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SPILLO/ Perché i pacifisti alla Gad Lerner preferiscono la guerra di Obama al digiuno del Papa?

RENATO FARINA spiega in che modo un certo pensiero laico cerca di relegare il ruolo del Papa al promotore di un astratto messaggio spirituale che non ha nulla a che fare con la realtà

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Il Papa non parla da una sfera eterea alle anime “vagulae blandulae” di Adriano. Parla al cuore della realtà e degli uomini. Non enuncia criteri generali e astratti, ma giudica il presente e nella sua voce esprime, dinanzi a fatti e pericoli, la saggezza della Chiesa e la sapienza che nasce dalla conoscenza dell’uomo che solo Cristo ha.

Per questo, se papa Francesco dice “no alla guerra, a questa guerra” e chiama al digiuno, ciascun uomo deve fare i conti con questo invito. Sia una casalinga o un vecchio steso nel suo letto o un ministro della Repubblica. O un ribelle che è convinto di mobilitarsi per la libertà con il mitra in mano, oppure un ufficiale di Assad. Ciascuno di costoro, dicendo di sì o di no al digiuno ha preso posizione, ha riconosciuto che noi da soli non sappiamo costruire un bel niente. Per questo ciascun uomo – anche non credente – in nome del grande forse, e di una lealtà verso se stessi, può deporre come offerta e come sacrificio la rinuncia a un po’ di cibo, e una domanda all’Altissimo. Perché noi uomini è una vita, anzi sono migliaia di generazioni che sappiamo solo fare guerre, e queste guerre ne generano altre. Tanto più in questo tempo dove non esiste più un uso proporzionato della forza delle armi, perché esse sono sempre sproporzionate e immani.

Credenti o no, cattolici o musulmani o più probabilmente agnostici (sono oggi dominanti in Occidente) hanno aderito.

Gad Lerner e anche Giuliano Ferrara hanno attaccato con crudo linguaggio i ministri italiani che hanno aderito, quasi fosse uno scarico della loro responsabilità. La Chiesa ha diritto alla sua espressione pubblica, ma la politica è la politica, le scelte appartengono a un’altra sfera.

Invece proprio essere responsabili impone di inchinarsi alla sorgente della verità e del bene che il papa indica proponendo preghiera e digiuno. Giovanni Paolo II disse il 4 ottobre del 1986 a Lione, annunciando la giornata di Assisi dove invitò uomini di ogni religione “insieme per pregare”: “Credo alla potenza spirituale dei segni”. Non è tolta la responsabilità dei governanti, ma quel segno (il silenzio, il digiuno, il grido a Dio) non graffia la cipria delle anime, ma ci ricorda chi siamo, il nostro dramma di uomini.


COMMENTI
10/09/2013 - è un caso? (ANTONIO Saini)

oggi i toni "guerrieri" di Obama si sono stemperati e si è cominciato a parlare di trattativa. Esattamente quello per cui aveva chiesto digiuno e preghiera il Papa. Gli "intellettuali illuminati" definiranno questo un "caso". Questa invece è la fede del Papa e del popolo (la gente semplice che non a caso ha aderito in massa), fede che "sposta le montagne". Grazie Papa Francesco che ci sei maestro di Fede.

 
10/09/2013 - "Sono io il custode di mio fratello? Sì lo sei!" (claudia mazzola)

Io ho aderito alla preghiera ed al digiuno nel Santuario di Bs, poi tornata a casa ho guardato in diretta tv il Papa. Dei due fatti eccezzionali vissuti, mi ha maggiormente colpito e commosso il silenzio, una marea di persone così chi riesce a farla star zitta? Ditemelo voi gentili pacifisti!