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ORIANA FALLACI/ Quella donna, innamorata di Ratzinger

Oriana Fallaci (1929-2006) (Immagine dal web)Oriana Fallaci (1929-2006) (Immagine dal web)

E parlammo di tutto. Parlammo per cinque, sei ore. Non solo dell'islam, ma anche della fede. Lei volle sapere tutto di Ratzinger. Eravamo nel 2004 e Ratzinger era ancora cardinale. Volle sapere di Papa Wojtyla, di Feltri, che fra l'altro era un suo vecchio amico, ma con il quale questionava di frequente. E si parlò anche molto della persona di Gesù Cristo. Questo ci tengo a dirlo, perché questa Persona la colpiva. La colpiva sin dalla sua infanzia. E quando incontrava una persona di cui potesse fidarsi, che non fosse per lei un nemico, un "traditore della patria", che però avesse — secondo lei — una qualche confidenza con questo Gesù, lo inondava delle sue domande e delle sue obiezioni, della sua ira contro la Chiesa che — secondo lei — nascondeva il vero volto di Gesù.

Oriana Fallaci è stata la donna che più ha incarnato la solitudine della nostra epoca. Per cui le persone più sensibili e che non hanno avuto la fortuna di essere accolte nel grembo di una comunità cristiana, nel grembo di una amicizia cristiana, si sono trovate sbattute contro un mondo che aveva tradito gli ideali di libertà su cui diceva di essersi formato. E Oriana allora non ha mai smesso di cercare, mai, mai, mai! Guardate, se uno legge i suoi libri vede anche, nel modo come lei mette in fila le parole, la forza straordinaria della sua passione e della sua umiltà. Perché uno che cerca è umile. Perché uno che cerca sa che non sta in lui il vero, il bene, la salvezza dell'umanità. Uno non può redimere il mondo e autoredimere se stesso. E allora è umile. E lei, la cosa che sapeva fare meglio era aprire gli occhi sulla realtà e scriverla.

Allora lei per scrivere una pagina, pur essendo velocissima a scrivere, ci metteva un giorno, perché rileggeva, cercava la parola, la limava. Perché, come tutti gli artigiani che amano il loro lavoro, non voleva sciupare la realtà. Non voleva cesellare male quello che non era suo, ma era il dolore del mondo. In questa ricerca la sua domanda su Dio restava senza risposta. O se dava una risposta — io glielo dissi — era molto banale, indegna di lei, del tipo che "l'uomo ha fatto Dio a sua immagine e somiglianza", roba così. Poi però la figura di Ratzinger l'ha travolta, l'ha indotta a domandare a chi era vicino a lui da dove venisse questa intelligenza potente che diceva le cose più vere di tutte, sul mondo. Insomma, lei che era atea, doveva essere d'accordo con un cristiano, e non solo un cristiano "normale", ma il capo della Chiesa. Per questo prima chiese a me, poi a monsignor Rino Fisichella di cui divenne grande amica e che la portò dal Papa.


COMMENTI
18/02/2015 - L'uomo (claudia mazzola)

Mi colpisce di Oriana Fallaci il suo amore per l'uomo, vorrei amarlo come lo ha amato lei: divinamente.