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ATTENTATO A NIZZA/ Alla laica Francia non resta che pregare

Attentato a Nizza: un Tir piomba sulla folla assiepata lungo Promenade des Anglais per la festa del 14 luglio. Dalla guida qualcuno spara col mitra. 73 morti, oltre 100 feriti. RENATO FARINA

Nizza, la scena dell'attentato (LaPresse)Nizza, la scena dell'attentato (LaPresse)

C'è una certezza: il sangue. E un'altra: la paura. L'immenso camion bianco si è mosso a gran velocità alle 22 e 30 di ieri, ha puntato sulla folla che sciamava sulla Promenade des Anglais a Nizza. Si era appena dissolta la luce allegra dell'ultimo fuoco d'artificio per le celebrazioni della festa nazionale francese. Attentato, certo — dice il buon senso. Il buon senso ormai ha imparato a individuare nelle sciagure la volontà assassina. E qui siamo al terrorismo allo stato puro, nella sua quintessenza.
C'è il segno inesorabile della farneticazione dei guerrieri del califfo, che non sanno che farsene della vita degli altri, se non spazzarla via, come un bottino da far valere davanti a un Dio che non esiste, non c'è un Dio così, non può che essere un ologramma spaventoso del Diavolo.
Investire la folla pacifica e perciò colpevole, nel bel mezzo di una festa pagana, patriottica, di una nazione nemica è puro orrore. E se l'orrore si può perpetrare, proprio per questo si deve fare, e l'hanno fatto. Così ragionano i teorici e gli esecutori di questa guerra santa, anzi demoniaca. Il primo conteggio dice: 73 morti.
Tutto questo accade mentre l'Europa si sta accasciando su se stessa, incapace di fare memoria non dico del suo battesimo cristiano, ma di quella fraternità che pur la Rivoluzione francese, attingendola dal Vangelo ha proclamato, e si festeggiava proprio nel momento in cui il Tir bianco piombava sulla folla.
Seguo il succedersi degli eventi e della conta dei morti (30, poi 50, 60, e poi 73: non finisce mai) sul sito Facebook e twitter di Nice-Matin, il quotidiano locale. E c'è una notiziola che colpisce, tra quelle luttuose, e accende un'idea di che cosa sia l'uomo. "I tassisti di Nizza stanno evacuando la folla gratuitamente, portando la gente lontano dal luogo dell'attacco". Li vedo questi tassisti. Portano le famigliole fuori dal cerchio supposto del pericolo, e ci si reimmergono, con coraggio, per un bene più grande, obbedendo a qualcosa di diverso dall'odio che arde nonostante tutti i relativismi del mondo, tutti i rancori e la noia, in fondo al nostro cuore.
Non è ammesso oggi pronunciare la parola vendetta, non ha nessun senso. Ma capacità di piegarsi sui feriti, e rendere impossibile l'azione e il reclutamento a questi seguaci del Diavolo, ripetendo e sperando come Gesù: non sanno quello che fanno. Come il buon samaritano dobbiamo curare i feriti dai briganti, versare olio e vino sulle ferite di chi è stato colpito dai malfattori. Ma alle autorità degli Stati tocca oggi non solo curare i feriti, ma impedire che gli assassini facciano nuove vittime. E' misericordia anche questa: prevenire, combattere, annientare le furie omicide in nome di un Dio che non esiste. I capi delle nazioni sappiano adesso rinunciare alle pretese egemoniche e alle ambizioni idiote e personalistiche per costruire insieme un po' di pace in questo caos.

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COMMENTI
16/07/2016 - Sapremo affrontare le sfide della realtà? (Daniela Blandino)

La mattina seguente all'attentato ho percepito lo smarrimento di fronte a una crudeltà così grande e un male così assurdo. Poi ho pensato che purtroppo ciò che sta accadendo fa parte della realtà e ci sfida. Sfida Cristiani e non Cristiani identicamente. Ci chiede: che senso ha la vita? cosa possiamo fare per combattere questo male? cos'è la giustizia di fronte a tutto questo odio? bisogna vendicarsi? possiamo costruire un mondo migliore? Queste domande ci sfidano e la risposta richiede tempo, ma bisogna cercare di rispondere per la verità di noi stessi. Sono convinta che se abbiamo sperimentato un bene nella nostra vita possiamo testimoniarlo e vivere quel bene in prima persona. Non so se questo ci risparmierà la vita, ma ci renderà disponibili a collaborare con quel bene. Per me, cristiana, quel bene è Gesù misericordioso che non si sottrae alla sofferenza per salvare ogni uomo. Quanto alla società multiculturale ormai vi siamo immersi, è un dato della realtà. Anche questo ci sfida. Che tipo di mondo voglio? Un mondo del benessere per noi soli e gli altri fuori o un mondo dove ci sia possibilità di bene per tutti? L'Europa viene scossa dalla sua mollezza. Forse i governi, a volte egoisti, sono scossi, ma si vede il popolo turbato ma a tratti in cammino, come i taxisti di cui parla Farina o i giovani nord europei che sono accorsi ai campi profughi a soccorrere le colonne di profughi in marcia (a proposito: che fine hanno fatto?) e ne hanno avuto la vita cambiata.

 
15/07/2016 - Preghiera (claudia mazzola)

"Si sottolinea il positivo, pur nel suo limite, e si abbandona tutto il resto alla misericordia di Dio" ha detto don Giussani. Ecco, questi terroristi di positivo non hanno nulla, quindi di tutto il loro male saprà giudicare Dio Padre.

 
15/07/2016 - Nizza (delfini paolo)

Renato Farina ha perfettamente ragione, la Francia, anzi tutti noi Europei dobbiamo pregare, e anche magari cominciare a non negare più importanti indicazioni che ci dà la realtà, cioè ad es., il fatto che l'utopia multietnica e multiculturale, figlia dell'illuminismo, e parente stretta delle ideologie dominanti (marxismo e liberismo), ci porta verso il baratro.