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IL CASO/ Come può la scienza partorire come se fosse Dio le sue creature?

RENATO FARINA commenta per ilsussidiario.net la notizia della creazione di gameti da cellule staminali embrionali. Ma la scienza può far tutto? e - soprattutto - è utile che lo faccia?

embryoR375_25mar09.jpg(Foto)

L’ultima scoperta annunciata nel campo della genetica è una vera diavoleria. Proprio in senso etimologico. Diavolo viene da “dia-ballein”, separare, dividere, spezzare. E che cosa c’è di più distruttivo, frantumante della natura umana che separare completamente il nascere di un bambino da qualsiasi padre o madre umani?    

Questo è quanto annuncia il tabloid Mail citando la rivista Nature: la ricerca condotta alla Stanford University darebbe la possibilità di ottenere sperma e ovuli dalle cellule staminali. Insomma, questa scoperta implicherebbe la possibilità di generare bambini con macchina e alambicchi, cioè facendo a meno dei genitori. Naturalmente, per il momento, tutto questo è troppo scandaloso per essere digerito dall’uomo comune. Ed ecco allora all’opera, dopo il genio delle staminali, il genio del marketing. Si cerca di mostrare come tutto questo in fondo sia buono e giusto, perché - in attesa di arrivare a quell’esito favoloso (e orrendo) ma un pochino eticamente dubbio - intanto grazie a queste tecniche si può coadiuvare la terapia contro la sterilità.

I ricercatori avrebbero individuato il giusto mix di vitamine e componenti chimiche da far interagire con le cellule staminali per trasformarle in ovuli e sperma. Gli spermatozoi così ottenuti, dice la rivista, hanno la testa e la coda più piccola di quelli naturalì ma sembrano comunque in grado di poter fertilizzare un ovulo.

Interessante: per aiutare la lotta contro la sterilità si usano cellule da embrioni. Si ammazzano esseri umani sia pur microscopici per consentire a qualcuno che è sterile di sperare di generare lui embrioni che magari invece di vagire dopo nove mesi, saranno anch’essi fatti a polpette per la salute di un altro pirla di maschio.

Scusate il linguaggio aspro. Ma la realtà deve pur essere comunciata con parole abbastanza furenti. Qui siamo ben oltre la fecondazione artificiale. In quel caso la riproduzione è semplicemente scissa dall’atto d’amore, ma il seme e l’ovulo restano comunque di un maschio e di una femmina identificabili, con un nome e un cognome. Qui siamo alla scienza che partorisce come se fosse Dio le sue creature.


COMMENTI
02/11/2009 - articolo (Claudia Capitani)

Non c'è davvero bisogno di intristirsi o gridare al delirio. O di leggere ovunque un "pro" o un "contro", un "bianco" e un "nero", un "di qua" e un "di là". Basta leggere con un pochettino di calma per capire che ho commentato soltanto che l'articolo è scritto male. A mio modesto parere, s'intende. E' l'immane tragedia dell'essere personaggi pubblici: capita che qualcuno ti faccia una critica pubblica. Ognuno ha le sue croci. c

 
30/10/2009 - Mamma mia (Gianluca Milazzo)

Evidentemente siamo alla deriva e ai limiti del delirio...e si...perchè se c'è chi come nel commento precedente banalizza la questione affrontata nell'articolo siamo proprio sull'orlo di un precipizio. C'è veramente bisogno di lottare (lasciando a casa il badile)a difesa di un bene quale quello della vita che pian piano viene considerato da certuni alla stregua di una torta: basta mettere gli ingredienti giusti e il gioco è fatto. Che Dio ci protegga.

 
30/10/2009 - Ilarità (FRANCA NEGRI)

Mi sembra che Farina volesse, semplicemente, dire che persino l'essere umano "prodotto" da questo delirio di onnipotenza sarebbe "dipendente". Purtroppo non dall'amore o comunque dall'atto umano di un uomo e di una donna ma da un esperimento. E sarebbe uomo. Capace di generare, persino, una storia diversa. La signora Claudia Capitani, con il suo nome scelto da due genitori e il suo cognome che dice l'esistenza di un padre, si diverte. Cioè guarda e prova a farci guardare "altrove". Che tristezza.

 
30/10/2009 - Non sapete che... (pietro gargiulo)

(Da un'interferenza interdimensionale intercettata senza volere. Se il diavolo vuole avvalersi della legge sulla privacy non ha che da continuare a tentarmi. Pregate per me.) Voi uomini non sapete che... io ho trovato da tanto tempo il modo per fare tutto, essere tutto, risolvere tutto, ho scoperto e capito tutto. E voglio che sia così anche per voi, per te che leggi. E' così eccitante essere io quello che ha tutto e che tutto vuole che tutto tu abbia. Non come l'altro, quello sprecone. "A che vale tutto se poi perdi te stesso": falso, menzognero! Non dice lui che sottintende se poi perdi lui, perdi te stesso; perchè lui ti vuole per sè, ti ha fatto per sè!!! Falso! Falso! Specone e manipolatore! Sprecone! Io non so che... farmene di lui. Non so che... farmene del dare e del ricevere, del ricevere e del ridare tutto. Di essere creato o peggio generato, di creare o generare. Non so che farmene... Ascolta: io non ti ho fatto per me... sii quel che vuoi, col tutto che io ti do, senza chiederti niente in cambio. Sii quel che vuoi. Solo sii quel che vuoi. Sii solo quel che vuoi. Sii solo. Piè

 
30/10/2009 - Numero uno (Claudia Capitani)

Farina è il numero uno. Con un argomento simile, riesce a “partorire” un articolo che suscita decisamente ilarità. “Peccato che chi da questi strumenti eventualmente dovesse venire al mondo non l’avrà scelto. Nascerà non secondo natura, ma sulla base di protocolli di qualche imbecille gonfio di premi Nobel”. Beh, se è per questo, nella storia dell’umanità nessun uomo ha mai deciso di venire al mondo (Farina ha avuto forse questo privilegio?). Mi sembra francamente un po' debole, come argomento. “E da uomo distruggerà quelle macchine che volevano sostituirsi al suo desiderio di essere figlio di una donna e di un uomo”. Ma questa è pura letteratura…distruggiamo le macchine! Par di vedere certi contadini armati di badile. Forse non era letteratura, era vino. c