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GENOCIDIO ARMENO/ La verità passa dal voto tedesco, non dai silenzi di Erdogan

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Così come sigillarono la loro bocca le potenze nominalmente cristiane e occidentali, in primis la Gran Bretagna (non così, bisogna riconoscerlo, l'Italia, che ebbe pagine grandiose di denuncia con Filippo Meda e Antonio Gramsci, l'uno fondatore della Dc l'altro del Pci). Hitler progettò la Shoah e convinse i gerarchi riottosi a perpetrarla garantendo la dimenticanza di questa strage, ricordando il fatto che nessuno più citava neppure due decenni dopo quella armena.

Il Papa ora, 22-24 giugno, va in Armenia, il motto del viaggio è: "Il primo paese cristiano". Infatti il re e il popolo si convertirono e si fecero battezzare da San Gregorio l'Illuminatore nel 301 dopo Cristo. E' bellissima la Croce armena. E' una Croce fiorita, è già pegno di resurrezione, perché ha conosciuto la morte e soprattutto la misericordia.

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COMMENTI
03/06/2016 - Una precisazione (Roberto Graziotto)

Ovviamente mi potrebbe obbiettare Farina, che con il rinvio a Gramsci (1891-1937) non intendeva dire che in generale in Germania si è taciuto, mentre in Italia si è parlato del genocidio armeno, ma che allora fosse così. Anche in questo caso bisognerebbe almeno nominare il nome di Johannes Lepsius (1858-1926) teologo luterano e orientalista, che già nella prima fase del massacro, quella del 1894-1896 sotto Abdülhamids, fondò un "armenisches Hilfswerk". e nel 1914 una "deutsche-armenische Gesellschaft". Lepsius conosceva la regione armena che aveva visitato travestito da venditore di tappeti. Durante il genocidio intervenne costantemente sia nei media tedeschi sia con conferenze in tutta la Germania. Ci tengo a specificare queste cose, perché sarebbe fatale pensare che in Germania ci sia stato solo il silenzio e forse anche l'attiva collaborazione di Berlino con l'impero ottomano. Ciò è uin giudizio storico vero, ma lasciato così del tutto unilaterale. Infine l'assenza ieri della Merkel non è per nulla condizione della posizione turca (questo non viene affermato da Farina, ma si potrebbe dedurlo in forza di ciò che non ha detto).

 
03/06/2016 - Renato Farina coglie alcuni punti nodali (Roberto Graziotto)

Non ripeto tutto ciò che c'è di buono nell'articolo. Vorrei solo su un punto precisare che non solo in Italia, ma anche in Germania è stato fatto un grande lavoro di riflessione sul genocidio armeno, dopo il silenzio di Berlino di allora di cui parla Farina. 1. Nell'università di Halle, la città di Händel, da decenni viene approfondita la cultura armena. 2. Un Land come la Sassonia Anhalt sta pagando un gemellaggio di più scuole tedesche con quelle armene, da cui sta nascendo un grande lavoro linguistico e culturale. E tantissime amicizie. In generale ecco il mio giudizio sintetico sul voto di ieri: Capisco che la cancelliera Merkel non fosse nel parlamento durante la votazione per il genocidio armeno, il cui riconoscimento il parlamento ha votato con la quasi assoluta totalità dei voti (solo una persona era contro), meno che tutti e tre, cioè anche il ministro degli esteri e il vice cancelliere non erano nell'aula parlamentare, io però non sono un politico, ma un filosofo e vorrei dire con una certa chiarezza una mia intuizione: Erdogan non può riconoscere il genocidio armeno perché esso non è qualcosa di passato (origine della repubblica turca), ma una cosa che sta succedendo ancora adesso, pur forse con modalità diverse.