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DIETRO LE QUINTE/ La Cassazione "boccia" le unioni gay della Boldrini

La presidente della Camera Laura Boldrini ha chiesto di regolarizzare le unioni gay. Ieri la Cassazione ha "bocciato" il porcellum. Cose diverse, ma una c'entra con l'altra. RENATO FARINA

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Perfetto il Capo dello Stato nella sua denuncia: le violenze contro i gay sono intollerabili. Continuo a ritenere che lo siano tutte, anche quelle contro i padri di famiglia. Ma c'è in quelle dirette contro gli omosessuali una carica razzista e ideologica particolarmente esecrabile. Napolitano è stato ancora una volta capace di esprimere il sentimento alto del nostro popolo.

Che c'entra però la lotta contro l'omofobia con quanto proposto dal presidente della Camera Laura Boldrini? La signora del Sel ha infatti chiesto di regolarizzare le unioni gay. Non ha specificato con quale statuto giuridico. Di certo nel programma del partito di Vendola si attribuiscono a questa unione i caratteri fondativi della famiglia. Insomma: il matrimonio. Ciò che la Costituzione fa valere invece solo per il patto tra un uomo e una donna.

Siamo gente di mondo. La cosa non ci stupisce. In Francia è passata una legge simile tra le proteste popolari. Ma qui il caso è diverso. Qui ad esprimere questa idea non è stato un leader di partito, ma la terza carica dello Stato, che parlava in quanto tale, con la pretesa di essere superpartes, e perciò di affermare valori semplicemente universali. Del resto è stata la stessa Boldrini a situarsi sul trono delle cose assolute e non controverse, allorché martedì scorso ha giustificato la propria afasia sugli attacchi portati da militanti del Sel a una manifestazione elettorale del Pdl (a Brescia, sabato 11 maggio), sostenendo che avrebbe significato entrare in contese partitiche, come se la libertà non fosse un bene assoluto anche quando a calpestarlo sono i simpatizzanti del proprio partito.

La Boldrini potrebbe dire: se sono la terza carica dello Stato è perché mi ha messo lì la grande maggioranza degli italiani, di cui dunque legittimamente interpreto i sentimenti. Balle, arciballe. Ora lo dice anche la Corte ci Cassazione.


COMMENTI
18/05/2013 - Boldrini presidente anche "per colpa" di Farina (Giuseppe Crippa)

Concordo con le osservazioni di Farina sulla “sproporzione clamorosa tra consenso reale e numero degli eletti” con la conseguenza che le Camere non possano definirsi se non formalmente rappresentative del sentire comune ed a maggior ragione non lo possano i rispettivi presidenti. Correttezza vuole però che Farina non tralasci di ricordarci che lui è personalmente uno dei responsabili di questa situazione: è stato per cinque anni parlamentare e come tale avrebbe potuto (e dovuto) varare una legge elettorale diversa da quella che lui stesso definisce “sbagliata” - e non mi pare lo dicesse con questa stessa enfasi quando era ancora deputato Pdl - con la quale abbiamo eletto i deputati che a loro volta hanno votato l'on. Boldrini presidente.