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LIBIA/ Processare Mohammed? La giustizia dei "ribelli" ricorda tanto Balduccio Di Maggio

Gheddafi (infophoto)Gheddafi (infophoto)

Il colpevole è lì, bello pronto, il ragazzotto con il cappellino e la pistola d'oro. Si sono mossi centinaia di aerei, migliaia di missili, tutti assolti tranne questo tizio. Il nuovo governo libico si mette a posto la coscienza. Gli occidentali si compiacciono della civiltà vincente. Se posso esprimere un parere a me sembra che il ragazzo abbia avuto dei complici. Francesi e inglesi innocenti?  
Hanno mobilitato gli aerei dello scontro finale, carbonizzando un sacco di ragazze del clan Gheddafi. Non ce l'ho coi piloti, hanno eseguito gli ordini. Ma coi loro capi in testa: mi ricordano Balduccio Di Maggio, il pentito di mafia, che non voleva contare tra i suoi omicidi quelli dove lui non stringeva la corda ma si limitava a tenere fermi i candidati allo strangolamento. 
In fondo anche il ragazzo dalla pistola d'oro eseguiva gli ordini dell'Onu alla maniera degli europei... Quanta falsità... Mi viene in mente una frase del Santo Padre pronunciata al Parlamento di Berlino citando sant'Agostino: “Togli il diritto – e allora che cosa  distingue lo Stato da una grossa banda di briganti?”. E nell'intervento in Libia, nell'uso sproporzionato della forza, e nella sproporzione tra i contendenti in campo, il diritto a me pare sia morto. E ora si processa il pesce piccolo per pulirsi la faccia dal sangue”.

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