del lavoro-lavoro, per cui il valore si è concentrato sulla virtualità del denaro, deriva dalla perdita di rapporto serio con la realtà. E in questo clima dove manca aria, e siamo pieni di fumi tossici, che cosa si fa: si taglia sull’ossigeno? Non è possibile. La libertà di scelta educativa è la prima libertà e il Popolo della libertà si chiama così per qualche ragione.

Per questo il collega Gabriele Toccafondi ha preparato un emendamento dove si recuperano questi 133,4 milioni di euro. Non li si toglie alla scuola statale. Li si recupera in voci del bilancio di svariati ministeri, così da non dare pretesti di finto scandalo. Tra l’altro anche l’opposizione ha protestato per questi tagli.

Sono certo passerà, e che il governo darà parere favorevole. Confido nella serietà e nella tenacia dei ministri Mariastella Gelmini e Giulio Tremonti rispetto agli ideali professati.

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COMMENTI
04/11/2008 - Emeregenza educativa (PAOLA CORRADI)

Concordo pienamente con la posizione di Farina, le scuole paritarie convengono allo Stato anche perchè di fatto la maggior parte della retta è a carico dei genitori. Cosi' comunque non dovrebbe essere perchè svolgendo un ruolo pubblico dovrebbero avere maggiori sovvenzioni dallo Stato. Il minor costo per alunno dovrebbe invece fare riflettere sul modello economico che sta alla base, molto più efficiente di quello statale. Ma la questione più importante è il modello educativo, infatti nelle scuole cattoliche si ha il coraggio e la possibilità di educare al vero in controtendenza quindi con i modelli proposti ai nostri ragazzi dal mondo effimero che viene sponsorizzato da un'economia sempre più globalizzata e virtuale.

 
22/10/2008 - Beppe Grillo? (Giorgio Allegri)

Cara Sig. Inguscio, non credo di trovarmi nel blog di Beppe Grillo, quindi mi stupisco del suo commento. Se pensa che in questo paese si spendano male le risorse pubbliche, che c'entra la libertà e cosa centra il settore privato? Io pago TUTTE le tasse, essendo un lavore dipendente, e certamente non amo fare code agli ospedali. Per fortuna, vivendo in Lombardia, la Regione mi fa aspettare meno andando in una struttura privata accreditata. Ci ha mai pensato Sig. Inguscio?

 
22/10/2008 - risorse e sprechi (stefania inguscio)

rispondo al sig. allegri giorgio: tutte belle parole che non servono a nulla. la vera libertà è partecipazione al bene sociale. Finora con tutti questi soldi sparpagliati di qua e di là abbiamo solo disperso risorse. Sono convinta che se tutti i servizi fossero statali e ci si impegnasse a controllarli e renderli sempre più efficienti, non avremmo bisogno di altre soluzioni pubbliche, private e quant'altro. Vi sembra corretto che in un ospedale statale, si deve aspettare 8 mesi per una mammografia, con tutte le tasse che paghiamo mentre in un ospedale pubblico,come dite voi, giri di parole, pagando qualcosa in più si riesce a fare un esame clinico in un tempo ragionevole? vi sembra libertà questa, per chi può permettersi solo la sanità statale? Chi paga tutte le tasse ha diritto ad un servizio statale efficiente. Forse, proprio chi non le paga tutte preferisce il privato. Questa non è libertà ma egoismo allo stato puro.

 
21/10/2008 - LIBERTA' DI EDUCAZIONE (Angelo Lucio Rossi)

Dice Hannah Arendt:"L'educazione è il punto in cui si decide se amiamo abbastanza il mondo per assumercene la responsabilità".Si può benissimo documentare la verità di quanto dice la Arendt per quanto concerne la libertà di educazione.I tagli per 133,4 milioni di euro alle scuole paritarie indicano con chiarezza il modo di concepire l'educazione di questo governo.La finanziaria non può emarginare dei luoghi indispensabili per la democrazia e il benessere del nostro popolo.Se ci fosse una educazione del popolo tutti starebbero meglio.Come dirigente scolastico di una scuola statale non posso gioire della poca considerazione che hanno le scuole libere ed autonome.Ci interessa che venga riconosciuta effettivamente la possibilità di una presenza educativa della famiglia,fino ad assumere il rischio di tentativi di scuole libere,ovvero di scuole capaci di offrire una educazione intensa e feconda.Il nostro Paese riprenderà il suo sviluppo educativo,culturale ed economico quando ci sarà una reale libertà di educazione.Libertà di educazione per una società ricca di incontri,confronti,tentativi,esperienze.Un modo ragionieristico di concepire le riforme porta a trascurare il valore educativo delle scuole.Dobbiamo riprendere il cammino dell'autonomia scolastica.Libertà nella scuola e delle scuole per favorire il rischio di educare.Ne va del nostro futuro.Ne va del futuro dei nostri ragazzi.

 
21/10/2008 - LIBERTA' (Giorgio Allegri)

Rispondo a Stefania Inguscio: le scuole paritarie (come le università non statali) servono a difendere quel diritto che si chiama LIBERTA'. Secondo il suo ragionamento, cara Inguscio, varrebbe la pena chiudere anche gli ospedali privati, perché tanto esistono quelli pubblici. Sappia che pubblico non vuol dire statale, ma servizio per la collettività. Un servizio pubblico può benissimo essere erogato da un soggetto privato. Nel merito della sua provocazione, che risparmio pensa di ottenere dal taglio ai già scarni fondi statali per le scuole paritarie?

 
21/10/2008 - scuole paritarie (Pier Giorgio Olivato)

don Luigi Sturzo diceva "...finché la scuola in Italia non sarà libera, neppure gli Italiani saranno Liberi: essi saranno servi, servi dello Stato[...]. La scuola vera, libera[...] non può germogliare nell'atmosfera pesante creata dal Monopolio Burocratico Statale." Penso che don Sturzo abbia focalizzato bene qual'è il Vero Problema della scuola italiana. Io sono docente da 34 anni nella scuola secondaria superiore "di Stato" e verifico ogni giorno che questa atmosfera c'è ed è sempre più fastidiosa. Lo stato è al nostro servizio, ma se noi vogliamo fare a meno di Lui nella formazione ed educazione dei nostri figli ne abbiamo il sacrosanto DIRITTO!! Lui ci Deve aiutare non Vessare!!

 
21/10/2008 - scuola paritaria (stefania inguscio)

scusate, mi dite a cosa servono le scuole paritarie? per dare istruzione a tutti esiste già la scuola statale, l'università statale. Sparpagliare i soldi a destra e a manca, tra scuole statali, private, paritarie........ questo è il vero spreco. FINIAMOLA

 
21/10/2008 - scuola paritaria (claudia mazzola)

Qualcuno sta scrivendo una storia sbagliata pensando che l'emergenza educativa sia una crosta di formaggio da buttare via, sprecandola. Qualche funzionario ministeriale probabilmente non è andato a scuola e non capisce l'educazione, oppure ci è andato ma non ha imparato nulla, altresì è stato alunno di un profe sinistro e scioperaio, che è lo stesso. Diamo fondo alla ragione dei nostri ragazzi, altrimenti cresceranno come noi, il che non è il massimo!

 
21/10/2008 - Ci vuole un pò di coraggio (Marco Lepore)

Da questo Governo ci saremmo aspettati non solo che non tagliasse, ma che addirittura aumentasse i fondi per le paritarie. Le scuole non statali, caro Farina, ricevono il medesimo stentato contributo ormai da 10 anni(!)ed è un contributo che, come ben sai, è insufficiente a garantirne una dignitosa sopravvivenza oltre che contraddittorio con quanto la legge di parità prevede. Occorre fare i salti mortali per tirare avanti e mica tutti ci riescono. Quindi sono perfettamente d'accordo: non togliamo l'ossigeno a chi già fa fatica a respirare! E se davvero la libertà di scelta educativa è la prima libertà, chiediamo a questo Governo di tirare fuori un pò di coraggio e di aumentare le risorse. Si obietterà: sono tempi difficili, c'è la crisi della finanza, i sindacati "rompono", etc....Vabbè, il coraggio serve proprio per affrontare le situazioni difficili, sennò che coraggio è? C'è una soluzione semplice: ripristiniamo lo stentato contributo e, nello stesso tempo, aiutiamo le famiglie con sostanziose detrazioni sulle rette pagate per l'iscrizione dei figli alle scuole paritarie. E così daremo ossigeno al Paese, favorendo la libertà di scelta educativa. Ma questo Governo ha nelle sue corde una prospettiva così, possiamo davvero confidare nella serietà e nella tenacia dei ministri Gelmini e Tremonti rispetto agli ideali professati o dovremo ancora una volta -come purtroppo è già accaduto in passato- ripetere il proverbio: dagli amici mi guardi Iddio, che dai nemici mi guardo io?