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JIHADISTA RILASCIATA/ L'ipocrisia di quei pm che "giustificano" i reclutatori di odio

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Ci ricordiamo bene un precedente, rispetto a questa storia di lassismo palermitano. Gli autori degli attentati del 13 novembre a Parigi erano passati indenni dalla valutazione dei magistrati belgi. Le garanzie essenziali del cittadino indagato sono sacre. Ma è sacro anche il diritto alla sicurezza dei cittadini minacciati da quello stesso indagato. Come se ne esce?

Il giudice serve a questo: scegliere con saggezza. Possibile che non possa esserci un po' di equilibrio? Il caso di Palermo oltre a suscitare discredito nella magistratura, fornisce argomenti ai manettari che vorrebbero minare le basi del diritto per portarci a uno Stato di polizia, una specie di anticipo del regno del web sognato da Casaleggio e dai 5 stelle, con gabbie sulle tangenziali dove esporre come trofei i "cattivi". Buon senso, equilibrio, consapevolezza del peso reale della propaganda nella filiera del califfato assassino. È chiedere troppo?

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COMMENTI
24/12/2015 - commento (francesco taddei)

tutto ciò accade per la politicizzazione della magistratura. tutta. politicizzata perché interpreta le leggi e gli dà un senso, cioè una visione politica, spesso diversa da come la approvano i deputati, legittimati dal voto popolare (anche se si beffeggiano di questo voto essendo senza vincolo di mandato, quindi senza responsabilità verso qualcuno che gli dà fiducia). il senso della legge glielo dà chi la approva. i poteri dello stato per controllarsi a vicenda devono essere separati e la magistratura, come la polizia ha solo il compito di far rispettare la legge anche se la pensano diversamente. poi esistono tutta una serie di norme di ispirazione socialista e terzomondista che permettono il rilascio perché giustificano il male per una presunta emarginazione, discriminazione o differenza sociale.