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PROFUGHI MUSULMANI CONTRO I CRISTIANI/ E' la "vendetta" del Pil contro il nostro niente

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La soluzione per ora la si è trovata nel separare i cristiani, quasi collocandoli in riserve indiane all'interno dei campi profughi. E penso: chissà cosa sta accadendo nei luoghi di accoglienza turchi… In Turchia, un Paese dove sta prevalendo il fondamentalismo. Di certo stare separati, come per dividere due branchi, non è la soluzione definitiva. Non può esserlo. Noi crediamo sia possibile il rispetto reciproco, che è molto più della tolleranza.

Non riguarda solo musulmani e cristiani nei campi. Riguarda noi. Esiste un problema di accoglienza in Europa, e questo lo sappiamo tutti. Esso riguarda i corpi, e questo è ovvio. Occorre dare alloggio decoroso, vestiti, cibo, a chi non ha nulla e arriva stremato alle nostre frontiere. Come chiede papa Francesco, l'Europa deve tornare ad essere madre: di uomini però non di animali.  Occorre qualcosa in più del predisporre un ostello, ma va consentito e promosso quello che rende alloggio e cibo qualcosa di umano, e non rispettivamente tetto  per galline e pastoia per le bestie. Si chiama libertà questo qualcosa di indispensabile. Garantirla significa riconoscere dignità alle persone: trasforma il soccorso materiale in qualche cosa di buono per l'uomo intero, non per la sua macchina organica, ma per il suo cuore.

Non c'è libertà più grande di quella che riguarda la scelta di onorare Dio, di dedicarGli il proprio cuore, secondo la forma appresa dall'educazione e poi confermata (o cambiata: si chiama conversione) in età adulta.

Noi Europei evoluti (sic!) abbiamo dimenticato ciò che costituisce la domanda che ci fa essere uomini. La sofferenza di quei profughi cristiani, possa scrostare un po' della muffa che soffoca il nostro vero desiderio. Di libertà, di infinito. Della misericordia che Dio è, ed è Dio.

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