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LETTERA/ Farina (Pdl): Ministeri al Nord? Ecco perché Bossi ha ragione

Calderoli ha presentato una proposta di legge per decentrare i ministeriCalderoli ha presentato una proposta di legge per decentrare i ministeri


Ovvio. Vanno decentrati i ministeri a carattere nazionale, le cui competenze cioè non taglino le unghie alle Regioni. E Bossi qui è stato perfetto. Ha detto ministero delle riforme e quello della semplificazione (cioè lui e Calderoli). Poi ha detto un nome: Tremonti. Per significare economia, disegno di politica fiscale generale. Ultra-giusto. Meno corretto, a mio giudizio, sarebbe invece portare qui le attività produttive che attengono più alle Regioni. È addirittura geniale  l’idea di trasferire in Brianza un avamposto del ministero dell’interno, in ordine allo sradicamento delle mafie, ed in particolare della ‘ndrangheta.
La sicurezza, la lotta alla criminalità organizzata, le riforme istituzionali e fiscali sono materie di per sé centrali, e per questo è opportuno delocalizzarle dove più si avverte il bisogno di quel tipo di intervento.
Intelligente è poi l’idea di non piazzare ministeri o porzioni di essi in una già intasata Milano ma di situarli nella Villa Reale di Monza, un edificio che è meraviglioso esempio di architettura del Piermarini. Quanto al ministero dell’interno, sezione lotta alla mafia nel Nord, lo vedrei benissimo nella Villa Tittoni di Desio, anch’essa del Piermarini. Incendiata già vent’anni fa dalla ‘ndrangheta che l’aveva individuata come simbolo di una città su cui versare onta per impossessarsene al ribasso. Ora la medesima villa si trasformerebbe con la presenza cadenzata del ministro o di un sottosegretario nel segno di una riscossa civile.
Insomma. Portare qualche opificio di carta e timbri da Roma in altre contrade, dandogli fresche energie, magari rinunciando a qualche deforestazione onde procurare fogli foglietti, sarebbe un bel modo per stroncare i fautori di una antistorica secessione, contrastandone le pulsioni vittimistiche. Rilanceremmo in questo anniversario dell’Unità, un’idea di Stato popolare, pluriforme e non bonapartista. Non solo in Brianza. Al Sud andrebbe localizzato il ministero dell’ambiente, vista la tragedia della spazzatura, e una porzione dell’interno. E a Roma? A Roma, quello del lavoro, e mi rifiuto di spiegare perché. 

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COMMENTI
21/06/2011 - Ministeri al Nord (Salvatore Modica)

Francamente ritengo che i problemi reali siano altri.....Questo tipo di discussioni e altre similari (vedi il trambusto sui referendum)rientrano fra le strategie miopi di fazioni "partitiche". Ma chi si occupa tra le realtà partitiche attuali del bene reale e comune del nostro popolo? ...

 
21/06/2011 - difficile rimediare a 140 anni di errore... (attilio sangiani)

L'errore originario è stato fatto quando la capitale del regno sabaudo,creato con la violenza debellando gli altri Stati italiani,e con struttura centralizzata "alla francese",è stata portata a Roma. In realtà Roma era ( ed è ) il centro visibile del vero universalismo,quello cattolico,che ha purificato e sublimato l'universalismo imperiale di Virgilio e Augusto. Farla capitale di un modesto e anticattolico regno ha poi innescato un processo politico-culturale che ha portato alla "romanità imperiale" di Mussolini ( ed anche di Mameli : vittoria schiava di Roma / Iddio la creò...). Un regresso di duemila anni. Non sarà la dislocazione di alcuni ministeri ad ovviare a tanto errore storico e culturale. Piuttosto la Lega si dia da fare a completare il federalismo,senza facili illusioni. I suoi benefici ,se ci saranno,si potranno vedere tra diversi anni,quando la attuale classe politica ( e gli elettori ) sarà completamente tramontata.

 
21/06/2011 - Ministeri al nord (Carla D'Agostino Ungaretti)

La frase fintamente sibillina con cui l'amico Farina conclude il suo articolo è in realtà lapalissiana nella sua chiarezza. A Roma dovrebbe rimanere solo il Ministero del Lavoro, così i romani imparerebbero a lavorare. Io, romana, ho lavorato 36 anni nella direzione generale di un ente pubblico e posso ben testimoniare che i lavativi (sicuramente presenti) avevano più l'accento del nord e del sud d'Italia che del centro. Che sia il ponentino romano a far passare la voglia di lavorare ai forestieri?