BENVENUTO   |   Login   |   Registrati   |

Rubriche

PGT/ Masseroli (Pdl): un buon progetto sta rientrando dalla finestra, ma...

La giunta Pisapia sta riconsiderando il Piano di Governo del Territorio varato da Letizia Moratti. CARLO MASSEROLI commenta il primo documento politico che non lo rivoluziona, anzi...

La Milano che verrà? (Foto: Imagoeconomica)La Milano che verrà? (Foto: Imagoeconomica)

Dopo qualche mese di silenzio torna attuale il dibattito sul piano di governo del territorio. La nuova giunta ha infatti approvato un documento politico che inizia a dare le prime indicazioni sulle modifiche che intende apportare al piano approvato lo scorso febbraio dopo quattro anni di gestazione.

Innanzitutto occorre dire che qualsiasi regola è meglio dell’assenza di regole. Oggi vige una sostanziale assenza di regole certe e chiare. Il pgt è stato bloccato e il vecchio piano regolatore è ormai inattuale. L’assenza di regole peraltro acuisce la crisi: senza regole non c’è sviluppo, non c’è lavoro, non c’è cura della città. I primi a subirne le conseguenze sono i milanesi: spazi degradati, carenza di servizi, inquinamento.

Dalla lettura del documento approvato, 15 pagine di linee di indirizzo ancora lontane da proposte di nuove regole, pare emergere una sostanziale conferma dell’impianto e dei contenuti del piano già approvato a febbraio. La ridotta diminuzione dei volumi tanto conclamata non può certo far parlare di modifiche radicali. Anche sul parco sud non si trovano stravolgimenti: si conferma la volontà di non costruire pur sottolineando la volontà di non utilizzare il metodo della perequazione. Se è tutto qui allora che si corra senza esitazioni! 

Cito a titolo di esempio tre motivi per accelerare i tempi.

Il primo è la battaglia all’inquinamento. Il 15 ottobre sono stati riaccesi i riscaldamenti in città, responsabili secondo gli esperti del 41% delle emissioni inquinanti. Per tutto l'inverno non parleremo d'altro. Nel Piano di Governo del Territorio c'è una risposta (articolo 10 piano delle regole) che consente a tutti i vecchi palazzi energivori di rinnovare i propri impianti a costo zero per i condomini residenti. Bloccare il piano significa quindi mantenere i vecchi impianti che contribuiscono all’inquinamento dell’aria. No pgt, no aria pulita.

Il secondo motivo è la fame di case a prezzi bassi. Il piano detta le regole che incentivano gli investitori pubblici e privati a realizzare in città circa 30.000 alloggi a prezzi bassi. L’housing sociale è infatti uno dei pilastri del piano bloccato, peraltro condiviso da tutte le parti politiche. No pgt, no case a prezzi bassi.