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NAPOLITANO AL PAPA/ La battaglia di due "vecchi" giovani contro il nostro orticello

Nessuno o quasi ha messo in evidenza i forti riferimenti a papa Francesco che Giorgio Napolitano ha fatto nel suo discorso di fine anno. Il commento di RENATO FARINA

Giorgio Napolitano e papa Francesco (Infophoto)Giorgio Napolitano e papa Francesco (Infophoto)

Il discorso di fine anno e di fine mandato ha certo intenti politici, e persino di politica politicante, dai quali qui è bene tenersi alla larga.

Ma ci sono parole che sono un po' sparite nella considerazione generale, o al massimo espunte dai commenti e dalle sottolineature, quasi fossero merce retorica. Il riferimento corre a quella parte della conversazione del presidente della Repubblica in cui si immedesima con il messaggio di papa Francesco indirizzato per la Giornata mondiale della Pace. 

Non sarà congruo rispetto alle regole del commento giornalistico, ma è buono e utile estrapolare i due minuti più intensi e di certo sottaciuti del novennato di Giorgio Napolitano. Eccoli. 

"Il rischio di cadere in quell'indifferenza globale che Papa Francesco denuncia con tanto vigore è dietro l'angolo, anche da noi.
A quel rischio deve opporsi una sensibilità sempre più diffusa per le conquiste e i valori di pace e di civiltà oggi in così grave pericolo. La crescita economica, l'avanzamento sociale e civile, il benessere popolare che hanno caratterizzato e accompagnato l'integrazione europea, hanno avuto come premessa e base fondamentale lo stabilirsi di uno spirito di pace e di unità tra i nostri popoli. Ebbene, questo storico progresso è sotto attacco per l'emergere di inauditi fenomeni e disegni di destabilizzazione, di fanatismo e di imbarbarimento, fino alla selvaggia persecuzione dei cristiani. Dal disegno di uno o più Stati islamici integralisti da imporre con la forza sulle rovine dell'Iraq, della Siria, della Libia; al moltiplicarsi o acuirsi di conflitti in Africa, in Medio Oriente, nella regione che dovrebbe essere ponte tra la Russia e l'Europa: di questo quadro allarmante l'Italia, gli italiani devono mostrarsi fattore cosciente e attivo di contrasto. Ci dà forza la parola, il magistero del Pontefice che per la Giornata Mondiale della Pace si fa portatore di un messaggio supremo di fraternità, e ci richiama alla durissima realtà dei "molteplici volti della schiavitù" nel mondo d'oggi.
Farci, ciascuno di noi, partecipi di un sentimento di solidarietà e di un impegno globale - sconfiggendo l'insidia dell'indifferenza - per fermare queste regressioni e degenerazioni, è un comandamento morale ineludibile. E forse, facendoci lucidamente carico di quanto sta sconvolgendo il mondo, potremo collocare nella loro dimensione effettiva i nostri problemi e conflitti interni, di carattere politico e sociale ; potremo superare l'orizzonte limitato, ristretto in cui rischiamo di chiuderci
".

 

Nessuno aveva letto, tra i politici europei, ma forse neanche tra gli intellettuali, con tanta pertinenza il magistero del Pontefice, prendendolo così com'è, senza riferimenti a pensieri filosofici previ, e trasferendolo nella sfera della propria coscienza, e da lì indirizzarlo come appello a ciascun italiano.


COMMENTI
06/01/2015 - Domanda e risposta (luisella martin)

Ha risposto proprio male Caino, quando gli è stato chiesto dove fosse suo fratello! "Non so", rispose Caino - che invece lo sapeva benissimo - Tutto ciò non è morale ci ricorda il nostro Presidente ... Apparentemente uguale sembra la condanna di Papa Francesco, l'altro "vecchio-giovane" citato nell'articolo. La differenza c'è ed è, io credo, proprio nell'interpretazione della domanda di Dio, non della risposta di Caino. Perché a mio parere conta innanzi tutto la domanda che Dio Padre fa a ciascuno di noi. Alla domanda: "Dov'è tuo fratello?" non tutti rispondono come fece Caino e non perché essi siano migliori di Caino... Alcuni di noi rispondono: "Mio fratello è morto per la mia indifferenza". Altri invece dicono: "E'l'indifferenza di tutti ad uccidere". Papa Francesco e il nostro Presidente non lottano allo stesso modo contro il male e l'indifferenza del mondo. Uno dei due lo fa da povero con i poveri; l'altro combatte da solo perché non si ritiene degno di avere i poveri al suo fianco.

 
03/01/2015 - Grazie Presidente, ma... (Giuseppe Crippa)

Ringrazio Farina per avermi fatto tornare a rileggere le parole di Napolitano, ed indirettamente di papa Francesco, che davvero toccano, anzi scuotono, il cuore di ciascuno. Ma non riesco a dimenticare che ciascuno di noi non è soltanto ciò che dice ma anche quanto ha fatto e di cui non si è pentito.