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11 SETTEMBRE/ Cara Oriana, eri atea ma difendevi il battesimo dell'Occidente

Oriana FallaciOriana Fallaci

Lei accettò questa mia interpretazione del suo scritto. Le piaceva che pensassi così. Ma lei proprio non poteva accettare di rinunciare all'odio. Odio profondo per l'Islam. Riteneva l'Islam un unico blocco di violenza e disumanità. Non c'era per lei un islam moderato e uno radicale. Era tutto la stessa e unica infamia. Esistono ragioni teoriche per poter dire questo. La questione del rapporto tra verità e libertà non è risolto. E neanche quello di chi sia davvero Dio: un Essere così lontano ma forse irrazionale, di certo non chiede di capire ma solo che ci sottomettiamo, a prezzo anche della rinuncia a ragionare.

Per cui secondo lei il musulmano concreto, quello che vedevamo in giro per strada, era comunque e sempre il nemico. Uno che ci avrebbe ammazzato e dunque da cacciare via. Non c'erano eccezioni per lei.

Figuriamoci se io potevo sottovalutare il pericolo mortale che è contenuto nell'Islam. Però le ripetevo che la grazia di un incontro è così forte che cambia i cuori. Le persone sono più grandi delle dottrine magari accettate. C'è uno spazio che è quello del paragone tra una proposta di vita e le esigenze originarie del cuore. Si chiama senso religioso. Io avevo amici musulmani, ad esempio. Qualcuno disposto a rischiare la vita per me (è capitato davvero). Lei rispondeva: impossibile, sei troppo cattolico. Poi vi troverete a mangiare e a bere insieme, ma adesso c'è la guerra, non fidarti.

Ecco, lei che credeva fortissimamente alla libertà, in quel libro ha negato potesse esistere in quella parte dell'umanità professante l'Islam.

Dopo “La rabbia e l'orgoglio” ha insistito sempre nell'esercitare il suo ruolo di Cassandra, ripetendo:  Troia-brucia-Troia-brucia!  Ma l'incontro con papa Benedetto XVI nell'agosto del 2005 l'ha cambiata. Si è aperta ad un'altra possibilità. Alla lotta contro l'invasione islamica ha associato con determinazione e amore formidabili la guerra contro il nichilismo e la presunzione della scienza medica di regalare l'immortalità e quella dei giudici e dei politici di concedere spazio all'eutanasia e alla manipolazione degli embrioni. Amava tantissimo la vita. Per questo i suoi eccessi sono colori troppo forti della verità ma di essa odorosi. Ed io credo sia un peccato aver dimenticato “La rabbia e l'orgoglio”, non per la rabbia e neanche per l'orgoglio, ma per il desiderio che ci sta dentro di libertà, bellezza, di qualcosa di grande e buono. Insomma, in fondo di Cristo.

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COMMENTI
11/09/2011 - Oriana e Pannella (giorgio alberto crotti)

"L'identità si è trasformata in una etichetta per prodotti tipici. Oppure in un martello da picchiare in testa al prossimo." Ecco Renato perché hai firmato per il finanziamento pubblico alla radio Radicale? Picchiano in testa ai bambini che devono nascere e lo vogliono fare anche coi nostri soldi. Davvero incomprensibile.

 
10/09/2011 - Oriana Fallaci (Pierluigi Assogna)

"Un battesimo di fuoco e di vento"? personalmente mi appassiona di più "Dio gli disse: «Va' fuori e fermati sul monte, davanti al SIGNORE». E il SIGNORE passò. Un vento forte, impetuoso, schiantava i monti e spezzava le rocce davanti al SIGNORE, ma il SIGNORE non era nel vento. E, dopo il vento, un terremoto; ma il SIGNORE non era nel terremoto. 12 E, dopo il terremoto, un fuoco; ma il SIGNORE non era nel fuoco. E, dopo il fuoco, un mormorio di vento leggero." 1Re 19

 
09/09/2011 - Lei non comunicava, lei era la comunicazione. (claudia mazzola)

Quante volte mi sono sentita in quella donna, come lei io cristiana non credente, mi riflettevo nelle sue parole. Poi ho incontrato il carisma di don Giussani che mi ha dato quella Presenza mancante che non ti fa più cristiana, ma più cosciente. Mi pare che Oriana senza accorgersi quella Presenza l'aveva conquistata.