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SCENARIO/ Giovani e crescita: la sfida dell'Intergruppo oltre i soliti schemi

Mario Draghi (Ansa)Mario Draghi (Ansa)


Ecco che l’Intergruppo si è radunato a Sarteano all’Abbazia di Spineto per lavorare su “Giovani e crescita”. Si è lavorato anzitutto sul discorso di Benedetto XVI al Bundestag lo scorso 22 settembre. Il professor Andrea Simoncini ha lanciato la discussione: la politica dev’essere “un impegno per la giustizia”, come disse Paolo VI ripreso da papa Ratzinger. La ragione positivista ha costruito un palazzo di cemento senza finestre. Occorre ritrovare la misura vera della ragione… Cui si rifece il cristianesimo accogliendo l’idea di diritto di Atene e di Roma.

Da qui un dialogo forte e che di certo necessita di ulteriori tappe, non essendo oggi così evidenti le cause del bene e del male… Di certo è possibile anche oggi costruire qualcosa di vero e buono, non c’è in Benedetto XVI alcuna cupezza, ma c’è l’apertura di una possibilità.

Questo lavoro intenso, che è la stoffa di rapporti umani tesi alla verità del proprio impegno umano e dunque politico, è proseguito il giorno dopo con le relazioni del professor Giorgio Vittadini e del governatore Draghi, entrambi suscitatori non solo di dibattito ma – per usare una espressione di Giovanni Testori – anche di “battiti” (diceva “più battiti e meno dibattiti”).

Qui rinviamo all’opportunità di lavorare sui testi integrali delle relazioni. Trasferisco delle suggestioni.
La prima viene da Draghi: non  può essere la legge  e neanche il complesso delle norme a generare la sussidiarietà. La sussidiarietà attiene ai comportamenti, al desiderio di libertà che dipende dall’educazione. Di certo le leggi non devono contrastare questa spinta della società e anzi sostenerla, garantendo la possibilità alla fantasia, all’immaginazione, alla giusta ambizione di esercitarsi.

Vittadini ha riproposto un modello di welfare sussidiario. La cui cifra profonda è il primato della persona, anche rispetto alle associazioni e imprese non profit. Non si tratta allora tanto di finanziare l’offerta di servizi quanto la domanda. In questo modo si pone in primo piano la scelta e si genera una concorrenza virtuosa nel “quasi mercato”.

Insomma. “Giovani e crescita”. Ma è giovane e pieno di speranze anche questo Intergruppo parlamentare della sussidiarietà, che è necessario sia più visibile e coraggioso.
Non per confondere il gioco politico, ma per chiarificarlo, aiutando a passare da uno pseudo bipolarismo rusticano, a un bipolarismo propositivo e mite.