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ORIANA FALLACI/ Quella donna, innamorata di Ratzinger

Ciascuno vede nell'altro quello che vuole. Così gli sceneggiatori del film su Oriana Fallaci che ha avuto un gran successo su Rai Uno. RENATO FARINA racconta la "sua" Oriana Fallaci

Oriana Fallaci (1929-2006) (Immagine dal web)Oriana Fallaci (1929-2006) (Immagine dal web)

Ciascuno vede nell'altro quello che il proprio cuore desidera. Così gli sceneggiatori del film su Oriana Fallaci che ha avuto un gran successo su Rai Uno. Per non dividere, invece che sui contenuti, gli autori e il regista hanno insistito sul temperamento, sul fascino indomito di questa grande giornalista.

Nulla da dire. Io l'ho conosciuta diversa. La sua scrittura martellata, come un'onda sugli scogli, somigliava al suo sguardo. Ma il suo sguardo vedeva la realtà. E ne dava testimonianza in maniera sorprendentemente diversa rispetto al pensiero dominante (salvo forse la prima fase, quella del Vietnam). 

Ho in mente i suoi bellissimi libri, in particolare Lettera a un bambino mai nato che, negli anni Settanta, quando tutti proclamavano l'aborto come diritto civile — una cosa orrenda — lei invece proclamò come, quell'essere, dopo un secondo, dopo un centesimo di secondo, un istante, era un essere umano, scoccava dentro di lei come scintilla di una vita unica. Poi l'ho conosciuta anche attraverso quello che mi aveva detto di lei Vittorio Feltri, il mio direttore. Scrissi dei suoi interventi dopo l'11 settembre. E a un certo punto mi telefonò. 

Non diciamo che mi aspettassi un complimento, ma quasi. Quando sentii la sua voce, e lei che disse di essere la signora Fallaci, restai incantato. Mi insultò pesantemente, perché su Libero era uscito un articolo in cui si faceva un gioco di parole con il suo cognome, del tipo: "Le fallaci opinioni di Oriana", di un filosofo che in un contraddittorio con me aveva espresso questa tesi. Ma lei, fulmini e saette. Guai a toccarle le sue radici, la sua fonte, il suo cognome! Perché lei si identificava totalmente con la sua stirpe, ciò che le aveva dato l'essere, la sua cultura, la sua cultura cristiana, pur non riuscendo a credere: si dichiarava atea, ma cristiana nel profondo. 

Dopo di che rimase sorpresa, credo, dalla mia mansuetudine, perché fui così colpito dal fatto che io avessi potuto involontariamente offenderla, che le chiesi scusa. Da quel momento cominciò a telefonarmi e finalmente mi invitò un sabato sera nella sua casa di Milano. La casa della sorella. Vigilata da dei carabinieri in borghese, perché nessuno doveva sapere che lei abitava in quella casa, che fosse a Milano, perché correva rischi. Salii a casa sua e fui travolto da questa persona, che era uno scricciolo, un usignolo. Uno non se lo immagina guardando le foto, che potesse essere così minuta. Con i capelli neri, con la sigaretta in bocca. Squisita, dolcissima e rude nello stesso tempo. 


COMMENTI
18/02/2015 - L'uomo (claudia mazzola)

Mi colpisce di Oriana Fallaci il suo amore per l'uomo, vorrei amarlo come lo ha amato lei: divinamente.