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11 SETTEMBRE/ Cara Oriana, eri atea ma difendevi il battesimo dell'Occidente

La prosa potente de La rabbia e l’orgoglio, scritto l'11 settembre, fu uno schiaffo all’apatia dell’Occidente. Oriana Fallaci ci riportò alle nostre radici, commenta RENATO FARINA

Oriana FallaciOriana Fallaci

Dieci-anni-dopo l'11 settembre c'è anche il dieci-anni-dopo “La rabbia e l'orgoglio” di Oriana Fallaci. Che cosa ne resta dell'assalto di Al Qaeda? É stato scritto che la nostra vita non sarebbe più stata come prima, ed è vero. Ma purtroppo abbiamo dimenticato la sorgente di questa differenza, delle code estenuanti ai controlli negli aeroporti, della guerra contro il terrorismo in Afghanistan; le immagini degli aerei che si schiantano sulle Torri Gemelle non suscitano emozione, non contengono più la tragedia che esplodeva anche nel nostro cuore.

“La rabbia e l'orgoglio” nacque così: una grande scrittrice (lei vorrebbe si dicesse “uno scrittore”) che si lascia ferire da troppo dolore, dalle persone che come formiche impazzite saltano dall'alto dei grattacieli, l'odore della morte, la volontà di annientarci da parte di un nemico che sputa in faccia alla vita propria e altrui, e che impugna il Corano come un il codice dell'orrore e della sottomissione dell'Occidente “crociato ed ebreo” all'Islam.

Oriana Fallaci in quel momento diede voce forte a quello che serpeggiava nelle coscienze di tanti: e cioè che l'Islam era orribile e pericoloso, ma che anche noi occidentali e specialmente noi italiani facevamo schifo per la nostra debolezza, per aver buttato via qualsiasi ideale per cui si potesse accettare di dare la vita fino a morire. Oriana Fallaci esaltò il patriottismo americano contrapponendolo all'apatia dei politici e degli intellettuali italiani. Detta così, però, non rende l'idea.

Lo confesso: mi esaltai dinanzi a quella prosa potentissima. La bellezza di quelle pagine che ci sbattevano addosso come onde impetuose ma profumate lavando via il conformismo multiculturale, valeva di più di mille analisi di filosofi e sociologi. C'era rabbia e c'era orgoglio. Ma a me commosse di più l'amore per quella cosa invisibile ma che batte nel petto e ci fa tremare e che è il sentimento dell'essere figli di una tradizione cristiana, e che questa tradizione o è attuale e diventa metro della politica oppure è una mummia infetta. Oriana Fallaci, atea, si professò cristiana. Non alla maniera degli atei devoti, che escludono la fede e del cristianesimo si impossessano dei valori. Lei era un'atea neanche un po' devota, ma innamorata del cristianesimo. Non il cristianesimo astratto e dottrinario, ma quello espresso dal suono delle campane. Scrive proprio di suono delle campane. Lei cercava di ritrovare questa armonia insieme incantevole e infrangibile trasfusa in persone vive, che credessero al suo posto, per farle proprio un piacere, in Dio e in Gesù Cristo Figlio di Dio, perché lei proprio non poteva. Mi ricordo come fosse adesso l'incontro in cui mi chiese di fare di tutto perché potesse vedere e parlare con l'allora cardinale Ratzinger. Nacque in quei giorni anche la sua amicizia profonda con il vescovo Rino Fisichella.

Io penso resti, prezioso come oro dopo dieci anni, e debba essere conservato per sempre questo, de “La rabbia e l'orgoglio”: il desiderio che l'Occidente riscopra il suo battesimo. L'Occidente inteso come me e te, come noi. Un battesimo di fuoco e vento. Non un'acquerugiola. Questo desiderio possente di essere noi stessi, di possedere anzi di essere posseduti da un'identità di cui essere orgogliosi...  E invece proprio questo del libro di Oriana è stato nel frattempo smarrito. L'identità si è trasformata in una etichetta per prodotti tipici. Oppure in un martello da picchiare in testa al prossimo. Invece io imparai da lei che l'identità è il nostro nome pronunciato da chi ci ama.


COMMENTI
11/09/2011 - Oriana e Pannella (giorgio alberto crotti)

"L'identità si è trasformata in una etichetta per prodotti tipici. Oppure in un martello da picchiare in testa al prossimo." Ecco Renato perché hai firmato per il finanziamento pubblico alla radio Radicale? Picchiano in testa ai bambini che devono nascere e lo vogliono fare anche coi nostri soldi. Davvero incomprensibile.

 
10/09/2011 - Oriana Fallaci (Pierluigi Assogna)

"Un battesimo di fuoco e di vento"? personalmente mi appassiona di più "Dio gli disse: «Va' fuori e fermati sul monte, davanti al SIGNORE». E il SIGNORE passò. Un vento forte, impetuoso, schiantava i monti e spezzava le rocce davanti al SIGNORE, ma il SIGNORE non era nel vento. E, dopo il vento, un terremoto; ma il SIGNORE non era nel terremoto. 12 E, dopo il terremoto, un fuoco; ma il SIGNORE non era nel fuoco. E, dopo il fuoco, un mormorio di vento leggero." 1Re 19

 
09/09/2011 - Lei non comunicava, lei era la comunicazione. (claudia mazzola)

Quante volte mi sono sentita in quella donna, come lei io cristiana non credente, mi riflettevo nelle sue parole. Poi ho incontrato il carisma di don Giussani che mi ha dato quella Presenza mancante che non ti fa più cristiana, ma più cosciente. Mi pare che Oriana senza accorgersi quella Presenza l'aveva conquistata.