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ISIS/ L'amore dell'islamico Kassig "smaschera" la follia omicida del califfo

Peter Kassing (Immagine d'archivio)Peter Kassing (Immagine d'archivio)

Queste parole, che non fanno differenza su chi sia il bisognoso, su quale religione professi, e che intridono di commozione, le parole di Peter lo legano indissolubilmente alla propria origine cristiana, e perciò sono così umane che non si riesce a capire che diavolo di credo professino i suoi sequestratori.

E qui siamo alla questione della sua conversione o meno, ormai inevitabile. Scrive Abdul, o forse è ancora Peter? “In termini di fede, prego ogni giorno e non sono arrabbiato per la mia condizione. Sono in una complicata situazione dogmatica qui, ma sono in pace con il mio credo”. 

Che cos’è la complicata situazione dogmatica di cui parla, e così il suo “credo” con cui si sente in pace? Non so che cosa dire. Come ha fatto a rinnegare Cristo in nome dell’amore? Impossibile, assurdo. So però che con questo ragazzo, Peter o Abdul, sono totalmente implicato e che con lui e la sua famiglia, prego, anzi preghiamo. Nemmeno io sono solo, noi cristiani non siamo soli, Dio si è incarnato, si è fatto crocifiggere, come Peter, sì Peter, rischia di esserlo dai suoi boia. Mi piacerebbe dirgli che nostro Signore Gesù Cristo, ricco di misericordia e di pace, non lo abbandona di certo, se ne infischia dei nostri rinnegamenti.

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COMMENTI
07/10/2014 - Quale di queste due è follia? (claudia mazzola)

Facile tagliare le teste per terrorizzare. Più difficile porgere l'altra guancia come è insegnato a noi cristiani.