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ERRI DE LUCA ASSOLTO/ E ora siamo liberi (o quasi) di incitare alla violenza...

Erri De Luca (Infophoto)Erri De Luca (Infophoto)

Gente che non è mai stata al Quirinale, neanche dipinta. Per cui in caso di condanna, l'ex militante di Lotta continua non sarebbe finito in carcere. Se la sarebbe cavata con otto mesi con la condizionale, oppure sei mesi convertiti in sanzione pecuniaria. 

Sarebbe stato meglio se l'assoluzione fosse piovuta in testa a Umberto Bossi, a cui hanno appioppato sul serio, e nel silenzio generale, la condanna per vilipendio del capo dello Stato Napolitano a cui in un comizio ha fatto le corna definendolo "terun". Lì, condannona del Tribunale di Bergamo: diciotto mesi. Ovvio. Mica è un intellettuale, chi credeva di essere? 

De Luca, alla vigilia del processo, ha scritto un piccolo libro: La parola contraria (Feltrinelli). Proclama: "In aula non vado a discolparmi, ma a mettermi di traverso alla censura che vuole la parola contraria su un binario morto". La missione! Un missionario perseguitato! Fantastico.

Mi domando perché mai dovremmo rispedire al loro Paese o addirittura arrestare i seminatori islamici di odio. Con che diritto dovremmo prendercela con chi proclama la necessità di sgozzare la gente al calduccio del suo computer? D'ora in poi potranno sbandierare il lodo De Luca, come argomento di impunità.

In sintesi: riteniamo che i reati di opinione non vadano puniti. Salvo quando: 1) le parole costituiscono diffamazione di una persona o comunità, poiché in quel caso trattasi di character assassination, che fa versare sangue dalle anime, ed è persino peggio di una pugnalata vera, qualche volta. 2) quando lo scritto o il discorso è istigazione o apologia di reato, seminando odio e teorizzando azioni violente nell'immediata possibilità che si concretizzino.  

La sentenza di ieri in realtà non assolve uno scrittore, lascia che possa scorrazzare in libertà l'incitazione alla violenza. La sentenza è essa stessa, al di là delle sicuramente dotte dissertazioni giuridiche che la supporteranno, parte di questo incitamento: dà nobiltà alla volontà di distruzione. Non va bene.

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COMMENTI
20/10/2015 - assoluzione di De Luca (ANTONIO DE BONIS)

Vedo che la giustizia italiana ogni giorno perde quota, a mio parere l'assoluzione di De Luca è sbagliatissima, non sbagliata, il perché è molto semplice, che "sabotare" possa letteralmente intendere azioni di contrasto a qualcosa o qualcuno può anche starci, ma contrastare una disposizione di legge, quale rappresentata dallo stato democratico legittimamente eletto dal popolo, a me mi sembra squallido. Quindi invito tutti quelle persone che hanno subito dei torti da parte della giustizia italiana a chiedere i danni allo stato italiano, mi rivolgo agli altoatesini, siciliani, sardi e tanti altri che hanno contrastato con sabotaggi di vario genere lo stato e le istituzioni italiane a favore dei propri diritti o presunti tali. PENSATECI BENE.

 
20/10/2015 - ridicolo (Claudio Baleani)

Il nostro eroe Enrico De Luca si è difeso in Tribunale appellandosi al senso letterale della parola da lui usata, che era anche capo di imputazione: "sabotare". Siccome un dizionario ce l'abbiamo tutti vado a leggere. Sabotare = danneggiare intenzionalmente. Deve essere che per lui vale un'altra versione, un altro dizionario. Non è ridicolo il rivoluzionario che legge il fogliettino davanti al Tribunale sostenendo una tesi assurda e capziosa e il Tribunale che lo assolve in mezzo al giubilo?