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GENOCIDIO ARMENO/ Uccisi perché cristiani. Con buona pace di certi giornali...

Papa Francesco (Infophoto)Papa Francesco (Infophoto)

Ci fu il tentativo di annientare in Turchia qualunque cosa non fosse conforme alla turchizzazione islamica voluta dai Giovani Turchi. Il pretesto delle "quinte colonne" russe in casa fa molto comodo. Allo stesso modo si è usato questo argomento da parte dei nazisti per giustificare l'internamento degli ebrei, e Lucia Annunziata sarà lieta di documentare tutto questo sull'Huffington

1. Andrea Riccardi ha pubblicato alcuni mesi fa una ricerca preziosissima: La strage dei cristiani. Mardin, gli armeni e la fine di un mondo (Laterza). Mardin è una città dove per secoli avevano convissuto cristiani di ogni confessione e musulmani. Ora che cosa accade durante la "Grande Guerra"? I turchi non si limitano a deportare e a uccidere tutti gli armeni, ma eliminano tutti i cristiani! Questo, secondo Riccardi, prova la natura genocidiale del massacro armeno. Essi furono vittima principale di un genocidio anticristiano. Per questo il Papa — che non è affatto malconsigliato, ma studia un po' di più — si è espresso così: "Il primo genocidio del XX secolo ha colpito il vostro popolo armeno — prima nazione cristiana —, insieme ai siri cattolici e ortodossi, agli assiri, ai caldei e ai greci. Furono uccisi vescovi, sacerdoti, religiosi, donne, uomini, anziani e persino bambini e malati indifesi". Fu un genocidio anticristiano, colpiva la nazione armena perché cristiana, non perché filo-russa. Del resto come si fa a pensare che i bambini possano essere "quinte colonne" del nemico. Sostenerlo fa indignare i sassi, caro Panella, cara Annunziata.

2. Forse Panella non sa che è in corso la pubblicazione della raccolta di documenti contenuti nell'archivio segreto vaticano. Saranno alla fine 7 (sette) volumi curati da padre Georges Ruyssen S.I., docente presso il Pontificio Istituto Orientale, autore della monumentale opera di raccolta di documenti storici La Santa Sede e i massacri degli armeni (ed. Orientalia Cristiana). Non lo chiama genocidio, il titolo. Per rispetto alle parole che avrebbe dovuto dire definitivamente il Papa. Egli sostiene che questi massacri sono genocidio, senza se e senza ma. Tant'è vero che si protrassero ben dopo la fine della guerra. Racconta a Zenit che "All'inizio sembra un episodio ordinario di repressione turca contro l'ennesima rivolta rivoluzionaria armena. Infatti mons. Angelo Maria Dolci, delegato apostolico a Costantinopoli, interpreta gli eventi in questo senso. Egli inizia tuttavia a capire che si tratta piuttosto di una vera e propria deportazione di massa nel luglio '15, quando in un telegramma fa sapere in Vaticano che 'giungono sicure notizie che centinaia di armeni, tra i quali molte famiglie cattoliche, si sottraggono alla persecuzione facendosi musulmani. Voci di massacri veri e sparsi accentuano questo movimento…'. È in questo momento che si comprende ciò che sta realmente accadendo nell'Impero ottomano. Il rapporto del 28 agosto 1915 è quindi molto chiaro: 'Orrori raccapriccianti sono stati commessi da questo Governo ai danni di armeni innocenti all'interno dell'Impero. In alcune regioni sono stati massacrati, in altre deportati in luoghi incogniti per farli morire di fame durante il tragitto. Madri hanno venduto i figli per sottrarli a certa morte. Lavoro incessantemente per arrestare queste barbarie'". 


COMMENTI
15/04/2015 - Papa Francesco e il primo genocidio Armeno. (deir zarian)

Bravo Renato Farina giornalista serio e attento.Sarebbe forse il caso di denunciare penalmente questi due pseudogiornalisti perchè in italia è passata una legge che sanziona il negazionismo dei genocidi!pannella non è nuovo a queste uscite sarebbe interessante indagare se e come finanziato dal governo turco per insistere con articoli negazionisti e menzognere.Dal canto suo come può essere credibile una direttrice di testata l'annunziata che fa pubblicare queste spazzature.se fossi la proprietà del giornale la licenzierei in tronco per salvaguardare la serietà del giornale.

 
15/04/2015 - la menzogna che si morde la coda (claudia mazzola)

Come si fa a negare un genocidio di cui c'è testimonianza e foto? La menzogna ha le gambe corte stavolta!