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DIETRO LE QUINTE/ La Cassazione "boccia" le unioni gay della Boldrini

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La signora è diventata presidente grazie a una rappresentanza di deputati enormemente gonfiata. La sua coalizione conta nel Paese circa il 29 per cento di voti. Il premio di maggioranza gli ha attribuito il 55 per cento dei deputati. E allora, se non altro per prudenza costituzionale, dovrebbe astenersi dal trasformare l'ideologia del proprio microscopico partito (Sinistra ecologia e libertà ha ottenuto il 3,2 per cento) nel pensiero condiviso di tutti gli italiani.

In una situazione come questa, di sproporzione clamorosa tra consenso reale e numero degli eletti, ad avere piena legittimità sostanziale e non solo formale sono il Presidente della Repubblica e il governo, entrambi espressione di una maggioranza reale dei voti espressi (tra il 65 e il 70 per cento). Per cui la presidente Boldrini stia nei suoi panni. Autorità superpartes e in fondo miracolata da una legge sbagliata, eviti di propinare al popolo come sintesi universale il micropensiero di un'élite. Come diceva Togliatti, citato da Andreotti: "Piccoli partiti, piccole idee".

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COMMENTI
18/05/2013 - Boldrini presidente anche "per colpa" di Farina (Giuseppe Crippa)

Concordo con le osservazioni di Farina sulla “sproporzione clamorosa tra consenso reale e numero degli eletti” con la conseguenza che le Camere non possano definirsi se non formalmente rappresentative del sentire comune ed a maggior ragione non lo possano i rispettivi presidenti. Correttezza vuole però che Farina non tralasci di ricordarci che lui è personalmente uno dei responsabili di questa situazione: è stato per cinque anni parlamentare e come tale avrebbe potuto (e dovuto) varare una legge elettorale diversa da quella che lui stesso definisce “sbagliata” - e non mi pare lo dicesse con questa stessa enfasi quando era ancora deputato Pdl - con la quale abbiamo eletto i deputati che a loro volta hanno votato l'on. Boldrini presidente.