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SCENARIO/ Giovani e crescita: la sfida dell'Intergruppo oltre i soliti schemi

RENATO FARINA parla dei lavori dell'Intergruppo parlamentare per la Sussidiarietà all'Abbazia di Spineto con Mario Draghi, presto alla guida della Bce. Le slide di GIORGIO VITTADINI

Mario Draghi (Ansa)Mario Draghi (Ansa)

Giustamente dall’Abbazia di Spineto è arrivato al mondo il messaggio sui giovani e l’Italia di Mario Draghi. È il governatore nominato della Banca centrale europea (Bce) in procinto di pienezza di poteri. Firma lettere insieme al predecessore Trichet indirizzate ai governi perché applichino questa o quest’altra misura, se vogliono salvare la pelle al proprio Paese.
Dunque la sua difesa delle opportunità da offrire alle nuove generazioni è stato ovviamente titolo di prima pagina. In sintesi: necessità di “riforme strutturali” che sostengano lo sviluppo, permettano ai giovani di avere speranza, impedendo che l’Italia si riduca a “Paese per vecchi”. Ora, dicono i commentatori, va preso sul serio. Ma come?

Qualcuno osserva: significa elezioni subito, no, significa governo di unità nazionale, no tocca al governo Berlusconi eccetera. Sono modi legittimi di tirare ciascuno acqua al proprio mulino già avviato…
Io credo che per non infilare ciascuno nel proprio armadio il contributo di Draghi, dunque alla fine strumentalizzandolo, il metodo sia anzitutto quello di coglierne il discorso riformatore nel luogo dove è stato pronunciato: ed è l’Intergruppo parlamentare per la sussidiarietà. Il metodo è piantare le proposte di Draghi nel terreno giusto, e non tra i sassi da tirarsi in testa tra destra e sinistra e centro.

Ecco, c’è un grembo politico fecondo. Gli danno sostanza deputati e senatori di partiti diversi, i quali hanno scelto nella Fondazione per la sussidiarietà il riferimento scientifico, dove scienza non è neutralità ma passione per il bene comune.

Ecco allora un po’ di storia. L’Intergruppo è nato, alcuni anni fa, ormai sette, dall’incontro tra Maurizio Lupi ed Enrico Letta, coi loro rispettivi amici. Si sono elaborate proposte per introdurre nella legislazione ciò che consentisse alla società di organizzarsi per rendere più forti.

Gli ideali praticati e derivanti dal libero associarsi. Il 5 per mille, ne è l’emblema, ma si va oltre: la proposta per il rientro dei cervelli in Italia con una tassazione di favore, ora c’è da affermare la possibilità concreta di lavoro nelle carceri. Il tutto non dedotto da idee partorite tra le nuvole dell’ideologia, ma derivate da esperienze che chiedono sostegno legislativo che consenta di ampliarle (nel caso delle carceri, l’esperienza della Cooperativa Giotto di Padova e dell’eccezionale  testimonianza nell’Istituto di pena Due Palazzi).