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LETTERA/ Farina (Pdl): caro Berlusconi, l'appello di Violante non può cadere nel vuoto

RENATO FARINA commenta l’intervista a Luciano Violante sul sussidiario: ci sono ancora luoghi dove la politica amante delle persone resiste alle derive impazzite. Si può ricominciare da lì

Luciano Violante Luciano Violante

Caro direttore,

Guai a chi spegne il lucignolo fumigante. Specie quando questa piccola luce non è affatto fatua ma esprime una posizione di coscienza civica forte e ancorata in una tradizione costitutiva della nostra Repubblica italiana. Per questo l'intervista di Luciano Violante, pubblicata ieri dal sussidiario, è un'occasione importante per spezzare il cerchio da magia nera dell'impossibilità persino di parlarsi. Il presidente emerito della Camera ed esponente importante del Partito democratico propone una agenda di lavoro perché ci si incontri tra maggioranza e opposizione onde sminare il terreno e avviarsi più serenamente e senza il ricatto latente di una guerra civile possibile verso nuove elezioni dove non ci si maledica reciprocamente.

Violante, senza entrare troppo nel merito, salvo la legge elettorale, chiede ci si accordi in un tempo di crisi antropologica, economica, morale, eccetera. Non è poco. In un tempo in cui settori apicali della magistratura e dell'editoria, con forze politiche gregarie che si accodano, è quello di ingigantire l'odio e puntare a una eliminazione del nemico per qualunque via sia percorribile, anche golpista, il compito della politica amante delle persone è consolidare alcuni luoghi dove si possa resistere alle derive impazzite e violente. Da deputato del Pdl accetto. Concordo, cum grano salis, ma dico di sì.

Dice Violante, dopo aver contestato con coraggio le anomalie italiane nel campo delle inchieste giudiziarie e della violazione del segreto: «Se vogliamo chiudere questa fase, a mio avviso c’è un solo modo: trovare un’intesa tra maggioranza e opposizione per realizzare le riforme che consentano al Paese di modernizzarsi. Dopodiché si potrà tornare a votare». Berlusconi aveva chiesto, nella lettera al Corriere della Sera del 30 gennaio scorso (quella della “frustata al cavallo”) un concorso dell'opposizione. La risposta di Bersani era stata sprezzante: troppo tardi. Ora Violante dice invece di sì. Poi aggiunge: «Naturalmente questa prospettiva esige un responsabile passo indietro dell’attuale Presidente del Consiglio». Questa frase è il prezzo che egli deve pagare all'idolo del mercato, che oggi coincide con l'antiberlusconismo, unico lasciapassare per esistere fuori dal Pdl.
 


COMMENTI
15/02/2011 - sarebbe bello... (giorgio alberto crotti)

se Violante fosse attendibile. Ormai il giochino dovrebbe essere palese, ma noi vogliamo sempre sperare che il diavolo si converta. Non è così, il discorso è chiuso per sempre per il diavolo. Gli uomini che collaborano con lui possono sempre salvarsi ma il cambiamento di campo deve essere esplicito, soprattutto per coloro che vogliono essere guide di altri uomini.

 
15/02/2011 - La politica (luisella martin)

Prima Violante e ora Farina. Sono pronti a "ragionare". Il primo dice "...purché Berlusconi..". Il secondo dice che il primo non la mette davvero quella condizione, ma lo fa solo per conformismo...Gentili signori,io sono stata un'insegnante probabilmente mediocre, eppure sapevo bene, quando andavo a scuola che il mio lavoro, quello per cui ero retribuita, consisteva nell'insegnare ai miei alunni, non nel guardare cosa faceva il collega, magari criticandolo per poi mettermi d'accordo con lui! Credo che ogni cittadino, ricco o povero, furbo o ingenuo, sappia chiaramente il motivo per cui prende uno stipendio. Ma il signor Violante e il signor Farina, lo sanno? Sanno che il cittadino li vota perché prendano decisioni a favore dell'Italia e degli italiani, non a favore di loro stessi (come pare abbiano fatto a Dicembre)o contro una parte? Capiscono i nostri politici che non é Berlusconi a dividere gli italiani, ma sono stati loro,di destra e di sinistra, a dividersi dagli italiani? Il dialogo, il ragionare insieme, fanno parte della funzione politica per cui sono pagati e che non può essere contro qualcuno, ma solo a favore di qualcuno...Berlusconi farebbe bene ad andarsene ora. Colpevole o innocente i politici dovranno spiegarci,alle prossime elezioni, i loro comportamenti.

 
15/02/2011 - caro Crippa ( e caro Farina ) (attilio sangiani)

P.F.Casini sarebbe il terzo polo ? Ricordiamoci che,dal 2000 al 2005 diceva le stesse cose di Berlusconi: che era aggredito dalle "toghe rosse",che gli impedivano di governare,di essere attaccato dagli ex-comunisti,che avevano conservato del lenin-stalinismo la demonizzazione dell'avversario,ecc. Come mai,oggi,si è rimangiato tutto questo e sostiene il contrario,accodandosi alla sinistra ? Sarebbe questo il "ragionare" proposto da Violanre ? Violante,poi,è il magistrato di Torino che ha perseguitato Andreotti,mandandolo a processo a Palermo,anzichè a Perugia ( come altri , oggi, Berlusconi a Milano anzichè a Monza o al Tribunale dei Ministri) per poi vederlo assolto "obtorto collo",con una sentenza ambigua,mentre,ormai,non poteva più salire al Colle.Al suo posto la sinistra ha mandato Ciampi perchè concorresse a "neutralizzare" Berlusconi,che non si mettesse in mente di modernizzare davvero l'Italia..

 
15/02/2011 - Ragionare solo col PD? (Giuseppe Crippa)

“Si può ragionare insieme su questo?” si chiede Farina. Credo che chiunque abbia a cuore il dovere della politica di dare risposte ad un Paese davvero stanco e deluso non possa che essere disponibile a farlo. Peccato però che Farina non trovi neppure una riga per coinvolgere nel suo auspicio anche chi, non riconoscendosi in questo bipolarismo isterico, si è sempre mostrato disponibile a ragionare.