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JIHADISTA ITALIANA/ Maria Giulia è in Siria e ordina di ucciderci: così "Dio ci ha visitato"

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Giulia-Fatima ha lunghe conversazioni al telefono via skype con la sorella Marianna. Inneggiano all'assassinio dei vignettisti di Charlie Hebdo. Giulia si esalta dinanzi alla bellezza delle mani mozzate, dell'uccisione dei miscredenti, e contagia con la sua gioia feroce Marianna e la madre. Infine anche il padre. Probabilmente progettano di trasferirsi in Siria per riunire la famiglia sotto il mantello protettivo e assassino di Al Baghdadi, il califfo.

Fatima è perentoria. Il califfo giura su Dio che i musulmani che risiedono nella "casa della guerra" (cioè in territorio d'infedeli) abbiano due sole possibilità per obbedire al Corano e salvarsi: 1) raggiungere immediatamente la "Casa dell'Islam", cioè il luogo dove vige la sharia sotto la guida del califfo e dei membri della Shura segreta (cioè nello stato islamico), per combattere e ampliarlo; 2) se proprio è impossibile, devono uccidere i miscredenti, non sono ammesse deroghe.

Colpisce questo: la famiglia è originaria di Torre del Greco, ed erano in condizioni poverissime. Accettano l'invito ad emigrare di una compaesana. Le mette in contatto con la Caritas, con la parrocchia: e trovano assistenza. Il capofamiglia trova un lavoro regolare. Ed ecco cambiano, si infervorano non per Dio, ma per una nuova sicurezza, basata sull'odio per quelli che fino a poco prima erano fratelli nella fede.

Come si vede da questa storia, non è la miseria, l'emarginazione a spingere questa famiglia ad arruolarsi con il mostro islamico. Qualcosa d'altro. Non è una cosa umana. C'è la zampa di satana. Certo, questa società nichilista consegna un futuro senza ideali. Di sicuro la Chiesa non lascia trasparire il fascino di una vita nuova. Del resto siamo tutti poveretti. Ma qui scatta qualche altra cosa. Credo si possa combattere con la preghiera vissuta non solo quando si prega, ma sempre. Con la testimonianza data nei rapporti quotidiani, nella vicinanza a chi è solo e isolato. Anche nel dialogo, quando è possibile, con le comunità islamiche. 

Ma resta il mistero, un mistero che Dio consente, di certo perché alla fine venga un bene più grande. Lo dice Manzoni nei Promessi sposi. Ho trovato in quel libro meraviglioso una frase che non ricordavo. Fra Cristoforo arriva di corsa dal convento di Pescarenico nella casa di Lucia e della madre Agnese. Lucia piange, Agnese lo informa del sopruso dei bravi di don Rodrigo. Prima fra Cristoforo si inalbera e grida — lo si capisce — a Dio: fino a quando… Poi però tira le briglie al suo pur giusto furore e dice: "Dio vi ha visitate. Povera Lucia!". Dio ci sta visitando con le persecuzioni dei nostri fratelli. Povera Giulia!

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COMMENTI
02/07/2015 - maria giulia (giuseppe DOTTORI)

Questo ed altro sono il risultato di una mancata educazione religiosa nelle parrocchie e negli oratori e ancor più nelle quotidiane omelie (rito ambrosiano) dove si fa esegesi e istruzioni per l'uso ma non viene toccato il cuore delle persone.